Segnali di indicazione
Centri abitati, località e direzioni
Leggere nomi, colori e frecce per capire il contesto stradale.
Il colore dice che strada stai percorrendo
Un segnale di identificazione con un numero fa sempre lo stesso lavoro — dichiara il tipo di strada che si sta percorrendo — ma il colore del fondo cambia completamente il significato di quel numero. La strada statale n. 2 compare su fondo blu, cioè su una strada extraurbana; l'autostrada n. 25 compare su fondo verde. Stesso schema grafico, rete stradale diversa: è il colore, non la forma, a distinguerle.
Questi segnali di identificazione raramente compaiono da soli. Il numero della statale si può trovare all'interno di un segnale di preavviso di bivio stradale; il numero dell'autostrada si può trovare all'interno di un segnale di preavviso di svincolo autostradale e, quando è abbinato a una freccia, indica la direzione per un casello autostradale — non una distanza da percorrere.
Esiste un terzo tipo di numero, più raro e per questo un classico tranello d'esame: l'itinerario internazionale, ad esempio il n. 55, identifica la classificazione internazionale della strada. Non indica un'autostrada, non indica una distanza e non indica una velocità massima. Leggerlo come "uscita autostradale n. 55" significa confondere due sistemi di numerazione che non hanno nulla in comune: uno classifica un itinerario, l'altro conta le uscite di una singola autostrada.
Il marrone, infine, è riservato alle località turistiche: quando un nome compare scritto su quel fondo all'interno di un pannello di indicazione, quella è la meta turistica segnalata — non un centro abitato ordinario, che viene sempre scritto su fondo bianco o, nei pannelli di itinerario, su fondo blu.
Il segnale bianco con il nome del paese
Il segnale bianco con il nome scritto sopra, posto all'inizio di un centro abitato su tutte le strade d'ingresso alla località, identifica la località raggiunta. Non indica una direzione da seguire: quando lo si legge, la destinazione è già stata raggiunta, non c'è più una freccia da interpretare. Per questo affermare che "indica la direzione da seguire per raggiungere" quella città è sbagliato — il segnale guarda indietro, non avanti.
Lo stesso cartello, barrato da una striscia rossa, indica la fine del centro abitato. Con quella fine termina anche il limite massimo di velocità di 50 km/h valido nei centri abitati e il divieto di segnalazioni acustiche: uscendo dalla località si lasciano quegli obblighi, non se ne aggiungono di nuovi.
Sotto il nome barrato, un pannello blu elenca le prossime località raggiungibili, in ordine di lontananza, e per ognuna riporta la propria distanza chilometrica. È un elenco a distanze diverse, non un'unica distanza applicata a tutte le voci: leggere quel pannello come se ogni città elencata fosse ugualmente lontana è l'errore più comune davanti a questo segnale.
Al confine con uno Stato estero si trova un altro segnale, questa volta con quattro riquadri sovrapposti: dall'alto verso il basso indicano i limiti massimi di velocità generali in vigore in Italia — 50 km/h nei centri abitati, 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie, 110 km/h sulle strade extraurbane principali, 130 km/h in autostrada. Il primo riquadro, quello più in alto, è sempre il valore urbano: attribuirgli un altro numero della lista significa scambiare una riga della tabella con un'altra.
Cosa misura davvero il numero sul cartello
Il segnale di itinerario extraurbano, posto su autostrade o su strade extraurbane principali, riporta in basso una distanza: quella tra il segnale e il prossimo svincolo d'uscita, non quella fino alla città che compare al centro del pannello. Se lo svincolo per Frosinone è indicato a 500 metri, significa che tra 500 metri si lascia la strada attuale per imboccare l'uscita — non che tra 500 metri si arriva a Frosinone.
Da questo discende un secondo errore tipico: non tutte le località elencate sul pannello condividono quella distanza. I 500 metri appartengono allo svincolo; il pannello si limita a indicare quali città si raggiungono prendendo quell'uscita, ciascuna con il proprio percorso successivo.
