Precedenze e ordine di passaggio
Diritto di precedenza: leggere il segnale giusto
Capire quando la strada principale ti protegge e quando devi comunque rallentare.
Senza segnali vale la precedenza a destra
Il punto di partenza è uno solo: negli incroci privi di segnalazioni si ha l'obbligo di dare la precedenza a destra. La stessa regola vale quando l'incrocio è preannunciato dal segnale «INTERSEZIONE CON PRECEDENZA A DESTRA», che non crea un obbligo nuovo ma avverte che si sta arrivando a un incrocio dove si applica la regola generale. Il segnale preannuncia l'incrocio, di norma a 150 metri, e prescrive di procedere a velocità particolarmente moderata, di dare precedenza ai veicoli provenienti da destra e di assicurarsi che quelli provenienti da sinistra siano disposti a darla.
Questo spiega la coppia di domande che sembrano dire la stessa cosa e hanno risposte opposte. «Se ad un incrocio giungono contemporaneamente da strade diverse due veicoli, l'obbligo di dare la precedenza spetta, di norma, al conducente del veicolo che arriva da sinistra» è VERO: chi ha l'altro veicolo alla propria destra deve cedere. La versione in cui l'obbligo spetta a chi percorre «la strada più stretta» è FALSO, perché la precedenza non dipende dalla larghezza della strada: in assenza di segnalazione conta soltanto da quale lato arriva l'altro veicolo.
Nemmeno il tipo di veicolo cambia la regola. Chi guida un veicolo anche ad elevate prestazioni deve dare, di norma, la precedenza nei crocevia a tutti i veicoli che provengono da destra, e non può approfittare della potenza del proprio mezzo per non dare la precedenza a chi spetta: quest'ultima affermazione è FALSO senza eccezioni.
Attenzione alla parola «di norma»: indica che la regola vale in mancanza di altre indicazioni. Un segnale, un agente o un veicolo in emergenza possono sostituirla, ed è il tema della sezione successiva.
Quando il segnale impone di cedere a destra e a sinistra
Il segnale DARE PRECEDENZA e il segnale FERMARSI E DARE PRECEDENZA cambiano la geometria dell'obbligo: non si cede più solo a destra, ma a destra e a sinistra. Chi li incontra si trova sulla strada secondaria, e tutti i veicoli che percorrono l'altra strada hanno la precedenza, da qualunque lato arrivino.
La differenza tra i due segnali sta nel modo di cedere. Con FERMARSI E DARE PRECEDENZA bisogna arrestarsi e dare la precedenza prima di impegnare l'incrocio: le domande che lo descrivono come obbligo di arrestarsi all'incrocio e di cedere a destra e a sinistra sono VERO. Il segnale che lo preannuncia invita a rallentare perché è prossimo un incrocio in cui bisogna fermarsi e dare la precedenza, e anche in questo caso la risposta è VERO. Chi legge una versione che parla di «solo rallentare» sbaglia: quell'enunciato è FALSO perché trasforma un obbligo di fermata in una semplice cautela.
Il trabocchetto inverso riguarda il segnale di precedenza a destra. Un'affermazione che vi attribuisce l'obbligo di fermarsi è FALSO: quel segnale non impone alcuna fermata, richiede velocità particolarmente moderata e la precedenza ai veicoli provenienti da destra. Un'altra versione lo descrive come incrocio con precedenza rispetto ai veicoli provenienti da sinistra, mentre si dovrebbe cedere a destra: anch'essa è FALSO, perché il segnale non assegna a chi lo incontra alcuna precedenza sui veicoli di sinistra e chiede semplicemente di assicurarsi che ne siano disposti a darla.
Il segnale di precedenza a destra, inoltre, non si trova sul tratto di strada con diritto di precedenza. Se lo si vede, non si è sulla strada principale.
I casi in cui si cede a tutti, con o senza segnali
Esiste un elenco di situazioni in cui si deve dare la precedenza sia a destra sia a sinistra indipendentemente dalla segnaletica dell'incrocio: ai veicoli circolanti su rotaie (tram, treni), salvo diversa segnalazione; ai veicoli in emergenza (ambulanze, polizia) con dispositivo in allarme (sirena) in funzione, fermandosi se necessario; uscendo da sentieri, mulattiere, parcheggi e passi carrabili; quando si effettua la retromarcia o l'inversione del senso di marcia; quando da fermi ci si immette nel flusso della circolazione.
La retromarcia è il caso che l'esame propone più spesso. Il veicolo S che si muove in retromarcia per immettersi nella circolazione deve dare la precedenza a tutti i veicoli in transito, sia da destra sia da sinistra. Le formulazioni che la limitano, «solo ai veicoli che transitano nel suo senso di marcia» oppure «ad eccezione delle biciclette», sono FALSO: la parola «solo» e l'eccezione inventata escludono utenti a cui invece si deve cedere. Lo stesso vale per i pedoni in transito dietro il veicolo, ai quali si deve prestare attenzione e dare precedenza.
Nella stessa manovra alcune azioni sono richieste e altre no. Bisogna azionare l'indicatore di direzione, assicurarsi che la strada sia libera e manovrare con particolare prudenza. Non è invece prevista la segnalazione luminosa di pericolo (le quattro frecce), né l'uso ripetuto del clacson durante l'intera manovra: le domande che le attribuiscono al conducente sono FALSO.
Il mancato rispetto delle norme sull'immissione nel flusso della circolazione comporta, tra l'altro, la perdita di punti dalla patente.
Leggere la figura: chi svolta a sinistra non è per questo ultimo
Molte domande di questo argomento mostrano un incrocio con più veicoli e chiedono a chi deve cedere il veicolo indicato. La regola da applicare è quella di partenza, veicolo per veicolo: si guarda chi ha la destra libera e chi ha un veicolo alla propria destra. La direzione di marcia non è un criterio autonomo. L'affermazione che il veicolo B, «dato che svolta a sinistra, non ha diritto di precedenza su alcun veicolo» è FALSO, come è FALSO che debba impegnare per ultimo l'incrocio soltanto perché svolta a sinistra.
Vale anche il contrario: non è vero che ci si debba preoccupare solo di chi prosegue diritto. Le domande in cui il conducente deve cedere «solo al veicolo che prosegue diritto e non a quelli che svoltano», oppure deve cedere a un autocarro «perché prosegue diritto», sono FALSO. Un veicolo che svolta a destra rispetto a noi resta un veicolo che arriva da destra, e la precedenza gli spetta come a ogni altro.
Nelle domande sull'ordine di transito si applica la stessa logica in sequenza: passa per primo il veicolo che ha la destra libera, gli altri seguono man mano che si libera la loro destra. Se la catena si chiude, con ciascun veicolo che ha un altro alla propria destra, la soluzione non sta in una regola nuova ma nei segnali o nelle indicazioni degli agenti, che prevalgono sulla regola generale.
Per questo le figure vanno lette con attenzione ai segnali disegnati sul bordo strada: la presenza di un segnale DARE PRECEDENZA o FERMARSI E DARE PRECEDENZA su uno dei rami cambia il verdetto anche se le posizioni dei veicoli sono le stesse.
Avere la precedenza non significa passare senza guardare
Il diritto di precedenza è un diritto di passaggio, non un'esenzione dalla prudenza. