Definizioni stradali e doveri
Doveri generali del conducente
Le regole trasversali che ritornano in quasi tutti i capitoli del quiz.
Il dovere generale di prudenza, correttezza e precedenza
Il conducente deve rispettare le norme specifiche della circolazione, ma il Codice gli chiede anche qualcosa in più: un rapporto corretto, paziente e tollerante con gli altri utenti della strada, che vale anche quando la circolazione rallenta o si blocca. Non è un consiglio di cortesia, è un dovere: dare segni di impazienza perché il veicolo davanti procede lentamente è scorretto, e lo stesso vale per chi guida un veicolo pesante e pensa che le sue dimensioni gli diano un margine di comportamento diverso dagli altri.
Un punto che l'esame verifica spesso è il rapporto tra precedenza e prudenza. Avere il diritto di precedenza a un incrocio non significa poter attraversare senza cautela: il conducente deve comunque usare la massima prudenza, anche quando sa che gli altri sono tenuti a cedergli il passo, perché non può escludere che l'altro non si fermi. Per lo stesso motivo è falso che ci si possa "permettere" di essere meno prudenti quando si ha la precedenza, ed è falso che la potenza del proprio veicolo autorizzi a non cederla a chi vi ha diritto: il diritto di precedenza è appunto un diritto, non un salvacondotto dalla prudenza.
Questo dovere si lega a un principio più generale: il conducente non deve mai fare affidamento sul fatto che il comportamento degli altri utenti sarà corretto. È il motivo per cui, quando sorge il dubbio che la precedenza non gli venga concessa, non può pretendere comunque di passare per primo — deve invece essere pronto a cedere lui stesso, anche se in teoria toccherebbe a lui.
Il dovere di collaborazione riguarda anche gli agenti del traffico: vanno rispettati e bisogna collaborare con le loro indicazioni indipendentemente dal fatto che indossino o meno la divisa. Un agente in borghese che dirige il traffico ha la stessa autorità di uno in divisa; ritenere che l'obbligo valga solo in presenza della divisa è uno degli errori più comuni in questo genere di domande.
Doveri materiali: pulizia della strada, segnaletica e guasti
Accanto ai doveri di comportamento verso le persone, il Codice impone doveri concreti verso la sede stradale. Su pozzanghere o su un fondo ricoperto di brecciolino il conducente deve procedere a bassa velocità, non per una questione di comfort ma per evitare di sbandare e per non sporcare o colpire gli altri utenti della strada. Allo stesso modo, chi esce da un sentiero fangoso o da un cantiere deve assicurarsi che durante la marcia non cada terriccio sulla carreggiata: se la strada viene sporcata in modo rilevante, si incorre in una sanzione amministrativa, non in un semplice richiamo.
È vietato gettare oggetti dal finestrino, e la domanda insiste in particolare sui mozziconi di sigaretta accesi: il divieto non è generico igiene stradale, ma prevenzione degli incendi, specialmente vicino a boschi o aree verdi, oltre che pericolo diretto per chi segue. Il fatto che si tratti solo di carta, e non di un mozzicone acceso, non cambia nulla: anche lanciare la carta dal finestrino è vietato.
La segnaletica stradale è un altro punto in cui l'esame introduce eccezioni inesistenti. È vietato spostare, imbrattare o rimuovere la segnaletica, e questo divieto è assoluto: non decade se il segnale non è di pericolo, e non diventa lecito se prima si avvisano gli organi di polizia. In entrambi i casi la condizione aggiunta dalla domanda è un'invenzione — l'unica risposta coerente con il divieto assoluto è che l'azione resta vietata.
Infine, se il conducente si accorge che il proprio veicolo ha forti perdite di olio o di carburante, ha il dovere di avvisare immediatamente l'ente proprietario della strada o gli organi di polizia: non è una scelta lasciata al buon senso del singolo, ma un obbligo, perché una perdita di questo tipo può rendere pericoloso il fondo stradale per chi segue.
