Segnali di divieto
Divieti di sorpasso, sosta e fermata
I divieti che tornano più spesso nelle immagini e nei quiz di comportamento.
Sosta e fermata: due divieti diversi, non sinonimi
Il segnale di divieto di sosta (il cerchio rosso con la P barrata) vieta soltanto la sosta: fermarsi il tempo di far salire o scendere qualcuno, o di caricare e scaricare, resta permesso. Fuori dai centri abitati il divieto vale 24 ore su 24; nei centri abitati, salvo diversa indicazione, vale dalle 8 alle 20. Riguarda solo il lato della carreggiata su cui è collocato il cartello, e smette di valere al primo incrocio se non viene ripetuto dopo.
Il divieto di fermata è una regola più severa: vieta sia la sosta sia la fermata, cioè qualsiasi sospensione volontaria della marcia, per qualunque tipo di veicolo, autobus e taxi compresi. Non vale solo di giorno: resta in vigore 24 ore su 24, tutti i giorni, anche dentro i centri abitati, e senza bisogno di un pannello che lo confermi. L'unica sosta forzata tollerata è quella dovuta a cause di forza maggiore, come un semaforo rosso o un ingorgo. Chi viola questo divieto va incontro quasi sempre alla rimozione forzata del veicolo: una conseguenza automatica di questo segnale, non del divieto di sosta.
Proprio perché le due regole sono diverse, il divieto di sosta non comporta di per sé la rimozione: senza un pannello dedicato, restare in sosta nell'orario vietato è una violazione, ma non fa scattare automaticamente il carro attrezzi come invece accade sotto un divieto di fermata.
I pannelli integrativi cambiano il significato del segnale di sosta
Il divieto di sosta cambia spesso senso a seconda del pannello che porta sotto. Con il pannello INIZIO il divieto parte dal tratto successivo al cartello: dire che vale anche sul tratto già percorso prima del segnale è sbagliato, perché è proprio quello il tratto escluso. Con il pannello CONTINUA il divieto vale sia nel tratto precedente sia in quello successivo — ma questo non equivale a un divieto permanente: un pannello, per definizione, introduce sempre una precisazione di spazio o di tempo, non un divieto senza limiti.
Con il pannello ECCEZIONE il cartello smette di essere un divieto assoluto e diventa una riserva: vieta la sosta a tutti tranne che alla categoria indicata sul pannello, per esempio gli autobus, che in quel tratto possono sostare regolarmente. Con un pannello che indica una fascia oraria dei giorni feriali il divieto si applica solo nei giorni lavorativi e solo nelle ore scritte sul pannello; con un pannello che indica invece i giorni festivi, vale il contrario, cioè il divieto colpisce solo le domeniche e le altre festività. Con il pannello ZONA RIMOZIONE COATTA, infine, il messaggio si allarga: chi sosta in quell'area non riceve solo una sanzione, ma vede il veicolo rimosso d'ufficio.
Anche il divieto di fermata può avere un proprio pannello FINE, che segnala la fine del divieto di fermata e di sosta insieme: la sospensione, in questo caso, resta comunque valida per tutto il tratto che la precede. Un pannello sotto lo stesso tipo di segnale può invece indicare che il divieto di fermata riguarda proprio il tratto precedente al cartello — l'opposto della logica INIZIO vista per il divieto di sosta, dove il tratto già percorso resta escluso.
Sosta a orario: quando il divieto si accende e si spegne
Fuori dai centri abitati il divieto di sosta di base vale sempre, giorno e notte, senza eccezioni orarie: dire che si può sostare dopo le 20 su una strada extraurbana, o che il divieto vale solo di giorno, è sbagliato, perché in assenza di indicazioni integrative il divieto è permanente. Nei centri abitati, invece, la regola predefinita è l'inverso di quanto molti si aspettano: il divieto vale dalle 8 alle 20, salvo diversa indicazione, non dalle 20 alle 8. È proprio questa inversione che i quiz sfruttano più spesso, scambiando le due fasce orarie.
Esiste poi un cartello che regola la sosta in modo flessibile, vietandola in alcune ore e permettendola in altre: un esempio tipico consente la sosta dalle 9 alle 17 e dalle 20 alle 7, mentre la vieta dalle 7 alle 9 e dalle 17 alle 20. La fermata, in ogni caso, resta sempre possibile 24 ore su 24 anche sotto questo tipo di segnale, perché quello che il cartello regola è solo la sosta.
Il divieto di sosta di base, con un pannello opportuno, può anche essere esteso a coprire l'intera giornata nei centri abitati, dalle 0,00 alle 24,00, superando così la fascia 8-20 predefinita. Esiste infine una variante temporanea del divieto di sosta, pensata per liberare la strada nei periodi in cui viene effettuata la pulizia meccanica: vieta la sosta ai veicoli normalmente parcheggiati in quel tratto, non ai mezzi di pulizia stessi, che sono proprio il motivo per cui il divieto viene imposto.
