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Definizioni stradali e doveri

Carreggiata, corsia e banchina

Distinguere gli spazi stradali che nelle domande vengono spesso confusi.

Per ogni senso di marcia, la corsia di destra è di norma dedicata alla marcia ordinaria: la risposta è VERO. Le corsie più interne restano libere per il sorpasso.
La corsia centrale della strada raffigurata non è a doppio senso di circolazione: la risposta è FALSO. Una corsia è sempre a senso unico; è la carreggiata, non la singola corsia, a poter essere a doppio senso.
In questa carreggiata extraurbana non si può sorpassare indifferentemente da destra o da sinistra: la risposta è FALSO. Il lato consentito per il sorpasso è quello indicato dalla disposizione delle corsie, non una scelta libera del conducente.

Carreggiata: cosa ne fa parte e cosa no

La carreggiata è la parte della strada destinata al transito dei veicoli. Può essere a senso unico o a doppio senso di circolazione, e può essere suddivisa in più corsie: questa è la definizione che va tenuta ferma, perché tutte le domande di questo capitolo ruotano attorno a che cosa rientra in questo spazio e che cosa ne resta escluso.

Fanno parte della carreggiata tutte le corsie, tranne la corsia di emergenza, insieme agli attraversamenti pedonali e agli attraversamenti ciclabili. L'attraversamento pedonale in particolare è segnalato da strisce bianche parallele e i veicoli devono dare la precedenza ai pedoni che vi transitano; su di esso è vietata la fermata, e quindi anche la sosta, senza eccezioni. È per questo che una domanda che afferma essere "consentita la fermata ma non la sosta" sull'attraversamento pedonale è falsa: il divieto copre entrambe. Allo stesso modo è falso dire che l'attraversamento pedonale sia posto al di fuori della carreggiata, che non ne faccia parte, o che sia separato da essa con una striscia gialla: ne fa parte a tutti gli effetti ed è delimitato da strisce bianche.

Non fanno invece parte della carreggiata, anche se possono affiancarla fisicamente, il marciapiede, la banchina (o un viale pedonale), le piste ciclabili e le piazzole di sosta. Una domanda che attribuisce alla carreggiata la sosta degli autocarri, la sosta di emergenza (che è funzione della corsia di emergenza, l'unica corsia esclusa dalla carreggiata) o la presenza di marciapiedi e piazzole è quindi falsa: sono spazi distinti, non sottoinsiemi della carreggiata.

Attenzione anche alle definizioni fantasiose che compaiono come distrattori: la carreggiata non è "la traccia lasciata dalle ruote dei veicoli sulle strade innevate" (la neve può rendere visibile dove passano i veicoli, ma non definisce lo spazio), e non è destinata "soltanto" alla circolazione di carri a trazione animale. Ogni volta che compare una parola assoluta come "soltanto" o "solo" abbinata a un uso ristretto della carreggiata, è quasi sempre il segnale di una risposta falsa.

Corsia: un'unica fila di veicoli, sempre a senso unico

La corsia è la parte della carreggiata che consente la circolazione di una sola fila di veicoli. È delimitata da strisce continue o discontinue e ha una larghezza minima di 2,80 metri e massima di 4 metri. Una corsia è sempre a senso unico: anche quando la carreggiata su cui si trova è a doppio senso di circolazione, è la carreggiata nel suo insieme a contenere i due sensi, ripartiti su corsie diverse, non la singola corsia a contenerli entrambi.

Esistono diversi tipi di corsia: di marcia, per la circolazione ordinaria dei veicoli; di accelerazione e di decelerazione, dedicate rispettivamente all'ingresso e all'uscita da una carreggiata; di emergenza, riservata alla sosta in caso di guasto o malessere; riservata, destinata esclusivamente a una categoria di veicoli come i taxi o gli autobus; specializzata, destinata a una manovra specifica come il sorpasso o la svolta. L'ente proprietario della strada può inoltre imporre su una corsia una velocità minima obbligatoria.