Maggiore prudenza verso gli utenti deboli della strada
Il Codice individua esplicitamente una categoria di utenti verso cui la prudenza deve essere maggiore rispetto allo standard: le persone diversamente abili, gli anziani, i bambini, i conducenti che dimostrano una guida incerta, chi guida veicoli adattati per persone con disabilità, i ciclisti, i pedoni con scarsa capacità di movimento, le donne in stato di gravidanza e chi spinge una carrozzina per bambini. È una lista specifica: l'esame a volte prova ad allargarla a categorie che non ne fanno parte, come i conducenti che hanno preso la patente all'estero, i conducenti di taxi o quelli di tricicli a motore — per queste categorie non è previsto un obbligo di prudenza rafforzata rispetto agli altri utenti.
Per le persone anziane la ragione della maggiore prudenza è indicata in modo preciso: capacità visive e uditive ridotte possono portarle a valutare male la velocità dei veicoli in arrivo, a fermarsi al centro della carreggiata o a non reagire prontamente a una situazione di pericolo. Proprio per questo il conducente non deve avvicinarsi troppo con il veicolo: un mezzo troppo vicino può farle sentire minacciate e spingerle a un movimento improvviso e pericoloso, l'esatto opposto dell'effetto voluto.
Verso ciclisti e motociclisti il dovere si traduce in azioni concrete: mantenere un'adeguata distanza di sicurezza laterale quando si sorpassa, tenendo conto che la marcia di un ciclista può avere leggeri sbandamenti, e su strada extraurbana è consigliabile segnalare l'arrivo con il clacson prima del sorpasso. Non è invece vero che esista un limite di 30 km/h da rispettare durante il sorpasso di un ciclista: quella soglia non esiste, è un'aggiunta scorretta della domanda. Durante la marcia bisogna anche controllare frequentemente lo specchietto retrovisore per accorgersi di un ciclista o un motociclista che sopraggiunge — non solo di autocarri o autobus — e, prima di scendere da un veicolo in sosta, verificare che non stia arrivando nessuno su due ruote.
Il motivo di fondo di tutta questa prudenza è che un incidente, anche a bassa velocità, può creare gravi problemi fisici a pedoni, ciclisti e motociclisti coinvolti: l'assenza di una carrozzeria a protezione dell'utente rende irrilevante, ai fini del danno, il fatto che la velocità dell'urto fosse contenuta.
Pedoni non vedenti e sordociechi: bastone bianco e bianco-rosso
Il bastone bianco segnala una persona non vedente, il bastone bianco-rosso una persona sordocieca: sono due condizioni diverse, ma il dovere del conducente verso entrambe è lo stesso. Quando uno di questi pedoni si accinge ad attraversare la strada, il conducente deve fermarsi e dargli la precedenza, anche se l'attraversamento avviene fuori dalle strisce pedonali, e a prescindere dal fatto che la persona sia accompagnata da un cane guida oppure no. L'esame propone regolarmente versioni ridotte di questa regola — precedenza solo se accompagnato dal cane, solo se munito di bastone bianco-rosso, solo entro una certa distanza dalle strisce — e in tutti questi casi la condizione aggiuntiva è falsa: l'obbligo di fermarsi e cedere il passo non ha eccezioni di questo tipo.
Il modo in cui ci si ferma conta quanto il fatto di fermarsi: bisogna evitare di spaventare la persona con una frenata brusca o con l'uso del clacson. Chi non vede o non vede-né-sente non può percepire in anticipo la manovra del veicolo, quindi un rumore improvviso non serve a "sollecitarla" ad affrettarsi, come suggeriscono alcune domande, ma rischia solo di disorientarla in un momento già delicato.
