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Segnali di indicazione

Sensi unici, corsie e piazzole

I segnali che organizzano il flusso senza appartenere ai divieti tradizionali.

Il segnale conferma che il tratto di strada su cui è installato è a senso unico: da quel punto la circolazione avviene in un solo verso, per questo la frase è VERO.
Il pittogramma vieta la corsia di sinistra agli autocarri con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate: gli altri veicoli restano liberi di usare entrambe le corsie, quindi la frase è VERO.
Il segnale indica una piazzola ricavata a lato della carreggiata per effettuare una fermata fuori dalla corsia di marcia: la frase descrive esattamente questa funzione, quindi è VERO.

Il senso unico: cosa dice il segnale e cosa ne consegue

Il segnale di senso unico frontale è un rettangolo che segna l'inizio del tratto: da quel punto la circolazione avviene in un solo verso. È un'indicazione, non un avviso generico posto prima del tratto interessato: il punto in cui è piantato è già l'inizio della strada a senso unico.

La conseguenza diretta è che dopo il segnale è vietata l'inversione di marcia, perché tornare indietro significherebbe percorrere la strada nel verso opposto a quello consentito. Non è invece vero che il segnale imponga di proseguire diritto: ai successivi incroci restano valide le regole ordinarie di svolta, il senso unico riguarda solo il verso di marcia sulla carreggiata su cui è stato incontrato, non la traiettoria da tenere.

Esiste una seconda versione, il senso unico parallelo, che si riconosce dalla freccia: qui il vincolo di un solo verso di marcia scatta soltanto dopo che il conducente ha svoltato nella direzione indicata dalla freccia. Prima della svolta la strada che si sta percorrendo può restare a doppio senso; è solo una volta imboccata la direzione segnalata che l'inversione di marcia diventa vietata.

Anche qui la lettura sbagliata classica è trasformare un'indicazione in un divieto diverso da quello reale: il segnale non vieta di proseguire diritto per chi non svolta, vieta l'inversione di marcia per chi ha svoltato nel senso della freccia.

L'inversione di marcia sulle strade a carreggiate separate

Su una strada a carreggiate separate — cioè divisa da uno spartitraffico centrale, come una strada extraurbana principale o un'autostrada — non si può semplicemente girare per tornare indietro. Il segnale di inversione di marcia indica che in quel punto esiste una struttura pensata apposta per farlo: un cavalcavia o un sottopassaggio che collega le due carreggiate.

Il colore distingue il contesto: se il segnale è a fondo verde, la struttura si trova su un'autostrada. È inoltre da non confondere con il segnale di inizio strada extraurbana principale, che ha un impianto grafico simile ma comunica un'informazione del tutto diversa: quello segna il tipo di strada su cui si sta entrando, non la presenza di un punto per invertire la marcia.

Poiché si tratta comunque di un segnale di indicazione, comunica solo che la struttura esiste: non obbliga nessuno a usarla né vieta di proseguire. È esattamente questo il punto su cui si costruiscono le domande più insidiose: leggere il segnale come se obbligasse a invertire il senso di marcia, o come se lo vietasse, o come se preavvisasse un obbligo di farlo più avanti, è sempre una lettura falsa. Il segnale si limita a informare il conducente che, se ne ha bisogno, in quel punto può tornare sui suoi passi senza dover proseguire fino alla prossima uscita.

Quando cambia il numero delle corsie

Un'altra famiglia di segnali di indicazione avverte che il numero di corsie percorribili sulla carreggiata sta per cambiare: può trattarsi di un aumento, ad esempio da una a due corsie, oppure di una diminuzione, come una riduzione da tre corsie a due. In entrambi i casi il segnale mostra graficamente la nuova disposizione della carreggiata, non un semplice avviso di pericolo generico.

Questi segnali possono essere abbinati a un pannello integrativo che indica la distanza tra il segnale stesso e il punto preciso in cui la modifica si verifica, sia che si tratti del punto in cui compare la corsia in più, sia che si tratti del punto in cui la carreggiata si restringe.

