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Definizioni stradali e doveri

Utenti, veicoli e categorie

Capire chi rientra nelle diverse definizioni del codice.

L'autocarro, il veicolo a motore destinato al trasporto di merci e per questo escluso dalla categoria delle autovetture, deve montare posteriormente i pannelli retroriflettenti quando la sua massa a pieno carico supera 3,5 tonnellate: la risposta è VERO.
Anche il rimorchio o il semirimorchio per trasporto di cose, pur privo di motore proprio, deve segnalarsi con gli stessi pannelli retroriflettenti oltre le 3,5 tonnellate di massa a pieno carico: la risposta è VERO.
Il segnale raffigurato apre una strada riservata ai soli veicoli a motore: è lo stesso principio che esclude biciclette, ciclomotori e quadricicli leggeri dalla strada extraurbana principale e alcune categorie dall'autostrada. La risposta è VERO.

Chi sono gli utenti della strada e come si classificano i veicoli

La strada non è uno spazio riservato ai soli veicoli a motore: è aperta alla circolazione dei pedoni, degli animali e dei veicoli insieme. È per questo che affermare che sia normalmente riservata ai soli veicoli e agli animali, o che sia riservata alla circolazione dei soli autoveicoli e motocicli, è FALSO in entrambi i casi: pedoni e animali ne fanno parte a pieno titolo, non sono un'eccezione tollerata.

Il Codice definisce veicolo qualunque macchina che circoli su strada guidata dall'uomo, con l'esclusione delle macchine per bambini o per invalidi come i passeggini o le sedie a rotelle. Su questa base costruisce una classificazione in categorie: veicoli a braccia, spinti o trainati da un uomo a piedi; veicoli a trazione animale; velocipedi, cioè biciclette, risciò e monopattini; ciclomotori; motoveicoli, che comprendono motocicli, motocarrozzette e quadricicli; autoveicoli, che comprendono autovetture, autobus, autocarri, trattori stradali, autotreni, autoarticolati, autosnodati e autocaravan; filoveicoli; rimorchi, tra cui caravan e semirimorchi; macchine agricole; macchine operatrici. Le sezioni seguenti riprendono una per una le categorie che tornano più spesso nelle domande d'esame e i confini precisi tra l'una e l'altra.

Nel centro abitato questa varietà di utenti si concentra in uno spazio ristretto: pedoni, ciclisti e veicoli a motore si mescolano maggiormente con il traffico rispetto a una strada extraurbana, ed è per questo che il conducente deve essere più attento, prudente e tollerante. Non vale il contrario di questo principio: i pedoni e le persone diversamente abili non devono sempre dare la precedenza ai veicoli a motore soltanto perché ci si trova in città. È il conducente del veicolo a motore a dover adattare il proprio comportamento alla maggiore densità di utenti, non gli utenti più deboli a doversi sempre fare da parte.

Ciclomotori, motocicli e tricicli a motore: le soglie che li separano

Il ciclomotore è un veicolo a due o tre ruote con motore termico di cilindrata fino a 50 cm³ e velocità massima su strada piana fino a 45 km/h; può essere dotato di cambio automatico ed è soggetto a revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione e successivamente ogni due anni. Il trabocchetto più frequente riguarda proprio la soglia: una domanda che descrive come ciclomotori tutti i veicoli a due ruote di cilindrata superiore a 50 cm³ ribalta la definizione, perché è esattamente sopra quella soglia che si esce dalla categoria ciclomotore. Un veicolo a due ruote con motore termico fino a 50 cm³ e velocità massima di 45 km/h è invece, per definizione, un ciclomotore.

Un errore frequente è considerare i ciclomotori una sottocategoria dei motocicli: non lo sono, il Codice li tiene distinti. I quadricicli leggeri (le microcar) sono ai fini della circolazione assimilati proprio ai ciclomotori, non ai motoveicoli a quattro ruote di categoria maggiore.

Il motociclo è un veicolo a due ruote con cilindrata superiore a 50 cm³; può avere il cambio automatico ed è soggetto alla stessa revisione quadriennale, poi biennale, dei ciclomotori. Non esiste una soglia massima di cilindrata che lo definisca: dire che sono motocicli solo i veicoli a due ruote di cilindrata fino a 125 cm³ è FALSO, perché la categoria comprende anche le cilindrate superiori. È altrettanto falso descrivere i motocicli come veicoli a motore con più di due ruote: la caratteristica che li definisce è avere esattamente due ruote.

Il triciclo a motore è una categoria a sé: tre ruote simmetriche, motore di cilindrata superiore a 50 cm³ e velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h. Va guidato con patente, e affermare che possa essere condotto senza è FALSO. Non va confuso con il complesso costituito da un motociclo e un sidecar, che ha ruote non simmetriche. Poiché non tutti i veicoli a motore a tre ruote sono tricicli a motore nel senso della definizione, ed è falso generalizzare dicendo che tutti i veicoli a motore con tre ruote sono motocicli: i tricicli a motore restano una categoria distinta.

