Segnalazioni semaforiche
Agenti del traffico e luci lampeggianti
Gerarchia delle indicazioni quando il semaforo non è l'unico riferimento.
Chi comanda quando sull'incrocio ci sono più indicazioni
Quando su un incrocio sono presenti insieme un segnale di precedenza, un semaforo e un vigile, comanda sempre il vigile: le sue indicazioni prevalgono sia sul segnale sia sul semaforo, qualunque colore quest'ultimo stia mostrando. Se il semaforo è rosso ma il vigile fa cenno di passare, si ha la precedenza; se il semaforo è verde ma il vigile ordina di fermarsi, bisogna fermarsi comunque, senza discutere il colore acceso.
La stessa gerarchia vale quando il semaforo è spento: se in quel momento il vigile impone di fermarsi, l'obbligo resta valido anche se, in assenza dell'agente, un semaforo spento andrebbe affrontato con le regole di precedenza ordinarie. Il motivo è semplice: l'agente vede la situazione reale del traffico in quell'istante, mentre il segnale fisso e il semaforo automatico applicano una regola generale decisa in anticipo.
Questa gerarchia torna utile anche per capire cosa succede quando il semaforo smette di funzionare come semaforo vero e proprio, cioè quando mostra solo la luce gialla lampeggiante: in quel momento non sta più ordinando né il passaggio né l'arresto, ma segnala che sono tornate in vigore le regole di precedenza ordinarie, esattamente il tipo di situazione in cui la presenza di un vigile prende il sopravvento su qualsiasi automatismo.
Le posizioni del vigile: cosa fermano e cosa lasciano passare
Il vigile con un braccio alzato è nella posizione di attenzione ed equivale alla luce gialla fissa del semaforo, non alla luce rossa: bisogna arrestarsi prima dell'incrocio, ma solo se è possibile farlo senza creare pericolo; chi ha già impegnato l'incrocio deve invece liberarlo il più rapidamente possibile, esattamente come con il giallo fisso. Non è vero che questa posizione obblighi ad arrestarsi in ogni caso, né che consenta soltanto la svolta a destra: come per il giallo fisso, la regola dipende da dove si trova il veicolo nel momento in cui il braccio si alza.
Con le braccia distese orizzontalmente a novanta gradi, il vigile lascia passare, verso qualunque direzione, solo i veicoli che arrivano dalla sua sinistra: possono proseguire diritto, svoltare a destra o svoltare a sinistra. Ferma invece tutti gli altri, cioè i veicoli che arrivano dalla sua destra, quelli che gli si trovano alle spalle e quelli che gli stanno di fronte. È una regola asimmetrica, e le domande d'esame la testano scambiando sistematicamente destra, sinistra e spalle: conviene fissare il punto fermo, cioè che l'unico lato libero di muoversi in ogni direzione è la sinistra del vigile.
Quando il vigile si dispone di profilo, con le braccia aperte, la posizione equivale alla luce verde per le correnti di traffico che scorrono parallele alle sue braccia, cioè quelle che arrivano dalla sua destra o dalla sua sinistra: possono proseguire diritto, svoltare a destra (dando comunque la precedenza ai pedoni che attraversano) o svoltare a sinistra (dando la precedenza ai veicoli che arrivano di fronte e ai pedoni). Chi invece si trova di fronte al vigile, sul lato verso cui sono aperte le braccia, si trova nella condizione opposta, equivalente al rosso, e deve fermarsi.
Come si riconosce l'agente e cosa significano i fischi
Gli addetti al servizio di polizia stradale si riconoscono dall'uniforme, dal segnale distintivo e dalla 'paletta' bianca e rossa, indossata sul petto o sulla giacca. Non è vero che si riconoscano da guantoni e strisce rifrangenti, né che la paletta sia bianca e nera: è proprio questa combinazione specifica, e non un dettaglio generico, a rendere l'agente immediatamente identificabile a chi si avvicina a un incrocio.
Il fischio prolungato dell'agente è un ordine di arresto rivolto a tutti i veicoli, non solo a quelli pesanti: chi non ha ancora impegnato l'incrocio deve fermarsi, e chi lo ha già impegnato deve liberarlo e fermarsi subito dopo. Non significa mai fare retromarcia, né tantomeno che i veicoli fermi debbano rimettersi in marcia: entrambe le letture invertono il senso reale del segnale, che è sempre un ordine di stop, mai un via libera.
