Torna alla Home

Precedenze e ordine di passaggio

Incroci: ricostruire l’ordine di passaggio

Allenati a leggere destra, sinistra e segnali senza farti bloccare dalle lettere dei veicoli.

Domanda 4575 (VERO): il veicolo N svolta a sinistra e si ferma al centro dell'incrocio, e R lo attraversa dopo. Mostra che chi svolta a sinistra può portarsi al centro e attendere, cedendo il passo a chi procede diritto.
Domanda 5398 (FALSO): il filobus R non circola su rotaie e quindi non rientra tra i veicoli che precedono tutti; per lui vale il criterio della destra come per gli altri veicoli.
Domanda 699 (FALSO): la velocità non crea diritto di passaggio; l'ordine in figura dipende dalla destra e dai veicoli con precedenza, non da chi arriva più veloce.

La regola di partenza: la precedenza a destra

In un incrocio privo di segnalazioni si ha l'obbligo di dare la precedenza a destra. Lo stesso obbligo vale quando è presente il segnale INTERSEZIONE CON PRECEDENZA A DESTRA. È l'unico criterio di partenza: se nessun segnale e nessun veicolo speciale modifica il quadro, ogni conducente guarda alla propria destra e cede il passo a chi arriva da lì.

Ne discende un caso che le domande ripropongono in forme diverse: se due veicoli giungono contemporaneamente da strade diverse, l'obbligo di dare la precedenza spetta, di norma, a quello che arriva da sinistra, perché l'altro ce l'ha alla propria destra. Non contano invece la larghezza della strada (il veicolo che percorre la strada più stretta non è per questo obbligato a cedere: FALSO) né la velocità: l'affermazione «passa per primo il veicolo più veloce» è FALSO, perché la velocità non genera alcun diritto di passaggio.

Il secondo errore tipico è credere che la destra libera basti. La domanda «il veicolo P passa per primo perché ha la destra libera» è FALSO: una destra libera è una condizione necessaria per non dover cedere a destra, ma non dice nulla su chi ha priorità per altri motivi, come un segnale o un veicolo che precede tutti. Per lo stesso motivo è FALSO che P debba dare la precedenza «solo al veicolo proveniente dalla sua destra»: quella parola, «solo», ignora tutti gli altri obblighi descritti nel prossimo paragrafo.

Attenzione anche alla durata: chi svolta a sinistra non può dire di avere la destra libera «durante tutta la manovra di svolta». La domanda che lo afferma è FALSO, perché mentre il veicolo si sposta nell'incrocio la sua destra cambia e con essa i veicoli da osservare.

Chi non rientra nella regola della destra

Esiste un elenco di casi in cui si ha l'obbligo di dare la precedenza a destra e a sinistra, cioè a tutti. Si tratta del segnale DARE PRECEDENZA, del segnale FERMARSI E DARE PRECEDENZA, dei veicoli circolanti su rotaie (tram, treni) salvo diversa segnalazione, dei veicoli in emergenza (ambulanze, polizia) con dispositivo in allarme (sirena) in funzione, e delle manovre di chi esce da sentieri, mulattiere, parcheggi o passo carrabile, di chi effettua la retromarcia o l'inversione del senso di marcia e di chi si immette nel flusso della circolazione da fermo.

Il veicolo che si trova in una di queste situazioni non partecipa alla gara della destra: cede a chiunque sia già in circolazione. Per questo le domande in cui compare il segnale DARE PRECEDENZA o un veicolo che si immette danno risposte che sembrano ribaltare l'ordine visto in figura. Alla domanda «il conducente del veicolo O deve dare la precedenza a tutti gli altri veicoli» la risposta è VERO proprio perché il conducente di quel veicolo cade in uno dei casi elencati. Al contrario, «il conducente del veicolo A deve dare la precedenza a tutti i veicoli» è FALSO quando la figura non lo colloca in nessuno di quei casi: senza un segnale o una manovra di immissione, cede solo a chi ha la destra occupata.

Il tram è il caso che genera più errori. Nelle domande in cui un veicolo passa «insieme al tram» (FALSO) o «contemporaneamente al veicolo B, ma dopo il tram» (FALSO) la posizione del tram è il punto fermo da cui ricostruire il resto: chi circola su rotaie precede gli altri. Il filobus, invece, non circola su rotaie e non rientra nell'elenco: «il veicolo R (filobus) ha la precedenza sugli altri veicoli» è FALSO.

L'espressione «salvo diversa segnalazione» va letta alla lettera. La precedenza dei veicoli su rotaie non è un dogma: un segnale o un agente possono modificarla, e l'esame lo sa. Questa è la ragione per cui non si può risolvere una figura solo con il criterio geometrico destra-sinistra: prima si cerca il veicolo speciale o il segnale, poi si applica la destra ai veicoli restanti.

La svolta a sinistra e il centro dell'incrocio

In un incrocio senza rotatoria, per svoltare a sinistra si occupa l'area di sinistra, lasciando a destra il centro dell'incrocio. In pratica la parte destra del proprio veicolo resta più vicina al centro: così non si invade la corsia opposta e si rispetta l'ordine di passaggio. Su una strada a doppio senso di marcia le formule corrette sono quelle che dicono «lasciare il centro dell'incrocio alla nostra destra» oppure «occupare l'area sinistra dell'incrocio, salvo diversa segnalazione».