Sorpasso: la regola generale e le eccezioni
Il divieto di sorpasso vieta a tutti i veicoli di superare i veicoli a motore, elettrici compresi. Restano invece sempre sorpassabili i veicoli senza motore — biciclette, veicoli a braccia, carrozze a cavalli, veicoli a trazione animale — e anche i ciclomotori e i motocicli, nonostante questi ultimi abbiano un motore. Il divieto vale 24 ore su 24, sia in città sia fuori città, e resta valido anche quando la manovra potrebbe essere completata restando entro la propria semicarreggiata, senza bisogno di invadere quella opposta: la presenza o meno di una striscia bianca continua non c'entra, perché è il segnale stesso a vietare la manovra, a prescindere dalla segnaletica orizzontale.
L'eccezione per ciclomotori e motocicli riguarda solo il fatto di poter essere sorpassati, non il fatto di poter sorpassare: quando sono loro alla guida, restano comunque vincolati dallo stesso divieto, come qualsiasi altro veicolo a motore.
Nessuna delle categorie che si potrebbero immaginare come eccezioni lo è davvero: veicoli a motore che procedono molto lentamente restano vietati da sorpassare, così come i veicoli che hanno segnalato l'intenzione di svoltare a destra, le macchine agricole e le macchine operatrici. Tutte queste categorie hanno un motore, e il segnale non fa distinzioni di velocità, di intenzione di manovra o di uso del mezzo: l'unico criterio è la presenza del motore, con la sola eccezione di ciclomotori e motocicli già vista.
Il divieto di sorpasso per i mezzi pesanti
Accanto al divieto di sorpasso generale esiste un segnale distinto, rivolto solo ai veicoli da trasporto merci con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate: sotto questo cartello, solo loro non possono sorpassare, e possono farlo unicamente i veicoli senza motore. Un autocarro sotto quella soglia, per esempio con una massa a pieno carico di 3 tonnellate, non è invece toccato dal divieto e può sorpassare normalmente, perché il limite di 3,5 tonnellate è la linea che separa i veicoli coinvolti da quelli esclusi.
Un autocaravan non rientra in questa categoria, qualunque sia la sua massa: 4 tonnellate o 6, il criterio non è il peso ma la destinazione d'uso, e un autocaravan è un veicolo per il trasporto di persone, non di cose. Per questo motivo può sempre sorpassare, anche superando ampiamente la soglia delle 3,5 tonnellate che vincola invece i mezzi merci.
Il segnale di fine di questo particolare divieto segue la stessa logica: riguarda esclusivamente i veicoli merci oltre 3,5 tonnellate, non i mezzi destinati al trasporto di persone. Attribuirlo agli autobus, o restringerlo alle sole autovetture, è quindi sempre sbagliato: gli autobus non erano soggetti a questo divieto specifico fin dall'inizio, e le autovetture non lo sono mai state. Dal punto esatto in cui compare il segnale di fine, il sorpasso torna consentito per i veicoli interessati, senza che il cartello imponga un limite di velocità particolare per eseguirlo.
Le trappole più ricorrenti
Nessuno di questi segnali funziona come un preavviso. A differenza dei segnali di pericolo, che annunciano un rischio con un certo anticipo, il divieto di sosta, il divieto di fermata e i loro segnali di fine valgono esattamente nel punto in cui sono collocati: dire che 'preannunciano' o sono un 'preavviso' del divieto che segue è sempre sbagliato, perché il divieto comincia lì, non più avanti.
Un'insidia classica gioca sulla parola 'intralcio'. Il passo carrabile — il segnale che vieta la sosta nel punto esatto in cui si trova, per lasciare libero l'accesso a una proprietà — consente comunque la fermata, purché il veicolo non sia d'intralcio alla circolazione. Sotto un vero divieto di fermata, invece, la stessa condizione non basta a nulla: la fermata resta vietata anche se il veicolo non arreca alcun intralcio, perché l'unica eccezione ammessa è la forza maggiore, non l'assenza di ingombro. Per essere valido, il passo carrabile deve inoltre riportare l'ente che ha rilasciato l'autorizzazione, il numero e l'anno del rilascio, e si trova sia in strade urbane sia extraurbane, spesso proprio in tratti che altrimenti sarebbero liberi per la sosta.
Il segnale che riserva la sosta ai veicoli al servizio di persone invalide munite dell'apposito contrassegno è un'eccezione al divieto di sosta, non un divieto per loro: consente la sosta a questa categoria specifica in quel punto esatto, e non funziona come un'indicazione che rimanda a un parcheggio nelle vicinanze.
Infine, questi segnali di divieto non parlano mai di parchimetri, tagliandi a pagamento o disco orario: quella è tutta un'altra famiglia di segnaletica, quella dei parcheggi a pagamento o regolamentati con dispositivi. Un divieto di sosta resta un divieto, non una modalità di pagamento della sosta.
Continua con la pratica
Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.
Apri la pratica collegataAltri articoli del capitolo