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Prevenire gli incidenti stradali

Coinvolti in un incidente

Obblighi del conducente, messa in sicurezza e comportamento in galleria.

Domanda 5429: il pannello verde posto all'interno di una galleria indica una via di fuga, quindi l'affermazione è VERO; è il riferimento da seguire quando bisogna abbandonare il veicolo in caso d'incendio.
Domanda 6740: il pannello con la figura di un estintore, in galleria, segnala un estintore di emergenza; l'affermazione è VERO e mostra che i pannelli interni indicano dispositivi di sicurezza.
Domanda 3878: lo stesso tipo di pannello non impone di tornare indietro all'imbocco della galleria, perciò l'affermazione è FALSO: indica un servizio, non un obbligo di inversione.

Gli obblighi di chi è coinvolto

Il conducente coinvolto in un incidente stradale ha l'obbligo di fermarsi e di prestare assistenza agli eventuali feriti. Non è una scelta di buona educazione: è un obbligo di legge, di natura penale e amministrativa, e comprende accertare se ci sono feriti, prestare il primo soccorso possibile e chiamare i soccorsi. Per questo è FALSO che chi è coinvolto debba allontanarsi sempre e subito dal luogo dell'incidente, ed è altrettanto FALSO che basti aspettare l'arrivo dei soccorsi senza fare nulla.

Il secondo obbligo riguarda i dati. Il conducente deve fornire le proprie generalità e gli estremi della patente, della targa e dell'assicurazione del veicolo alle persone danneggiate. Sono le informazioni che servono per redigere il verbale e per le pratiche assicurative: chi le nega rende impossibile a chi ha subito il danno di far valere i propri diritti.

Il terzo obbligo è meno intuitivo: il conducente deve evitare che vengano modificate le tracce, se occorre ricostruire la dinamica dell'incidente. Segni di frenata, posizione finale dei veicoli e detriti raccontano come sono andate le cose; alterarli significa falsare la ricostruzione. Questo principio spiega anche perché certe affermazioni d'esame sono false, come vedremo nella sezione sulla messa in sicurezza.

Infine la denunzia all'assicurazione. Il conducente coinvolto può avvalersi degli appositi moduli prestampati forniti dalla propria assicurazione: contengono i dati anagrafici, la descrizione dell'incidente e gli eventuali testimoni. Compilarli correttamente serve a rispettare i termini previsti dal contratto. La domanda è VERO perché la legge consente questo strumento, non perché ne imponga uno specifico formato al di là del contratto.

Mettere in sicurezza la zona

Dopo un incidente il conducente deve mettere in sicurezza la zona: accendere le luci di emergenza, segnalare con il triangolo, prestare soccorso alle persone ferite se possibile e chiamare i soccorsi. Il segnale mobile di pericolo è il triangolo che si colloca sulla strada, dietro al veicolo, in modo che chi arriva lo veda in tempo.

Le domande sfruttano la confusione su dove e quando si usa. È FALSO che il segnale mobile vada apposto sul lunotto posteriore prima di andar via: il triangolo non è un adesivo da lasciare sul veicolo, è un dispositivo di presegnalazione da collocare sulla carreggiata finché il pericolo esiste. Allo stesso modo è FALSO che sia obbligatorio coprire il veicolo con un telo di plastica: la messa in sicurezza serve ad avvisare gli altri utenti, non a nascondere il mezzo.

È FALSO anche che si debba collocare subito il veicolo sul marciapiede. Spostare i veicoli d'impulso contrasta con l'obbligo di non modificare le tracce, e non è una misura che il conducente sia tenuto a prendere in ogni caso. Quando un veicolo occupa la carreggiata e non può essere spostato, la regola è un'altra: presegnalarlo con il triangolo.

Sulla posizione del triangolo la normativa richiede una distanza adeguata, pari a 30 m su strade extraurbane. Se c'è un'intersezione a distanza inferiore a 50 metri, il segnale mobile triangolare va posto dietro al veicolo nella posizione più idonea ad essere avvistato. Con carreggiata a più corsie è FALSO che vada posto sulla corsia immediatamente a sinistra del veicolo fermo o del carico caduto: la logica è farsi vedere da chi sopraggiunge, non spostare il segnale di lato.