Uno degli usi tipici del fischio continuo è proprio quello di fermare il traffico ordinario per garantire il passaggio ai veicoli di soccorso in servizio di emergenza: l'agente impone l'arresto non perché ci sia un pericolo nell'incrocio in sé, ma per liberare la strada a chi in quel momento ha priorità assoluta.
I documenti da esibire a richiesta degli agenti
A richiesta degli agenti, chi guida autoveicoli o motocicli deve esibire la patente di guida, la carta di circolazione e il certificato di assicurazione, oltre al segnale mobile di pericolo (il triangolo) se il veicolo ne è dotato per obbligo. Sono questi i documenti e i dispositivi che la norma collega esplicitamente al controllo su strada.
Non rientrano invece nell'obbligo di esibizione immediata il bollo, cioè l'attestazione di pagamento della tassa di possesso, il codice fiscale, il certificato di proprietà del veicolo e la valigetta di pronto soccorso: sono documenti o dotazioni che il conducente può anche avere con sé, ma che gli agenti non pretendono di vedere sul posto nello stesso modo in cui pretendono patente, carta di circolazione e certificato di assicurazione.
La distinzione ha una logica precisa: patente, carta di circolazione e certificato di assicurazione riguardano l'idoneità del conducente e la regolarità del veicolo, cioè esattamente ciò che un controllo su strada deve poter verificare in pochi minuti; bollo e certificato di proprietà, invece, appartengono alla sfera fiscale e patrimoniale e si verificano per altre vie, non a bordo strada davanti all'agente.
Le luci rosse lampeggianti
Le luci rosse lampeggianti si accendono alternativamente e, quando sono in funzione, vietano il passaggio di veicoli e pedoni: impongono l'arresto prima della striscia trasversale d'arresto, con lo stesso effetto pratico di un semaforo fisso al rosso, anche se il dispositivo non è un vero e proprio semaforo a tre colori.
Si trovano nei passaggi a livello ferroviari, sia quelli dotati di semibarriere sia quelli privi di barriere, all'accesso di pontili d'imbarco per navi traghetto, all'accesso di ponti mobili, e come integrazione al segnale di pericolo che avvisa della presenza di aeromobili in atterraggio o in decollo a bassa quota. Sono situate, di norma, sul lato destro della strada e sono sempre accompagnate da un dispositivo di segnalazione acustica.
Nei passaggi a livello sono poste vicino ai binari ed entrano in funzione poco prima dell'arrivo del treno, prima ancora che le semibarriere comincino ad abbassarsi, e restano accese fino al termine del passaggio del convoglio. Per questo, avvicinandosi a un passaggio a livello con le luci rosse già lampeggianti ma la semibarriera ancora alzata, occorre comunque predisporsi all'arresto: non bisogna aspettare che la barriera inizi a scendere, né tantomeno accelerare per superare i binari prima che scenda.
Non è vero che questo tipo di luci si trovi in prossimità di un posto di blocco della polizia, che funzioni come semaforo per i conducenti dei treni lungo la linea ferroviaria, o che sia collocato a 150 metri da un confine di Stato o sul primo di una serie di pannelli distanziometrici: sono tutte letture che spostano il dispositivo fuori dal suo contesto reale, che resta sempre un punto di attraversamento, ferroviario, su ponte mobile o d'imbarco, dove il passaggio va temporaneamente vietato.
La luce gialla lampeggiante: tre significati diversi
La luce gialla lampeggiante di tipo A compare quando il semaforo a tre colori è spento o guasto: in quel momento l'incrocio va impegnato con prudenza, dando la precedenza ai veicoli che provengono da destra, salvo diversa segnalazione presente sul posto.
La stessa luce gialla lampeggiante di tipo A può anche comparire da sola, senza essere collegata a un semaforo vero e proprio, come segnale di pericolo generico in un punto pericoloso della strada: in quel caso invita semplicemente a procedere con particolare prudenza e a moderare la velocità, senza implicare nulla riguardo alla precedenza da destra.
I tipi B e C, invece, sono affiancati a un semaforo veicolare funzionante e riguardano specificamente la svolta a destra: il tipo B ricorda che, svoltando a destra, si deve dare la precedenza ai pedoni; il tipo C ricorda che, nello stesso movimento, si deve dare la precedenza alle biciclette.
Riconoscere quale dei tre tipi è raffigurato conta più del semplice fatto che la luce lampeggi: il tipo A cambia il modo di affrontare l'intero incrocio, oppure segnala un punto pericoloso isolato, mentre i tipi B e C non sostituiscono il semaforo, lo integrano soltanto su un punto preciso, la svolta a destra, senza intervenire sul resto della sequenza rosso-giallo-verde.
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