Un'altra aspettativa scorretta che l'esame mette alla prova è quella opposta: pensare che un pedone non vedente attraverserà rapidamente e senza incertezza. È più realistico il contrario, e proprio per questo il conducente deve essere pronto ad aspettare più a lungo del previsto. Ed è naturalmente falso che il conducente possa passare per primo in quanto ha la precedenza in questo tipo di situazione: è vero l'esatto opposto, la precedenza in questo caso spetta al pedone.
Bambini: semafori, fermate scolastiche e attraversamenti pedonali
Con i bambini il principio guida è che il loro comportamento va considerato imprevedibile per definizione, e le domande d'esame costruiscono i loro trabocchetti proprio attorno a false certezze. Non è vero che i bambini fermi al semaforo attraverseranno solo se accompagnati da un adulto, solo dopo un gesto di consenso da parte degli automobilisti, o solo quando il semaforo pedonale è verde: al contrario, potrebbero attraversare improvvisamente anche con il rosso, magari perché la luce rossa dura, ai loro occhi, troppo a lungo, oppure spingersi a vicenda finendo sulla carreggiata. Il conducente deve essere pronto a fermarsi in ogni caso, senza dare per scontato quale sarà il loro comportamento.
Vicino a una piazzola di fermata per lo scuolabus la prudenza richiesta è ancora più specifica. Il conducente deve prepararsi a frenare, nel caso i bambini attraversino improvvisamente la strada, e rallentare in modo particolare quando lo scuolabus è presente — anche se è fermo, non solo quando sta transitando. Sono invece false tutte le versioni che riducono questo dovere a un'eccezione: rallentare solo se si vedono bambini che stanno effettivamente attraversando, non essere tenuti a rallentare se il bus è fermo, dare per scontato che il bus farà sicuramente retromarcia, oppure — la versione più insidiosa — pensare di avere comunque la precedenza sui bambini che attraversano, o di poter suonare il clacson per invitarli a cederla. Nessuna di queste eccezioni esiste: l'unico comportamento corretto è la prudenza costante.
Lo stesso schema di imprevedibilità vale in prossimità di un attraversamento pedonale in generale, non solo con i bambini. Il conducente deve considerare che un pedone, mentre attraversa, può diventare insicuro e tornare indietro all'improvviso, o fermarsi senza preavviso in mezzo alle strisce — e che fermarsi lì non significa affatto aver rinunciato al diritto di passare, come suggerisce una versione scorretta della domanda. Le persone anziane, in particolare, attraversano di norma lentamente e con difficoltà. Per questo sono false anche le domande che invitano ad accelerare per passare davanti al pedone che sta attraversando, o che pretendono dai pedoni un cenno con la mano prima di iniziare l'attraversamento: nessun segnale del genere è richiesto, è il conducente a dover interpretare la situazione e cedere il passo.
Infine, un obbligo che riguarda il momento dell'incrocio regolato da semaforo: quando scatta il verde per il conducente, prima di impegnare l'incrocio deve comunque attendere che i pedoni abbiano finito di attraversare. Il verde per i veicoli non cancella un attraversamento pedonale già in corso.
Divieto assoluto di gareggiare in velocità
Sulle strade è vietato gareggiare in velocità, e si tratta di un divieto assoluto: l'esame prova a introdurre finestre orarie o eccezioni numeriche che nella realtà non esistono, per esempio far credere che le gare non autorizzate siano tollerate dalle ore 23.00 alle ore 6.00, o che diventino lecite se a parteciparvi sono soltanto due autovetture. Nessuna di queste condizioni rende la gara ammessa: il divieto vale sempre, a qualunque ora e con qualunque numero di partecipanti.
La gravità di questa infrazione si misura anche dalla sanzione prevista: chi gareggia in velocità su strade pubbliche, comprese le gare non autorizzate su aree pubbliche, è punito con la reclusione. Non si tratta quindi di una semplice sanzione amministrativa come per molte altre violazioni trattate in questo capitolo, ma di una pena prevista dal diritto penale — un segnale di quanto il legislatore consideri pericolosa questa condotta per la sicurezza di tutti gli utenti della strada.
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