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Ingombro della carreggiata e trasporti

Traino di rimorchi e caravan

Masse, patente, velocità e comportamento del complesso trainante.

Domanda 490 (VERO): il pannello per carichi sporgenti può essere messo sul veicolo guasto trainato quando le luci di emergenza non funzionano; segnala il complesso a chi segue.
Domanda 4989 (VERO): il pannello giallo sul retro del rimorchio individua un autotreno o un autoarticolato, cioè un rimorchio per trasporto di cose oltre 3,5 tonnellate.
Domanda 270 (VERO): il segnale vieta il transito ai veicoli a motore trainanti un rimorchio; il divieto riguarda l'intero complesso, non solo il rimorchio.

Quale patente serve e quanto si può trainare

Per condurre un veicolo con rimorchio servono tre possibili titoli: la patente B, la patente B con codice armonizzato 96 oppure la patente BE. La scelta dipende da due grandezze: la massa del rimorchio e la massa massima autorizzata dell'intero complesso. Con la sola B si può agganciare un rimorchio leggero, cioè fino a 750 chilogrammi, qualunque sia la massa del complesso entro i limiti del veicolo; oltre i 750 chilogrammi il rimorchio è non leggero e il complesso non deve superare 3,5 tonnellate. Ecco perché l'autovettura con complesso da 4.500 chilogrammi non è guidabile con la B (FALSO alla domanda che la dà per sufficiente).

Il codice armonizzato 96 alza il tetto del complesso a 4.250 chilogrammi, sempre con autovettura e rimorchio non leggero. Il trabocchetto sta nell'intervallo: la domanda che promette il 96 per un complesso «superiore a 4.250 chilogrammi ma non superiore a 6.000» è FALSA, perché il 96 si ferma a 4.250. Sbagliata anche l'idea che il codice valga «solo in Italia»: non c'è alcuna limitazione territoriale. Il 96 si può conseguire insieme alla B oppure dopo, superando in entrambi i casi una prova di guida su un veicolo specifico.

La patente BE abilita a complessi composti da un autoveicolo fino a 3.500 chilogrammi e da un rimorchio fino a 3.500 chilogrammi, anche se il complesso supera 4.250 chilogrammi. Le domande la mettono alla prova su tre lati. Primo: il limite riguarda la motrice, per cui un autoveicolo di 4.000 chilogrammi con rimorchio da 2.000 chilogrammi non si guida con la BE. Secondo: un rimorchio oltre 3.500 chilogrammi non rientra nell'autotreno della BE. Terzo: la BE non copre un minibus con rimorchio. Serve invece la BE per una motrice da 3.500 chilogrammi con rimorchio da 1.000 chilogrammi, e per un complesso da 4.500 chilogrammi con rimorchio da 2.000.

Un'altra falsa scorciatoia riguarda il passaggio a categorie superiori: chi ha la BE e poi consegue la C non guida per questo anche la CE. Le patenti BE e CE non si trasferiscono l'una nell'altra, ciascuna va conseguita per il proprio veicolo.

Rapporto di traino e massa rimorchiabile

Il valore della massa rimorchiabile è scritto nella carta di circolazione. Si chiama rapporto di traino ed è il rapporto tra la massa complessiva a pieno carico del rimorchio e quella della motrice. Non può superare 1 per i rimorchi muniti di freno di servizio e di massa fino a 3,5 tonnellate, e 0,5 per i rimorchi sprovvisti di qualsiasi dispositivo di frenatura. Detto in pratica: con 1 il rimorchio può pesare quanto la motrice, con 0,5 al massimo la metà.

Chi trova la casella vuota non può concludere che il veicolo sia «atto al traino di rimorchi di qualsiasi massa»: quell'affermazione è FALSA, perché senza un valore indicato non esiste alcuna autorizzazione a trainare oltre i limiti che la legge fissa. Allo stesso modo non vale l'idea che un'autovettura con A.B.S. non possa agganciare un rimorchio privo di impianto frenante, né quella che i sensori di parcheggio impediscano il traino: sono dispositivi che non incidono sul diritto di traino.

Non esiste nemmeno un rapporto obbligato tra la larghezza del rimorchio e quella del veicolo trainante: un rimorchio può essere più largo della motrice. Il limite riguarda gli specchi esterni montati sulla motrice, che non devono sporgere oltre 20 centimetri dalla sagoma del veicolo (motrice o rimorchio), misurati nel punto di maggiore larghezza; una sporgenza di 50 centimetri concessa «se lo specchio è più basso di 1 metro» è un'invenzione delle domande sbagliate.