Alcuni distrattori classici invertono la relazione tra i due concetti o inventano funzioni che la corsia non ha: la corsia non è "formata da due carreggiate" (è l'esatto contrario, è la carreggiata a essere suddivisa in corsie), non è una pista riservata alle vetture da corsa, e non è una strada a scorrimento veloce. Non è nemmeno vero che non possa mai essere attraversata dai pedoni: può esserlo, per esempio in corrispondenza di un attraversamento pedonale.

Poiché la corsia ammette una sola fila di veicoli, su una stessa corsia non possono procedere affiancati due motocicli in un centro abitato, né due ciclomotori fuori dai centri abitati: la regola non cambia con il contesto urbano o extraurbano. Per lo stesso motivo, chi procede in fila con altri veicoli non deve spostarsi al centro della carreggiata per "controllare meglio" la situazione del traffico, né tenersi il più possibile a sinistra per lasciare una corsia libera a destra: occorre restare nella propria corsia, mantenere la distanza di sicurezza e osservare il traffico anche in lontananza, non solo il veicolo che precede. È inoltre vietato superare i veicoli in coda accelerando bruscamente e cambiando ripetutamente corsia.

Corsie di accelerazione e di decelerazione

La corsia di decelerazione serve a rallentare i veicoli che escono da una carreggiata: per esempio per lasciare l'autostrada ed entrare in una strada secondaria o in un'area di servizio, oppure per uscire correttamente da una strada extraurbana principale. Su di essa sono vietati sia la sosta sia il sorpasso.

La corsia di accelerazione, all'opposto, serve ad aumentare la velocità dei veicoli che entrano in una carreggiata, in autostrada o su una strada extraurbana principale, sia che si provenga da un'altra strada sia che si provenga da un'area di servizio. Anche su questa corsia sono vietati la sosta e il sorpasso.

Le domande costruiscono i trabocchetti scambiando le due direzioni: la corsia di decelerazione non serve a entrare in autostrada (serve a uscirne), e la corsia di accelerazione non serve ad abbandonare la carreggiata autostradale per entrare in un'area di sosta (serve al contrario a entrare in carreggiata). Nessuna delle due, inoltre, è collegata a una piazzola di sosta: la decelerazione non serve per entrarvi, e l'accelerazione non serve né per uscirne né per effettuare un sorpasso.

Il criterio per non confondersi è sempre lo stesso: la decelerazione accompagna chi sta uscendo dalla carreggiata rallentando, l'accelerazione accompagna chi sta entrando in carreggiata aumentando la velocità. Il punto di partenza o di arrivo (area di servizio, area di sosta, strada secondaria) non cambia questa direzione di base.

Banchina e marciapiede: fuori dalla carreggiata

La banchina è la parte della strada situata oltre la linea bianca continua di margine della carreggiata, quindi al di fuori di essa. Di norma non consente il transito ai veicoli.

Le domande le attribuiscono spesso funzioni che non ha: la banchina non è riservata ai veicoli lenti nelle strade in salita, e non divide la carreggiata in due corsie, perché sta fuori dalla carreggiata e non al suo interno. Per la stessa ragione l'isola di traffico non serve a separare la carreggiata dalla banchina: la sua funzione è un'altra, incanalare i veicoli in corrispondenza di incroci o biforcazioni. È inoltre vietato gettare oggetti dal finestrino sulla banchina, come su qualsiasi altra parte della strada.

Il marciapiede è, allo stesso modo, una parte della strada posta al di fuori della carreggiata, destinata alla circolazione dei pedoni.

Le regole di sosta sul marciapiede sono rigide e senza eccezioni legate alla situazione del traffico: è vietato lasciare il veicolo in sosta sul marciapiede senza lasciare spazio sufficiente ai pedoni, per esempio a chi spinge una carrozzina per bambini. Il conducente di un motociclo non può circolare sul marciapiede nemmeno se il traffico sulla carreggiata è bloccato, e non può parcheggiarvi nemmeno se altrove non vi sono appositi spazi di posteggio: il traffico bloccato e la mancanza di parcheggi non sono eccezioni previste dal Codice.

