Segnali di obbligo
Obblighi stagionali e di equipaggiamento
Catene, pneumatici e altre prescrizioni che richiedono un'azione concreta.
Catene o pneumatici invernali obbligatori
Il segnale di catene o pneumatici invernali obbligatori è un segnale di prescrizione: consente il transito solo ai veicoli muniti di catene o pneumatici invernali. Si trova su strade che, in particolari condizioni, sono innevate o ghiacciate, dove occorre procedere con particolare prudenza. Non si limita ad avvisare che la neve è possibile: impone una condizione tecnica precisa al veicolo, senza la quale non si può proseguire.
L'esame propone spesso la lettura capovolta della prescrizione, sostenendo che il segnale vieti la circolazione ai veicoli muniti di pneumatici con catene. È l'esatto contrario: il divieto colpisce chi non le ha, non chi le ha montate. Basta invertire il soggetto della frase — chi è escluso al posto di chi è ammesso — per trasformare una domanda vera in falsa.
Un'altra variante introduce un dato tecnico estraneo alla prescrizione, affermando che il segnale vieti la circolazione ai veicoli con pneumatici che hanno uno spessore del battistrada inferiore a 3 millimetri. Il segnale non misura nulla del genere: o il veicolo ha catene o pneumatici invernali montati, oppure non può passare; lo stato di usura del battistrada non c'entra.
Quando il segnale è accompagnato da un pannello integrativo con una distanza, quel numero indica quanto manca al punto in cui inizia la prescrizione segnalata, non la distanza a cui si trova un'officina per montare le catene né la progressiva chilometrica oltre la quale l'obbligo scatterà più avanti: il pannello parla del punto in cui si trova il segnale stesso, non di servizi o eventi lungo la strada.
Il limite minimo di velocità
Il segnale del limite minimo di velocità, ad esempio 30 km/h, indica la soglia sotto la quale è vietato circolare: chi non è in grado di mantenere almeno quella velocità non può percorrere quel tratto di strada. È l'esatto opposto di un normale limite di velocità massima: qui il numero è un pavimento, non un tetto.
Circolare più veloci di quanto indicato è sempre consentito — con un minimo di 30 km/h, procedere a 40 km/h non costituisce alcuna infrazione — ma resta comunque necessario rispettare il limite massimo di velocità vigente per quel tipo di strada: il segnale non toglie il tetto, alza soltanto il pavimento. Non prescrive nemmeno di marciare a una velocità costante pari al numero indicato: quel numero resta un minimo, non un valore fisso da mantenere.
Lo stesso numero, per esempio 30, compare su prescrizioni di categorie completamente diverse: un divieto di transito per i veicoli di massa complessiva superiore a 30 tonnellate, oppure una presunta distanza di sicurezza fissa di 30 metri dal veicolo che precede, che semplicemente non esiste come valore segnalato su un cartello di questo tipo. Riconoscere a quale categoria di prescrizione appartiene il segnale — non limitarsi a leggere la cifra — è ciò che distingue la risposta corretta dalla trappola.
Il segnale di fine del limite minimo di velocità toglie proprio quel pavimento: da quel punto si può circolare sia più lentamente sia più velocemente di quanto indicato, sempre nei limiti massimi previsti per la strada. Va tenuto distinto dalla fine di un limite massimo di velocità, che è tutt'altra prescrizione, e dalla fine di un limite di lunghezza massima per i complessi di veicoli, che riguarda un'altra categoria di veicoli: scambiare l'una per l'altra è l'errore più comune su questo segnale.
Gli obblighi di arresto: dogana, posto di blocco, casello autostradale
Il segnale Alt-dogana segnala un varco doganale con un paese extracomunitario al quale è obbligatorio fermarsi: bisogna rallentare e arrestarsi anche se non si hanno oggetti o merci da dichiarare. Non è un semplice preavviso della vicinanza di un controllo, è l'obbligo stesso di fermarsi in quel punto.
Il segnale Alt-polizia segnala un posto di blocco stradale istituito da organi di polizia al quale è obbligatorio fermarsi. È un segnale a impiego mobile: va posizionato a una distanza dal posto di blocco tale da essere avvistato in sicurezza e in tempo utile, tenendo conto delle condizioni della strada e della velocità con cui normalmente vi si transita, e viene ripetuto proprio all'altezza del punto di arresto. Vicino ai confini può comparire anche nella lingua dello stato confinante.
L'esame prova a spostare il senso di questo obbligo in più modi: il segnale non impone di dare la precedenza ai mezzi della polizia, impone semplicemente di fermarsi; non significa "rallenta, pronto a fermarti se un agente te lo segnala", perché l'arresto è già previsto dal segnale stesso e non è condizionato a un gesto successivo; e non annuncia la presenza di un comando dei carabinieri o di un commissariato nelle vicinanze — segnala un blocco stradale attivo, non un edificio.
Il segnale Alt-stazione segnala un accesso autostradale controllato al quale è obbligatorio fermarsi, tipicamente per le operazioni di pedaggio al casello.
La circolazione rotatoria obbligatoria
Il segnale di circolazione rotatoria è posto prima dello sbocco su un'area dove è prescritta la circolazione rotatoria — un incrocio, una piazza — e si trova sul lato destro della strada, prima dell'incrocio stesso. Obbliga i conducenti a circolare secondo il verso indicato dalle frecce che compaiono sul segnale.
Su strade extraurbane, questo segnale di prescrizione è preceduto da un segnale di pericolo distinto: il triangolo di CIRCOLAZIONE ROTATORIA. I due segnali fanno lavori diversi — il triangolo avverte del pericolo dell'incrocio in arrivo, il segnale di prescrizione impone poi il verso di marcia da seguire una volta dentro la rotatoria — e vederli comparire in sequenza, uno dopo l'altro, è la norma su questo tipo di strada.
Il segnale non è collocato sulla colonnina luminosa al centro della rotatoria: sta prima dell'incrocio, non al suo interno. Confondere la sua posizione con quella dell'isola centrale è un altro modo in cui l'esame trasforma una domanda vera in falsa.
Riconoscere la fine di una prescrizione
Un segnale con una barra obliqua che attraversa il pittogramma indica il punto in cui finisce il pericolo, il divieto, l'obbligo o la precedenza a cui è abbinato. La barra da sola non dice quale prescrizione stia cessando: va letta insieme al pittogramma che porta, esattamente come per il segnale che chiude.
È qui che l'esame gioca sulla somiglianza tra prescrizioni vicine: una fine del limite minimo di velocità, che toglie un pavimento, non è la stessa cosa di una fine del limite massimo di velocità, che toglie un tetto, e nessuna delle due ha a che fare con la fine di un limite di lunghezza massima per i complessi di veicoli, che è un'altra prescrizione ancora, per un'altra categoria di veicoli.
Il criterio resta lo stesso in ogni caso: la barra chiude esattamente ciò che il segnale corrispondente, senza barra, aveva aperto. Per rispondere correttamente non serve indovinare, serve identificare quale obbligo era in vigore un attimo prima — catene, velocità minima o direzione in rotatoria — perché è esattamente quello che, da quel punto, cessa.
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