Il tranello più comune consiste nel leggere questi segnali come un divieto di cambiare corsia: non lo sono. Segnalano una variazione della geometria della carreggiata più avanti, non impediscono al conducente di spostarsi tra le corsie esistenti prima di arrivarci.

Corsie assegnate per categoria di veicolo, velocità o destinazione

Sulle strade extraurbane esiste un segnale che assegna l'uso delle corsie in base alla categoria del veicolo: la corsia di sinistra è vietata agli autocarri con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Tutti gli altri veicoli — autovetture, motocicli e anche gli autocarri sotto quella soglia — restano liberi di circolare su entrambe le corsie, perché la corsia di sinistra resta destinata al transito normale di tutti gli altri veicoli.

La soglia è ciò su cui si gioca la domanda: dire che gli autocarri sopra 3,5 tonnellate possono circolare solo sulla corsia di sinistra capovolge la regola, ed è falso allo stesso modo dire che il divieto riguarda tutti gli autocarri senza distinzione di peso. Il segnale, inoltre, non è legato al tipo di circolazione della strada: si trova sia su tratti a senso unico sia su tratti a doppio senso, quindi restringerlo a uno solo dei due casi è sempre una lettura sbagliata.

Un segnale diverso assegna invece la corsia in base alla velocità minima da mantenere. I riferimenti sono precisi: chi viaggia a 50 km/h deve tenere la prima corsia di destra, mentre chi viaggia a 100 km/h può percorrere la corsia centrale; chi viaggia a 80 km/h non può restare sulla corsia di sinistra. In ogni caso restano validi i limiti massimi generali: nessuna corsia autorizza a circolare a 160 km/h, la velocità minima per corsia non sostituisce il tetto massimo consentito sul tipo di strada.

Distinti da entrambi sono i segnali di preselezione per destinazione, tipici prima di uno svincolo o di un incrocio importante: indicano su quale corsia portarsi in base alla meta, ad esempio verso sinistra per chi è diretto a Bari o a Terni, verso destra per chi va verso il centro città o verso Pescara. Vanno letti come un'informazione sulla posizione da tenere, non come l'ordine di eseguire una manovra in quel preciso istante: dire che il segnale «obbliga a cambiare corsia» in quel punto esatto per raggiungere una città forza un significato che il segnale non ha.

Le piazzole di sosta

Sulle strade extraurbane il segnale di piazzola indica uno spazio ricavato a lato della carreggiata, pensato per permettere una fermata senza restare fermi sulla corsia di marcia. Anche questo segnale può essere abbinato a un pannello integrativo che indica la distanza tra il punto in cui è posto il segnale e la piazzola stessa, con la stessa logica dei pannelli di distanza già visti per i cambi di corsia.

Non c'è però alcun limite di tempo legato al segnale: leggere nella piazzola un vincolo di sosta massima di tre ore è un'aggiunta che il segnale non contiene. Il segnale si limita a indicare dove è possibile fermarsi in sicurezza fuori dalla carreggiata, senza dire per quanto tempo.

Va tenuta distinta dalle informazioni di servizio vere e proprie, come le aree attrezzate o i punti di assistenza trattati altrove: la piazzola, da sola, segnala solo uno spazio laterale per fermarsi.

I numeri da controllare prima di rispondere

Le domande su questi segnali si vincono quasi sempre controllando due cose: quale verbo usa la frase e quale numero cita.

Sul verbo: se una frase trasforma un'indicazione (senso unico, inversione di marcia, corsie, piazzola) in un obbligo o in un divieto che il segnale non contiene, la risposta è quasi certamente FALSO. Il segnale organizza il flusso, non lo comanda, salvo il caso specifico della corsia vietata agli autocarri sopra soglia.

Sul numero: gli unici valori da ricordare per questo gruppo di segnali sono 3,5 tonnellate come soglia che esclude gli autocarri dalla corsia di sinistra, e la coppia 50/80/100 km/h che assegna la corsia in base alla velocità minima tenuta, con il tetto massimo generale sempre valido anche lì.

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Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

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