Sulle autostrade, il segnale di progressiva distanziometrica riporta due numeri indipendenti sullo stesso cartello verde: a sinistra la distanza progressiva percorsa dal punto d'inizio dell'autostrada — ad esempio il chilometro 54 — e a destra la distanza mancante al casello d'uscita indicato — ad esempio 4 chilometri per Piacenza. Sono due misure diverse lette sullo stesso segnale, una che guarda da dove si viene e una che guarda dove si esce.
Il segnale di conferma autostradale mostra invece, a destra di ogni nome, la distanza delle località raggiungibili lungo l'itinerario, elencate in ordine di raggiungimento: prima la più vicina, poi le successive via via più lontane. Leggerlo come se, uscendo al primo casello indicato, si potessero raggiungere subito tutte le località elencate capovolge la logica del segnale: è una sequenza di uscite progressive, non un unico casello che porta ovunque.
Bivi, diramazioni e rotatorie
In autostrada non esistono incroci: due carreggiate che si separano vengono segnalate da un preavviso di diramazione, non di incrocio, perché le direzioni si dividono invece di incontrarsi. Un tipico preavviso di diramazione indica, ad esempio, di proseguire diritto per Bologna e di svoltare a sinistra per l'aeroporto di Linate.
In città, il preavviso di incrocio urbano riporta i nomi dei luoghi raggiungibili a ogni svolta — ad esempio destra per la stazione ferroviaria e il centro, diritto per Sora e Napoli — ma non riporta mai il numero della strada da percorrere per ciascuna destinazione: quel dato semplicemente non compare su questo tipo di segnale.
Quando l'incrocio è regolato da una rotatoria, il segnale aggiunge lo schema della rotatoria stessa e assegna un'uscita a ogni meta: ad esempio la prima traversa a destra per Forlì, la seconda per la tangenziale, la terza per il centro città. Lo schema disegnato è ciò che permette di scegliere l'uscita prima ancora di entrare nella rotatoria.
Sulle strade urbane a più corsie, il pannello di preselezione sostituisce il preavviso di incrocio e assegna una corsia a ogni destinazione già prima dell'incrocio: chi è diretto alla località turistica, scritta su fondo marrone, si immette nella corsia di mezzo; chi è diretto a Terni occupa la corsia di sinistra; chi punta al centro della città resta sulla corsia di destra. La corsia, qui, è parte dell'indicazione tanto quanto il nome.
Segnali di servizio lungo il percorso
Il segnale che riporta i dati della polizia stradale — località, via e numeri di telefono — indica dove e come contattare il comando più vicino: è un'informazione di servizio, non l'annuncio di un posto di controllo sulla carreggiata.
Il segnale S.O.S. indica la presenza di un dispositivo di chiamata da usare in caso di soccorso stradale, funzionante 24 ore su 24: è un punto di assistenza, non un obbligo di fermata.
Il preavviso di galleria autostradale ricorda di non sostare e di non fermarsi in galleria, salvo diversa segnalazione, di spegnere il motore in caso di arresto prolungato, e di tenere ben saldo lo sterzo per affrontare eventuali colpi di vento in uscita. Non riguarda l'illuminazione del tunnel: un tunnel non illuminato è una condizione diversa da quella che questo segnale annuncia.
Segnali facili da confondere
La struttura per l'inversione di marcia — un cavalcavia o un sottopassaggio su una strada a carreggiate separate — non è un incrocio a raso: è un passaggio a un livello diverso, costruito apposta per tornare indietro senza incrociare il traffico opposto sullo stesso piano stradale. Se il fondo del segnale è verde, la struttura si trova in autostrada.
Questo stesso segnale va tenuto distinto dal segnale di inizio strada extraurbana principale, che ha una forma simile ma un significato completamente diverso: uno annuncia una manovra possibile, l'altro annuncia una classificazione di strada.
Fuori dai centri abitati, il segnale di attraversamento pedonale — quello posto direttamente in corrispondenza delle strisce — si trova dopo il segnale di pericolo che lo preannuncia. I due non occupano la stessa posizione: il segnale di pericolo anticipa l'attraversamento a distanza, quello di indicazione ne segna il punto esatto.
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