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Segnali di divieto

Accesso vietato e senso vietato

Separare i divieti che fermano tutti da quelli che bloccano un solo senso di marcia.

Il disco rosso pieno con la barra bianca orizzontale è il senso vietato: vieta l'ingresso a tutti i veicoli nel punto in cui è collocato, perché la strada si percorre correttamente dall'altro lato. L'affermazione che lo identifica come SENSO VIETATO è quindi VERO.
Il cerchio bordato di rosso vieta la circolazione a tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia, non solo a chi entra da questo lato: per questo l'affermazione che lo descrive come divieto di transito per tutti i veicoli è VERO.
Il simbolo con la freccia obliqua segnala lo sbocco di un passo carrabile, la zona riservata all'accesso dei veicoli verso una proprietà laterale: per questo l'affermazione è VERO.

Due modi di chiudere una strada: un solo senso o tutti i sensi

Tra i segnali di divieto c'è una distinzione che l'esame sfrutta spesso: alcuni segnali chiudono l'ingresso da un solo lato di una strada che resta percorribile nell'altro senso, altri chiudono la strada del tutto, a chiunque, in entrambe le direzioni. Confonderli è il modo più comune di sbagliare una domanda su questo argomento, perché a un primo sguardo i due segnali sembrano dire la stessa cosa.

Il senso vietato è il primo caso: un disco rosso pieno con una barra bianca orizzontale, posto all'estremità di una strada a senso unico dalla quale non si può entrare, perché quella stessa strada si percorre correttamente nell'altro verso. Non dice nulla sul resto della strada: la circolazione lì prosegue normalmente, semplicemente non si può entrare da quel punto.

Il divieto di transito è il secondo caso: un cerchio bordato di rosso, senza barra, che vieta la circolazione a tutti i veicoli in entrambi i sensi di marcia, ed è per questo posto su entrambi gli accessi della strada, non su uno solo. Dove il senso vietato blocca un verso lasciando l'altro libero, il divieto di transito chiude la strada intera.

Il senso vietato: chi vieta e da quando a quando

Il senso vietato vale 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, comprese le ore notturne: non esiste un'eccezione per i giorni festivi né per la notte, quindi un'affermazione che lo descrive «valido solo nei giorni feriali» o «solo nelle ore diurne» è sempre falsa, salvo che un pannello integrativo dichiari esplicitamente un orario diverso.

Il divieto riguarda tutti i veicoli senza eccezioni di categoria: vale anche per i veicoli sprovvisti di motore, come le biciclette, e per i taxi, che non godono di alcuna deroga per il servizio pubblico che svolgono. Nessuna categoria di veicolo è autorizzata a entrare da quel punto.

Un'affermazione che descrive il senso vietato come il segnale che «indica che la circolazione è a senso unico» è falsa, anche se il ragionamento sembra vicino al vero: è corretto dire che il segnale si trova su una strada a senso unico, ma la sua funzione giuridica è vietare l'ingresso da quel lato, non dichiarare o istituire il senso unico. Essere collocato su una strada a senso unico non equivale a essere il segnale che quel senso unico lo stabilisce.

Divieto di transito: chiusura totale e come finisce

Il divieto di transito vieta la circolazione a tutti i veicoli, in entrambi i sensi di marcia: per questo è collocato su entrambi gli accessi della strada, uno per ogni senso di provenienza. Vale 24 ore su 24, ma può avere una validità limitata nel tempo se un pannello integrativo lo specifica; senza pannello, il divieto resta permanente.

Il divieto vale anche per i veicoli sprovvisti di motore, come le biciclette, e per le auto elettriche, ma non per i pedoni, che possono comunque percorrere la strada a piedi. Non è ammessa alcuna eccezione per entrare a sostare o per effettuare operazioni di carico e scarico: il segnale chiude la strada al transito, non solo all'attraversamento.

Quando il divieto termina, il segnale che lo comunica è il via libera, che indica la fine di qualunque prescrizione precedentemente imposta, sia essa un divieto o un obbligo. Per questo un'affermazione che descrive il via libera come il segnale che indica specificamente «la fine del divieto di transito per tutti gli autoveicoli» è falsa: il via libera non è legato a una categoria di veicoli né a un divieto specifico, ma chiude in modo generico qualsiasi prescrizione lo precedesse.

Passo carrabile: quando il segnale protegge un accesso, non lo vieta

Il passo carrabile non vieta l'ingresso a chi percorre la strada: segnala lo sbocco di un accesso privato, cioè la zona riservata al passaggio dei veicoli che devono entrare o uscire da una proprietà laterale. È l'esatto opposto concettuale del senso vietato e del divieto di transito, che invece bloccano chi vuole percorrere la strada.

Ciò che il segnale vieta è la sosta nel punto in cui è collocato, in modo che l'accesso resti sempre libero per chi ne ha diritto; la fermata resta invece consentita, a condizione che il veicolo non sia d'intralcio. Vale 24 ore su 24 e si può trovare sia sulle strade urbane sia su quelle extraurbane.

Per essere valido, il passo carrabile deve riportare l'indicazione dell'ente che ha concesso l'autorizzazione, insieme al numero e all'anno del rilascio: un cartello che segnala genericamente un accesso, senza questi dati, non ha valore legale.

Le trappole più frequenti tra i segnali di accesso

La maggior parte degli errori su questi segnali nasce dall'attribuire a uno la funzione di un altro. Tenere separati senso vietato, divieto di transito, via libera e passo carrabile per «chi vieta», «da quando a quando vale» e «cosa protegge» risolve quasi tutte le domande su questo argomento.

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