Quando la presegnalazione è obbligatoria

Le domande sul segnale mobile di pericolo si somigliano molto e hanno risposte opposte, perché cambia una condizione. Su strada extraurbana, se un incidente provoca l'ingombro della carreggiata per la presenza di veicoli danneggiati che non è possibile rimuovere, il conducente o i passeggeri devono presegnalare la zona con il segnale triangolare mobile di pericolo: è VERO.

Fuori dei centri abitati, di notte, quando mancano o sono insufficienti le luci posteriori di posizione o di emergenza, è obbligatorio presegnalare il veicolo fermo sulla carreggiata: VERO. Lo stesso vale, fuori dei centri abitati e di notte, per ogni carico caduto accidentalmente sulla carreggiata. In entrambi i casi la presegnalazione supplisce a una visibilità insufficiente.

Ora il trucco. La stessa frase con l'aggiunta «anche nei centri abitati» è FALSA, sia per il veicolo fermo dopo un incidente sia per il veicolo con luci posteriori mancanti o insufficienti. La formula «anche nei centri abitati» estende l'obbligo a un ambito che le regole non coprono in modo generale, e per questo l'esame la usa come esca.

Più insidiosa è la frase «obbligatorio, solo di notte». Qui la parola «solo» trasforma una regola condizionata in una regola legata a un unico fattore, l'orario: è FALSO. Ciò che conta è la situazione concreta, cioè l'ingombro della carreggiata e la visibilità del veicolo, non il fatto che sia buio o giorno.

Incendio in una lunga galleria

In un lungo tunnel o traforo la visibilità è limitata e la ventilazione può favorire la propagazione di fumo e fiamme. Per questo, se si formano lunghe file di veicoli, è opportuno aumentare la distanza di sicurezza: dà più tempo per reagire, riduce il rischio di urtare veicoli frenati bruscamente e facilita l'evacuazione se scoppia un incendio. La frase è VERO, e non va confusa con l'idea di stringere le distanze per «non perdere la fila».

In caso d'incendio bisogna abbandonare velocemente il veicolo, seguendo la segnaletica che porta alle vie di fuga o ai luoghi sicuri protetti da porte tagliafuoco. Il Codice della Strada e le norme di sicurezza dei tunnel impongono di evacuare subito, seguendo pannelli luminosi e segnaletica di emergenza verso le uscite di sicurezza.

Che cosa succede se la segnaletica e le istruzioni del personale non coincidono? Bisogna attenersi alle istruzioni vocali del personale di servizio o dei vigili del fuoco, per evitare di incamminarsi nella direzione sbagliata. È FALSO che si debba seguire la segnaletica di emergenza anche in netto contrasto con gli ordini vocali dei vigili del fuoco: gli operatori valutano la situazione in tempo reale, e la via di fuga può cambiare rispetto a quella segnalata. Ignorare le loro indicazioni è una delle cause più comuni di panico e di percorsi sbagliati.

Due dettagli collegati. Il segnale che preavvisa una galleria autostradale ricorda di non sostare e di non fermarsi in galleria, salvo diversa segnalazione, e di spegnere il motore in caso di arresto prolungato. E in caso di arresto prolungato per una fila di veicoli è FALSO che azionare il ricircolo dell'aria sia dannoso: il ricircolo riduce l'ingresso dei fumi di scarico e migliora la qualità dell'aria interna.

I pannelli dentro la galleria

All'interno di una galleria compaiono pannelli che indicano servizi, non divieti. Il segnale verde con la figura di una porta o di una freccia indica l'uscita di emergenza, cioè una via di fuga: la frase che lo dichiara è VERO. Il segnale con la figura di un estintore indica la presenza di un estintore di emergenza: anche questa è VERO.

Da qui l'errore che l'esame propone: il pannello che «obbliga a tornare indietro all'imbocco della galleria» è FALSO. Il pannello non è un divieto di ingresso né un ordine di inversione; segnala un servizio, come la via di fuga o l'estintore, e non impone alcuna manovra verso l'imbocco.

Il metodo per non sbagliare è chiedersi che cosa fa il segnale: un segnale di obbligo o di divieto ordina o vieta un comportamento; un pannello di servizio informa dove trovare qualcosa. Nelle tre figure viste, l'informazione riguarda sempre un dispositivo o un percorso di sicurezza.

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Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

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