Strade extraurbane principali ed esempi di strade a più corsie

La strada extraurbana principale è una strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia. È contraddistinta da appositi cartelli di inizio e fine, può presentare intersezioni a livelli sfalsati (mai a raso), è dotata di corsie di accelerazione e di decelerazione e di apposite aree di sosta, la segnaletica è di colore blu e il limite massimo generale di velocità è 110 km/h. Non è vero che su questo tipo di strada non vi siano curve né dossi: ci sono, e le regole di sorpasso ne tengono conto.

Due condizioni della definizione tornano spesso come trabocchetti: la strada extraurbana principale non può avere una sola corsia per ogni senso di marcia (ne servono almeno due) e non può essere a un'unica carreggiata (deve avere carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico).

Gli schemi di strada a più corsie che compaiono nelle figure seguono una logica costante. In una strada con quattro corsie e un'unica carreggiata a doppio senso, le corsie laterali servono per la marcia normale e quelle centrali per il sorpasso. In una strada con sei corsie, per ogni senso di marcia la corsia di destra è dedicata alla marcia ordinaria, mentre le corsie di centro e di sinistra sono dedicate al sorpasso: attribuire questo ruolo alla corsia di sinistra o a quella di centro, invece che a quella di destra, è uno degli errori più frequenti in questo tipo di domanda. In una strada a tre carreggiate e otto corsie, le due carreggiate laterali sono di norma a senso unico mentre quella centrale è a doppio senso con quattro corsie; nelle strade extraurbane di questo tipo, le corsie interne sono di norma riservate al sorpasso. In tutti questi schemi si può viaggiare per file parallele solo se il traffico è intenso, non come regola generale, e sono comunque vietate la svolta a sinistra e l'inversione di marcia, mentre il sorpasso resta consentito anche sui dossi o lungo una curva.

Proprio perché una corsia è sempre a senso unico, la corsia centrale di una di queste strade non può mai essere a doppio senso di circolazione, anche quando la carreggiata su cui si trova lo è: la distinzione tra i due termini, corsia e carreggiata, è ciò che la domanda verifica scambiandoli tra loro. Allo stesso modo, in queste carreggiate non si può sorpassare indifferentemente da destra o da sinistra, ma solo dal lato indicato dalla disposizione delle corsie, e non si può iniziare un sorpasso se il conducente che segue lo ha già iniziato.

Area pedonale e zona a traffico limitato

L'area pedonale è una zona destinata al transito dei pedoni, delimitata da appositi segnali stradali di inizio e di fine.

Oltre ai pedoni, in un'area pedonale possono circolare le biciclette, i veicoli al servizio di persone diversamente abili, i veicoli di soccorso, di polizia, dei vigili del fuoco e le autoambulanze con sirena e lampeggiante blu in funzione, e altre categorie soltanto se espressamente consentito, per esempio i veicoli a emissione zero.

Al di fuori di questo elenco, nessuna eccezione regge: non è vero che i ciclomotori possano transitarvi "solo di giorno", che i motocicli possano farlo "purché diano la precedenza ai pedoni", che i trattori stradali siano ammessi "con velocità non superiore a 30 km/h", né che i quadricicli a motore lo siano "purché non superino i 50 km/h". Sono tutte condizioni aggiunte dalla domanda che il Codice non prevede: queste categorie restano escluse dall'area pedonale a prescindere dall'orario, dalla velocità o dal comportamento tenuto.

La zona a traffico limitato segue lo stesso principio di delimitazione: è anch'essa segnalata da appositi segnali stradali di inizio e di fine, che indicano dove comincia e dove termina la restrizione.

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Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

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