Il rimorchio come veicolo: targa, assicurazione, revisione, segnalazioni

Il rimorchio ha una sua identità. Deve essere immatricolato e avere targa propria, anche quando è leggero: non si stacca la targa della motrice per applicarla dietro al rimorchio, e non si trainano rimorchi non immatricolati solo perché sotto i 750 chilogrammi. Fa eccezione il carrello appendice, che ha una targa ripetitrice identica a quella della motrice ed è considerato parte integrante di essa: solo di lui vale il discorso della «parte integrante» del veicolo, non di un qualunque rimorchio fino a 3,5 tonnellate. Un rimorchio ordinario non è legato al veicolo con cui è stato collaudato e può essere agganciato ad altri veicoli.

Sul piano assicurativo, durante la circolazione il rimorchio è coperto dalla stessa polizza della motrice; staccato, richiede una copertura a parte valida per il rischio statico, cioè da fermo. Nei centri abitati il rimorchio staccato non si lascia in sosta, salvo diversa segnalazione. La revisione è annuale per i rimorchi di massa superiore a 3,5 tonnellate; il carrello appendice invece va revisionato insieme al veicolo per cui è iscritto, ma i rimorchi in genere non si revisionano «insieme al veicolo trainante».

Le segnalazioni dipendono dalla massa. I rimorchi per il trasporto di cose con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate portano strisce posteriori e laterali retroriflettenti e gli appositi pannelli posteriori: il pannello giallo individua un autotreno o un autoarticolato. Per i rimorchi fino a 3,5 tonnellate le strisce non sono richieste, ma i contrassegni con i limiti massimi di velocità si applicano sul retro di tutti i complessi, quindi anche di autovettura con rimorchio o caravan. Un carico che sporge oltre la sagoma è materia degli articoli sui carichi, dove il pannello per le sporgenze è trattato per intero.

Un caso a parte è quello dell'alcol: per chi guida un autoveicolo con rimorchio il cui complesso, a pieno carico, supera 3,5 tonnellate, qualsiasi valore di tasso alcolemico superiore a zero grammi per litro configura lo stato di ebbrezza.

Organi di traino, collegamento e freno a inerzia

Gli organi di traino devono essere omologati indipendentemente dalla massa del rimorchio: la promessa che l'omologazione non serva sotto i 750 chilogrammi, o per i soli rimorchi leggeri, rende FALSA la domanda. Vanno tenuti puliti e adeguatamente lubrificati; le domande che li vorrebbero sgrassati con benzina, oppure senza alcuna lubrificazione, sono sbagliate. Devono lasciare sufficiente oscillazione verticale tra motrice e rimorchio, per compensare i dislivelli della strada, ma non presentare giochi, deformazioni o incrinature. Se si rompono non si riparano con la saldatura, anche in officina specializzata: vanno sostituiti.

Prima di partire si esegue il collegamento elettrico tra motrice e rimorchio, anche per i rimorchi leggeri, e ci si accerta che luci e segnalazioni funzionino. Si controlla dagli specchi esterni della motrice che la visibilità sia adeguata: sui caravan e sui rimorchi T.A.T.S. lo specchio retrovisore destro sul veicolo trainante è obbligatorio. I rimorchi T.A.T.S. sono destinati al trasporto di attrezzature turistiche e sportive, per esempio imbarcazioni e alianti, che non devono essere oggetto di commercio ma impiegate per il tempo libero, e sono soggetti alle norme generali dei rimorchi: per le imbarcazioni non vale una sporgenza di 50 centimetri per lato, oltre la larghezza stabilita.

Il ruotino pivottante serve alle manovre del rimorchio staccato, quindi in marcia non deve essere abbassato al suolo. Se il gancio non viene usato, la parte che sporge dalla sagoma posteriore va sfilata, smontata o ripiegata. Il rimorchio porta inoltre un cavetto d'acciaio che, in caso di sganciamento accidentale, aziona automaticamente il freno di stazionamento; in sosta si aziona comunque la leva del freno di stazionamento e, se la strada è in pendenza, si applicano cunei di arresto alle ruote.

I rimorchi trainati da autovetture hanno in genere il freno a inerzia. Entra in azione quando il rimorchio, avvicinandosi alla motrice, esercita una spinta su di essa: perciò la frenatura del rimorchio non è simultanea a quella della motrice, ma arriva qualche frazione di secondo dopo. Sono FALSE sia la domanda che parla di frenata simultanea sia quella che fa frenare il rimorchio «circa un secondo prima»: l'ordine è sempre motrice per prima, rimorchio dopo. Dopo un lungo periodo di inattività i freni possono aver perso efficienza per la ruggine. Se il rimorchio resta fermo a lungo conviene sollevarlo da terra con sostegni sotto al telaio; altrimenti si aumenta la pressione degli pneumatici e si cambia ogni tanto la superficie di appoggio, per evitarne l'ovalizzazione. Per la stessa ragione la pressione degli pneumatici non è uguale tra motrice e rimorchio: va adeguata al peso e alle condizioni di carico di ciascuno.