Quadricicli e autoveicoli: quando le quattro ruote non bastano a definire

Il quadriciclo a motore è un veicolo a quattro ruote di massa a vuoto fino a 400 kg (550 kg se destinato al trasporto di cose) e con potenza massima del motore fino a 15 kW; per guidarlo occorre di norma aver compiuto 16 anni ed essere in possesso della patente di categoria B1. Il quadriciclo leggero è una sottocategoria più ristretta, con potenza fino a 6 kW e motore a benzina di cilindrata non superiore a 50 cm³, oppure diesel o elettrico: ne fanno parte, per esempio, le microcar. Ai fini della circolazione i quadricicli leggeri sono assimilati ai ciclomotori, e si possono quindi guidare già a 14 anni con la patente di categoria AM.

Proprio perché formano una categoria a parte, i quadricicli non sono autoveicoli: dire il contrario è FALSO, mentre è corretto descriverli come veicoli a motore a quattro ruote. Gli autoveicoli, infatti, sono definiti come i veicoli a motore con almeno quattro ruote, esclusi i quadricicli: la parola "esclusi" è il punto che l'esame verifica di continuo. Una domanda che descrive gli autoveicoli come tutti i veicoli con almeno due ruote è FALSO perché ignora sia il requisito del motore sia quello delle quattro ruote; una domanda che li descrive come tutti i veicoli con almeno quattro ruote compresi quelli senza motore è FALSO per lo stesso motivo, mancando il requisito del motore; e una domanda che li descrive come veicoli a motore con quattro o più ruote compresi i quadricicli è FALSO perché inverte proprio l'esclusione che la definizione richiede.

Nel gruppo degli autoveicoli rientra l'autovettura, un veicolo a motore a quattro ruote destinato al trasporto di persone, fino a un massimo di nove comprese il conducente. Non ne fanno parte gli autobus, che trasportano più di nove persone, i portavalori, destinati al trasporto di valori, e gli autocarri, destinati al trasporto di merci. Non è la trazione a definire l'autovettura: può avere motore elettrico o termico, trazione anteriore o posteriore, e può trainare carrelli-appendice o rimorchi. Una domanda che la definisce come il veicolo a motore che ha la trazione posteriore ignora tutto questo ed è FALSO.

Un dettaglio strutturale degli autoveicoli torna spesso nelle domande su ciclisti e motociclisti: i montanti interni riducono la possibilità di vedere un ciclista o un motociclista e condizionano la visibilità del conducente, in particolare nelle manovre di svolta e agli incroci. Non è un'osservazione generica di prudenza, ma la conseguenza diretta della struttura della carrozzeria.

Autocaravan, rimorchi e macchine operatrici: veicoli con una funzione dichiarata

L'autocaravan, comunemente chiamata camper, è un veicolo con una carrozzeria speciale, attrezzata permanentemente per essere adibita sia al trasporto sia all'alloggio delle persone: cucina, posti letto e servizi ne fanno parte integrante della struttura, non un allestimento provvisorio. Il numero massimo di persone che può trasportare e alloggiare è quello indicato sulla carta di circolazione, non un valore lasciato alla discrezione del conducente. Non è vero che le autocaravan siano veicoli destinati ai lavori agricoli: la loro funzione dichiarata è opposta, il trasporto e l'alloggio di persone.

Il rimorchio e il semirimorchio sono veicoli privi di motore, destinati a essere trainati: la loro categoria si definisce proprio per l'assenza di un motore proprio, non per la forma o le dimensioni. Le macchine operatrici, dal canto loro, comprendono anche i veicoli sgombraneve: un mezzo che spala la neve dalle strade rientra a pieno titolo in questa categoria, anche se nell'uso comune non viene subito associato all'idea di macchina operatrice.

Alcuni veicoli portano segnalazioni retroriflettenti che ne indicano ingombro e presenza. Le strisce retroriflettenti applicate lateralmente ad alcuni veicoli possono essere di colore bianco o giallo, mentre quelle applicate dietro possono essere di colore rosso o giallo: il colore cambia a seconda della posizione, non è libero né uguale su ogni lato. Gli autocarri con massa massima a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate devono essere segnalati posteriormente con appositi pannelli retroriflettenti, e la stessa regola vale per i rimorchi e i semirimorchi destinati al trasporto di cose quando superano la stessa soglia di massa: chi segue uno di questi veicoli sulla strada riconosce proprio da questi pannelli che sta seguendo un mezzo pesante soggetto all'obbligo.

Zona a traffico limitato, isola di traffico e passo carrabile: spazi ad accesso regolato

La zona a traffico limitato (ZTL) è un'area in cui l'accesso e la circolazione sono limitati a ore o giorni prestabiliti, oppure a particolari categorie di utenti e di veicoli; è delimitata da appositi segnali di inizio e di fine. Non è vero che sia un'area sempre vietata al transito dei veicoli a motore: la limitazione può riguardare solo alcune ore della giornata, oppure solo alcune categorie di veicoli, lasciando tutte le altre libere di circolare. Ed è altrettanto falso descriverla come un'area in cui non può entrare più di un certo numero di veicoli: la ZTL non funziona per conteggio di veicoli, ma per categorie e per orari.

