Segnalazioni semaforiche
Rosso, giallo e verde senza dubbi
Le regole base da fissare prima delle eccezioni.
La sequenza verde-giallo-rosso
Il semaforo per veicoli è normalmente collocato in un incrocio e regola il passaggio dei veicoli, comprese le biciclette. Le tre luci si accendono sempre in un ordine fisso — verde, giallo, rosso, poi di nuovo verde — e non restano mai accese insieme due alla volta: quando una è accesa, le altre due sono spente.
La posizione fisica delle luci segue una regola propria: nei semafori disposti in verticale il rosso sta in alto, in quelli disposti in orizzontale sta a sinistra. La luce rossa può inoltre avere dimensioni maggiori delle altre due, proprio per restare facilmente visibile.
Questo schema a tre tempi è la base su cui si costruiscono anche i semafori pedonali e quelli per velocipedi, che riprendono lo stesso significato di rosso, giallo fisso e verde applicandolo a un altro tipo di utente della strada. Confondere l'ordine — per esempio pensare che il giallo si accenda insieme al rosso, o che si spenga insieme al verde — è l'errore più comune in questo gruppo di domande.
Luce verde: cosa autorizza davvero
La luce verde accesa consente di impegnare l'incrocio con prudenza: si può proseguire diritto, svoltare a destra dando la precedenza ai pedoni che attraversano la strada trasversale, oppure svoltare a sinistra dando la precedenza ai veicoli che arrivano di fronte e ai pedoni.
Il verde non è un semplice via libera incondizionato: si può impegnare l'incrocio soltanto avendo la certezza di poterlo sgomberare prima che si accenda la luce rossa. Chi entra con il verde ma resta bloccato in mezzo all'incrocio quando scatta il rosso ha comunque violato questa condizione, anche se al momento dell'ingresso la luce era regolare.
La stessa logica vale quando ci si avvicina a un semaforo che ha il verde acceso già da molto tempo: non è corretto accelerare dando per scontato che rimarrà verde fino al passaggio. Bisogna proseguire con prudenza, pronti a fermarsi se il giallo si accende prima di aver impegnato l'incrocio.
Luce rossa: l'obbligo di arresto
La luce rossa accesa impone a tutti i veicoli, biciclette comprese, di arrestarsi prima della striscia trasversale d'arresto. È la regola più semplice delle tre, ed è per questo che l'esame la propone quasi sempre come affermazione diretta, senza condizioni ulteriori da valutare.
A differenza della luce gialla fissa, il rosso non lascia margini legati alla sicurezza dell'arresto: non esiste una versione del rosso che permetta di proseguire perché non ci si riesce a fermare in tempo. Quella condizione riguarda solo il giallo, non il rosso.
È proprio il confronto tra un rosso senza eccezioni e un giallo fisso condizionato a generare la maggior parte delle domande su questa parte del programma: chi applica per errore la logica del giallo al rosso, o viceversa, sbaglia la risposta.
Luce gialla fissa: la luce che genera più errori
La luce gialla fissa obbliga a fermarsi prima del punto di arresto, ma solo a una condizione: che lo si possa fare senza creare pericolo, cioè in condizioni di sicurezza. Non è un obbligo assoluto come quello del rosso.
Se l'incrocio è già stato impegnato quando scatta il giallo, la regola si inverte: bisogna liberarlo il più rapidamente possibile, non tornare indietro né bloccarsi a metà. Per questo un'affermazione che dice che il giallo fisso obbliga ad arrestarsi «in ogni caso, senza impegnare l'incrocio» è falsa: ignora proprio l'eccezione di chi lo ha già impegnato.
Sul piano della sequenza, il giallo fisso si accende esattamente nel momento in cui si spegne il verde — non prima, non dopo — e si spegne a sua volta prima che si accenda il rosso: le due luci non sono mai accese insieme. Le domande su questo punto propongono spesso l'ordine invertito o la sovrapposizione fra due luci; in entrambi i casi la risposta corretta nega la sovrapposizione.
Semafori pedonali e per velocipedi: stessa logica, target diverso
Il semaforo pedonale regola il passaggio dei pedoni negli incroci e può essere dotato di segnalazione acustica per i non vedenti. Con la luce verde accesa permette ai pedoni di attraversare la strada e impone corrispondentemente ai conducenti di dare la precedenza ai pedoni che stanno attraversando: non è vero il contrario, cioè che siano i pedoni a dover cedere il passo ai veicoli che svoltano.
Con la luce rossa i pedoni devono arrestarsi prima dell'attraversamento; con la luce gialla fissa, chi ha già occupato le strisce deve liberarle rapidamente, esattamente come accade per i veicoli davanti a un incrocio.
Il semaforo per velocipedi si trova invece all'uscita di una pista ciclabile e regola solo l'attraversamento dei ciclisti: con il verde acceso consente il passaggio esclusivamente ai conducenti di biciclette, non a tutti i veicoli a due ruote né alla generalità dei veicoli. Un'affermazione che descrive questo stesso segnale come valido «solo per i veicoli» ne travisa il raggio d'azione: il verde qui non autorizza i veicoli in generale, ma esclusivamente le biciclette.
Con il rosso acceso le biciclette devono fermarsi come qualunque altro utente; con il giallo fisso, chi ha già impegnato l'incrocio deve liberarlo rapidamente. La struttura a tre colori, insomma, resta identica: cambia solo chi è autorizzato a muoversi con il verde.
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