Le versioni sbagliate sono due, e i testi le ripetono in molte varianti. La prima: «per svoltare a sinistra bisogna girare intorno al centro dell'incrocio». È FALSO, salvo il caso in cui è presente il segnale di rotatoria, dove la stessa manovra («girare intorno al centro dell'incrocio») diventa VERO. La seconda: «effettuare la svolta occupando sempre il lato destro dell'incrocio». È FALSO, e la parola che la rovina è «sempre».

Chi svolta a sinistra può portarsi al centro dell'incrocio e attendere lì il transito dei veicoli che procedono diritto in senso opposto o da destra: «il veicolo N, dopo essersi portato al centro dell'incrocio, deve attendere il transito dei veicoli R e A» è VERO, così come «il veicolo N può concludere la manovra di svolta a sinistra dopo il transito dei veicoli R e A». E, in modo speculare, «R attraversa dopo che N si è fermato al centro» è VERO.

Ma questa possibilità non è un diritto di tutti. «Qualunque veicolo può impegnare l'incrocio e fermarsi al centro di esso» è FALSO, e altrettanto FALSO è «il veicolo T impegna per primo l'incrocio, ma deve fermarsi al centro di esso». Si ferma al centro solo chi, per la posizione che ha in figura, deve cedere a chi arriva dopo; chi ha la via libera attraversa senza fermarsi.

Un'ultima trappola: «il veicolo B deve impegnare per ultimo l'incrocio perché svolta a sinistra» è FALSO. La svolta a sinistra non pone di per sé il veicolo in ultima posizione: l'ordine deriva dalla precedenza a destra e dai veicoli speciali, non dalla direzione scelta.

Leggere le sequenze di passaggio

La forma più frequente è l'elenco di lettere: «i veicoli transitano nell'ordine: R, A, C». Con tre veicoli le disposizioni possibili sono sei e la figura ne ammette una sola. Lo si vede confrontando frasi quasi identiche: per la stessa terna «R, A, C» è VERO, «R, C, A» è FALSO; per un'altra terna, «R, A, T» è VERO, mentre «T, A, R» e «R, T, A» sono entrambe FALSO. Cambiare posto a due lettere basta a rendere falsa la frase, quindi non conviene mai fermarsi al primo veicolo giusto.

Una figura si ricostruisce per esclusione dai casi assoluti: prima chi precede tutti (tram, veicolo con precedenza da segnale), poi chi cede a tutti (DARE PRECEDENZA, immissione), poi i veicoli restanti con la destra. La sequenza corretta scende da questa catena: ogni veicolo passa dopo tutti quelli a cui deve cedere. È il ragionamento che sta dietro a frasi come «il veicolo A deve attendere il transito dei veicoli C ed R» oppure «il veicolo L deve attendere il transito dei veicoli E e C»: elencano i veicoli a cui si cede, e basta un veicolo di troppo o mancante per renderle FALSO.

Il passaggio contemporaneo è ammesso quando i percorsi non si intralciano. «I veicoli T e B possono transitare contemporaneamente» e «i veicoli L e H passano contemporaneamente per primi» sono VERO; «C e A passano contemporaneamente dopo il veicolo L» è VERO; «i veicoli D e N passano contemporaneamente dopo che è passato il veicolo R» è VERO. Se invece la figura mette due veicoli in rapporto di precedenza fra loro (uno ha l'altro alla propria destra), la contemporaneità è FALSO, come in «i veicoli H e B possono passare contemporaneamente» o «i veicoli D e N passano contemporaneamente», senza la condizione che li rende compatibili.

Le parole di posizione vanno lette con la stessa cura delle lettere. «Per primo», «per ultimo», «subito dopo», «dopo i veicoli X e Y» non sono equivalenti: «il veicolo A transita subito dopo il veicolo C» è più forte di «passa dopo il veicolo C», perché esclude qualunque veicolo in mezzo. Vale lo stesso per i verbi: impegnare l'incrocio è l'ingresso («il veicolo D è il primo ad impegnare l'incrocio», VERO) e disimpegnare o concludere l'attraversamento è l'uscita («il conducente del veicolo R conclude per primo l'attraversamento», VERO). Chi entra per primo non necessariamente esce per primo.

Prudenza, semaforo e agente

Il diritto di passare non cancella il dovere di prudenza. «Tutti i veicoli devono usare prudenza nell'attraversare l'incrocio» è VERO; «nessuno dei veicoli deve moderare la velocità» è FALSO, anche quando la figura mostra un ordine di passaggio perfettamente definito. Lo stesso vale per i segnali di precedenza: il segnale che dà la precedenza impone comunque di rallentare, accertandosi che i veicoli incrocianti siano disposti a cederla.

Un semaforo regola il passaggio dei veicoli in un incrocio e, finché funziona, sostituisce il criterio della destra. Quando invece la luce gialla lampeggia, oppure il semaforo è spento o guasto, si torna a impegnare l'incrocio con prudenza, dando la precedenza ai veicoli provenienti da destra, salvo diversa segnalazione. Il segnale che dà la precedenza sui veicoli delle strade secondarie perde la sua efficacia in presenza di un agente che regola il traffico: le indicazioni dell'agente prevalgono sulla figura.

Per i segnali che stabiliscono chi ha il diritto di precedenza sulla strada, con i relativi pannelli, si rimanda all'articolo Diritto di precedenza: leggere il segnale giusto; per l'ingresso nell'anello si veda Rotatorie: ingresso, anello e uscita.

Continua con la pratica

Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

Apri la pratica collegata