Guidare con il rimorchio: frenata, curve, carico e limiti di velocità

Il rimorchio cambia il comportamento del veicolo in modo prevedibile. Aumentano i consumi, anche a velocità moderata (FALSO che non aumentino); si riduce sensibilmente la ripresa, soprattutto a rimorchio carico; sulle forti salite sale la temperatura del liquido di raffreddamento; aumenta lo spazio di frenatura; nelle forti discese occorre tener conto della spinta del rimorchio sulla motrice; aumenta la forza ribaltante del vento, e con un rimorchio leggero il vento laterale è un pericolo maggiore, non minore. Quanto al carico, in frenata tende a spostarsi in avanti e in accelerazione all'indietro: i quesiti che invertono i due movimenti sono FALSI.

In curva il rimorchio percorre una traiettoria con raggio minore di quello della motrice, cioè tende a «stringere», e la fascia di ingombro del complesso è maggiore, non minore, e ancora di più nelle curve strette. Per questo non è vero che il rimorchio segua sempre il percorso della motrice, nemmeno a velocità moderata. Svoltando a destra bisogna badare a non investire i pedoni vicini al marciapiede e a non salire sul marciapiede con la ruota posteriore. Prima di ogni manovra con il rimorchio agganciato ci si accerta che non ci siano cose o persone nel raggio di manovra del complesso.

Il carico va sistemato in modo che non si sposti, non si rovesci, non cada e non strisci. I pesi maggiori stanno il più vicino possibile all'asse del rimorchio, non concentrati sul gancio. Il carico verticale sul gancio non deve superare il limite indicato dal costruttore sulla targhetta applicata al gancio della motrice, e non deve alterare l'assetto del veicolo né l'inclinazione del fascio luminoso dei fari. Nei caravan, per ridurre il rischio di ribaltamento in curva, il carico va bilanciato tra destra e sinistra e gli oggetti pesanti vanno tenuti in basso, per abbassare il baricentro. Le masse liquide di un serbatoio vincolato al rimorchio, che si spostano nei cambi di direzione, in frenata e in accelerazione, sono la maggiore causa di instabilità dei complessi.

I limiti di velocità cambiano per i complessi con rimorchio. In autostrada il limite è di 80 km/h per le autovetture con rimorchio, mentre 130 km/h è il valore delle autovetture senza rimorchio; 80 km/h vale anche per le autovetture con rimorchio per il trasporto di cavalli. Sulle strade extraurbane secondarie, 70 km/h per il rimorchio che trasporta motocicli o imbarcazioni, non 90 km/h. Sulle extraurbane principali, per le imbarcazioni il limite è di 70 km/h e non 80: la stessa attività, un cambio di cifra rende FALSA la domanda. Il segnale che vieta il transito ai veicoli a motore trainanti un rimorchio riguarda l'intero complesso, non solo il rimorchio.

Traino di un veicolo in avaria

Il traino di emergenza di un veicolo guasto avviene attraverso un solido collegamento, come fune, catena, cavo o barra rigida, purché il complesso sia idoneamente segnalato per essere avvistato dagli altri utenti. Il quesito che ammette il traino «anche se non è possibile segnalarlo» è FALSO: la segnalazione è una condizione, non un optional. Se le luci di emergenza non funzionano, sul veicolo trainato si può applicare il pannello per i carichi sporgenti, che invita chi segue a circolare con particolare prudenza. Chi traina senza rispettare le prescrizioni sulla solidità del collegamento perde 2 punti dalla patente, non 4.

Chi è a bordo del veicolo trainato è alla guida a tutti gli effetti: non può essere privo di patente. Chi traina un veicolo guasto con conducente a bordo con un'autovettura non ha bisogno della patente E, perché non si tratta di un rimorchio. Se il veicolo trainato ha il servosterzo, e il motore è spento, manovrare lo sterzo può essere faticoso, ma non è vero che lo sterzo risulti sempre bloccato. Nessun veicolo può trainare o essere trainato da più di un veicolo, salvo i trasporti eccezionali.

Un autoveicolo può trainare un veicolo che non sia un rimorchio quando questo non può più circolare per avaria o per mancanza di organi essenziali. Fanno eccezione le autostrade: lì il traino su carreggiate, rampe, svincoli, aree di servizio o di parcheggio è consentito solo ai veicoli di soccorso autorizzati. Ne segue che l'automobilista che si fermi per aiutare un veicolo fermo per avaria e lo trascini fino al primo casello commette una violazione, per quanto prudente. Ai motociclisti è vietato sia trainare sia farsi trainare da altri veicoli: la domanda che lo ammette «ma solo da autovetture» è FALSA.

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