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Ingombro della carreggiata e trasporti

Autostrade, corsia di emergenza e veicoli in avaria

Chi può circolare in autostrada e come si segnala un veicolo fermo o un carico caduto.

Domanda 2011: la striscia bianca continua che separa la carreggiata dalla corsia di emergenza può essere superata solo in caso di necessità, come guasto del veicolo o malessere dei viaggiatori. È VERA perché i motivi ammessi coincidono con quelli che giustificano la sosta di emergenza.

Chi e cosa può entrare in autostrada

Sulle autostrade e strade extraurbane principali la circolazione è vietata a una lista precisa di utenti e di veicoli. Non conta l'intensità del traffico né il fatto che il mezzo sia assicurato: conta la categoria. Sono esclusi i pedoni e gli animali, i velocipedi, i ciclomotori, i motocicli di cilindrata inferiore a 150 cm3, le macchine agricole e le autovetture che non sono in grado di sviluppare per costruzione la velocità in piano di almeno 80 km/h.

Il divieto colpisce anche i veicoli in condizioni non idonee: quelli le cui condizioni di uso, equipaggiamento e gommatura possono costituire pericolo per la circolazione, e quelli non in regola con la prescritta revisione. Per questo l'affermazione secondo cui sarebbero ammessi i veicoli non muniti di pneumatici, se assicurati, è FALSA: l'assicurazione non sana un veicolo pericoloso. Allo stesso modo è FALSO che siano ammessi i ciclomotori che sviluppano almeno 50 km/h: i ciclomotori sono esclusi come categoria, qualunque sia la velocità che raggiungono.

Il carico è l'altro criterio di esclusione. È vietata la circolazione di veicoli con carico disordinato e non solidamente assicurato o sporgente oltre i limiti consentiti, e di veicoli a tenuta non stagna e con carico scoperto, se trasportano materiali che possono disperdersi. Il divieto è tale, non un semplice consiglio: la domanda che parla di «consigliabile evitare» la circolazione di questi veicoli è FALSA proprio perché sostituisce un divieto con un suggerimento.

Attenzione ai divieti che sembrano ovvi ma non esistono. I veicoli che trasportano animali vivi non sono vietati (è vietata la presenza degli animali come utenti a piedi, non il loro trasporto), e nemmeno gli autobus per trasporto di studenti. Il divieto per pedoni e animali ha inoltre eccezioni: valgono nelle aree di servizio e di sosta, dove però gli animali possono circolare solo se debitamente custoditi, e lungo le corsie di emergenza, dove i pedoni possono transitare solo per raggiungere i punti per le richieste di soccorso. Chi legge «vietata la circolazione di pedoni e animali, anche nelle aree di servizio e nelle aree di sosta» trova quindi una frase FALSA, mentre la versione «ad eccezione delle aree di servizio e delle aree di sosta» è VERA.

Marcia, corsie e manovre vietate

Sulle autostrade e strade extraurbane principali l'uso dei proiettori anabbaglianti è obbligatorio anche di giorno: dire che è facoltativo in condizioni di perfetta visibilità è FALSO. Il cambio di corsia va sempre segnalato tempestivamente con gli indicatori di direzione, e l'assenza di traffico intenso non esonera dall'obbligo. Anche la marcia per file parallele non è consentita in assenza di traffico.

Per uscire dalla carreggiata il conducente deve impegnare per tempo la corsia di destra e poi immettersi nella corsia di decelerazione dal suo inizio: entrarvi nel tratto successivo all'inizio è FALSO. In senso opposto, chi percorre la corsia di accelerazione deve dare la precedenza ai veicoli in circolazione sulle corsie di marcia.

Sulle autostrade con carreggiate a tre o più corsie, ai conducenti di complessi di veicoli di lunghezza totale superiore a 7 metri è vietato impegnare corsie diverse dalle due più vicine al bordo destro della carreggiata.

Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli sono vietati la retromarcia, l'inversione del senso di marcia, l'attraversamento dello spartitraffico (anche all'altezza dei varchi) e il percorrere la carreggiata, o parte di essa, nel senso opposto a quello consentito. Le domande costruite per far cadere il candidato aggiungono una attenuante: «in casi di particolare emergenza», «adottando tutti gli accorgimenti necessari», «per brevi tratti». Sono tutte FALSE, perché il divieto non prevede eccezioni. Vale anche sulla corsia per le soste di emergenza: lì la retromarcia è vietata.

Corsia per la sosta di emergenza e soccorso

La corsia per la sosta di emergenza esiste per un solo motivo: arrestarsi per avaria del veicolo o per malessere del conducente o dei passeggeri. La sosta di emergenza non deve superare il tempo strettamente necessario e non deve protrarsi comunque oltre tre ore; l'affermazione che può arrivare fino a 24 ore è FALSA. Il malessere di un passeggero giustifica quindi l'arresto, mentre la frase secondo cui è vietato fermarsi in quel caso è FALSA. Il traffico intenso, da solo, non è un motivo per usare la corsia di emergenza.

C'è una sola eccezione legata all'ingorgo: il conducente può transitare sulla corsia per la sosta di emergenza solo per uscire dall'autostrada, a partire dal cartello di preavviso di uscita posto a 500 metri dallo svincolo. Se in ingorgo la corsia di emergenza manca o non è sufficiente alla circolazione dei veicoli di polizia o di soccorso, chi occupa la prima corsia di destra deve disporsi il più vicino possibile alla striscia di sinistra, così da lasciare il passaggio.

Un automobilista visto fermo per avaria non va soccorso. Chi lo ha superato non può retrocedere per aiutarlo, non deve fermarsi a prestare soccorso e non deve accompagnarlo fino alla stazione di servizio: deve proseguire la marcia, fermandosi, se lo ritiene utile, alla successiva area di servizio o al casello di uscita per segnalare l'avaria. Per lo stesso motivo è vietato dare un passaggio all'automobilista fermo sulla corsia di emergenza, ed è consentito solo ai veicoli di soccorso autorizzati trainare veicoli in avaria.

Il divieto di richiedere o concedere passaggi vale sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale, e non ammette eccezioni nemmeno per persone invalide.

Aree di servizio e pertinenze autostradali

Le aree di servizio e di parcheggio sono pertinenze autostradali, di proprietà dello Stato o dell'ente gestore. Attività commerciali sono possibili solo se autorizzate dall'ente proprietario della strada; senza autorizzazione sono illegali.

Il conducente non deve lasciare in sosta il veicolo nelle aree di servizio per più di 24 ore: le tre ore riguardano la sosta di emergenza sulla corsia, non la sosta nell'area di servizio, e chi attribuisce alle aree di servizio e di parcheggio una durata massima di tre ore risponde FALSO.

Campeggiare è consentito solo nelle aree a ciò destinate e per il periodo stabilito dall'ente proprietario della strada. La domanda che ammette il campeggio in modo generico sulle aree di servizio o di parcheggio è quindi FALSA, mentre quella che indica le due condizioni (area destinata e periodo stabilito) è VERA.

Segnale mobile triangolare e giubbotto retroriflettente

Il segnale mobile triangolare di pericolo fa parte dell'equipaggiamento obbligatorio degli autoveicoli. Va usato obbligatoriamente, da tutti gli autoveicoli, solo fuori dai centri abitati, per segnalare veicoli che debbano restare fermi sulla carreggiata ed ogni carico caduto che non possa essere spostato subito. I casi sono tre: di notte, quando siano inefficienti le luci di posizione posteriori o di emergenza del veicolo fermo; per caduta di sostanze pericolose su strada extraurbana; e, anche di giorno, se il veicolo fermo o il carico caduto non sono visibili ad almeno 100 metri. Nei centri abitati non è obbligatorio, e le frasi che lo estendono ai centri abitati (o che lo rendono solo «consigliabile» fuori) sono FALSE.