L'isola di traffico è una parte della carreggiata evidenziata da zebrature oblique bianche e delimitata da strisce bianche continue di raccordo; può essere a raso, dipinta sul piano stradale, oppure in rilievo, cioè rialzata, e in questo secondo caso è preceduta dalle stesse zebrature oblique. La sua funzione è facilitare l'incanalamento dei veicoli verso varie direzioni, per esempio in un incrocio complesso: su di essa è vietato marciare e sostare. Le domande le attribuiscono spesso una funzione opposta a quella reale: non serve per la fermata dei veicoli, non è una piazzola di sosta e non è una zona destinata al parcheggio, sono tutte descrizioni FALSE della stessa area che, al contrario, i veicoli devono lasciare libera.

Il salvagente è un termine diverso, e le domande lo usano proprio per verificare se lo si confonde con l'isola di traffico: attribuirgli la funzione di incanalare i veicoli verso varie direzioni è FALSO, perché quella è la funzione specifica dell'isola di traffico, non del salvagente.

Il passo carrabile è la zona della strada che consente ai veicoli di accedere alle proprietà private laterali, come garage o cortili; deve essere segnalato da un apposito cartello che riporta l'ente e il numero dell'autorizzazione. In corrispondenza del passo carrabile è consentita la fermata, ma non la sosta: la sosta resta vietata anche per il proprietario dell'accesso stesso.

Il marciapiede, infine, è la parte della strada riservata ai pedoni: consente la sosta dei veicoli soltanto in presenza di apposite strisce di parcheggio, non in generale. È FALSO quindi descriverlo come riservato ai pedoni e ai veicoli in sosta nel caso in cui non sia rialzato: l'assenza di un rialzo non apre un'eccezione che il Codice non prevede.

Autostrada, strada extraurbana principale e il comportamento quando il traffico rallenta

L'autostrada è una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia più la corsia di emergenza; è dotata di corsie di accelerazione e di decelerazione per l'ingresso e per l'uscita dei veicoli, e le uscite in particolare avvengono attraverso le corsie di decelerazione. Non tutti i tipi di veicoli possono circolarvi: sono esclusi i ciclomotori, i motocicli di cilindrata inferiore a 150 cm³, le macchine agricole e le macchine operatrici, le autovetture che non sono in grado di sviluppare almeno 80 km/h, i veicoli con carico non fissato o con materiale sciolto e scoperto che può disperdersi, e i veicoli non in regola con la revisione o in cattive condizioni d'uso, di equipaggiamento o di gommatura. Dire che in autostrada possano circolare solo gli autoveicoli è quindi FALSO: anche i motocicli di cilindrata sufficiente, per esempio, sono ammessi.

La strada extraurbana principale segue un principio simile: anche qui possono circolare solo alcune categorie di veicoli a motore, e ne restano escluse le biciclette, i ciclomotori e i quadricicli leggeri. Su entrambi questi tipi di strada si possono trovare intersezioni a livelli sfalsati, ma mai a raso: l'intersezione a livelli sfalsati collega due o più strade situate ad altezze diverse tramite rampe, sovrappassi o sottopassi, e facilita la circolazione escludendo l'incrocio diretto fra i veicoli. L'incrocio a raso è l'esatto opposto: le strade si incontrano allo stesso livello, ed è per questo che richiede di fare attenzione ai veicoli provenienti dalle strade che si incrociano, senza l'aiuto di un dislivello che le separi.

Quando il traffico rallenta e i veicoli si accodano, non tutti gli spazi vanno lasciati liberi allo stesso modo: gli obblighi riguardano le immissioni stradali come incroci, confluenze e ingressi dei parcheggi, i passaggi a livello e i binari del tram, gli attraversamenti pedonali e quelli ciclabili. Non riguardano invece gli ingressi delle abitazioni private, né le gallerie: descrivere questi due casi come spazi da lasciare sempre liberi è FALSO, perché non compaiono nell'elenco degli obblighi. È altrettanto FALSO restringere l'obbligo ai soli incroci regolati da semaforo, come se le immissioni stradali senza semaforo non contassero.

Anche il comportamento individuale in coda ha regole precise che non dipendono dal contesto urbano: non è vero che, per maggiore sicurezza, quando si viaggia in fila con altri veicoli nei centri urbani sia opportuno tenere sempre accese le luci di emergenza, perché usarle in modo continuativo per marciare in coda le priva del loro scopo segnaletico. È invece corretto lasciare liberi gli sbocchi delle strade laterali quando si procede dietro una fila di veicoli, per non bloccare chi deve immettersi o uscire dal flusso principale. Lo stesso principio di non creare ostacoli imprevedibili vale per il conducente di un motociclo: non può fare lo slalom tra i veicoli fermi al semaforo, perché il rischio di sbucare all'improvviso davanti a un veicolo che sta per ripartire è proprio quello che le regole su isole di traffico, passi carrabili e code di veicoli cercano di evitare.

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