La posizione ha tre requisiti. Il triangolo va posto ad almeno 50 metri dal veicolo fermo o dall'ostacolo, in modo che sia visibile ad una distanza di almeno 100 metri da chi sopraggiunge: dire 50 metri di visibilità è FALSO. Va posto sulla corsia occupata dal carico o dal veicolo, non sulla corsia a sinistra e non sul carico stesso, e ad almeno un metro dal bordo esterno della carreggiata (non dalla striscia di separazione dei sensi di marcia). Deve essere appoggiato stabilmente con apposito sostegno. Se c'è un'intersezione a distanza inferiore a 50 metri, va collocato dietro al veicolo nella posizione più idonea ad essere avvistato.

Per queste operazioni il conducente deve indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, che devono essere di tipo approvato, e deve farlo anche se si trova sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di sosta. Nei centri abitati il loro uso non è necessario: perciò è FALSO che serva di notte in città per un guasto.

Il giubbotto non è il triangolo e non è un dispositivo di protezione generale. Non può sostituire in ogni caso il triangolo mobile, può essere anche di colore diverso dal giallo, non protegge da rischi chimici, calore, fuoco ed elettricità, non serve per chiedere aiuto agli automobilisti in transito e non è utile solo per sostituire una ruota forata. Non è nemmeno obbligatorio tenerne un numero pari ai posti disponibili.

Carico caduto, materie pericolose e avaria

Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitarne la caduta o la dispersione, su qualunque strada: la frase che limita l'obbligo alle strade extraurbane è FALSA. Chi segue un veicolo con un carico poco sicuro deve stare attento, soprattutto quando frena o svolta, e conviene non stargli troppo vicino per riuscire a fermarsi in tempo.

Quando il carico cade e ingombra la carreggiata il conducente deve, tra l'altro, informare l'ente proprietario della strada o un organo di polizia, presegnalare l'ostacolo con il segnale mobile di pericolo (il triangolo, non il segnale di STOP), ed eseguire segnali manuali per impedire il transito dei veicoli dalla parte dove non è stato posto il triangolo. Segnali manuali solo dalla parte del triangolo sono quindi sbagliati. Deve inoltre rimuovere il carico, se possibile, rendendo sollecitamente libero il transito. Restare a bordo in attesa dei soccorsi, lasciare il carico dov'è per ricostruire l'accaduto, o limitarsi a segnali manuali senza avvisare la polizia se il carico non è removibile, sono risposte FALSE.

Fuori dei centri abitati il triangolo va usato anche di giorno quando l'ingombro non si vede nettamente a 100 metri, e di notte per ogni carico caduto sulla carreggiata; non è mai facoltativo in questi casi. Se invece i veicoli danneggiati in un incidente non si possono rimuovere, il conducente o i passeggeri devono presegnalare la zona con il triangolo.

Per lo spargimento di materie viscide, infiammabili o comunque pericolose, chi non ha potuto evitarlo deve rimuoverle o spargere sul terreno, se possibile, sabbia, terra, segatura o altro materiale idoneo a ripristinare l'aderenza, e presegnalare la zona con il segnale mobile di pericolo, anche in mezzo alla carreggiata. I segnali sonori non sostituiscono la presegnalazione, e non spetta al conducente deviare il traffico in attesa dell'ente proprietario.

In caso di avaria che ingombra la carreggiata il conducente deve rendere sollecitamente libero il transito per il traffico sopraggiungente, spingendo il veicolo fuori della carreggiata o, se ciò non è possibile, collocandolo sul margine destro. Non è ammesso rinunciare a spostarlo perché il traffico è scarso. Se il veicolo non si può spostare, bisogna informare l'organo di polizia e presegnalare la zona: fare solo la prima cosa è FALSO.

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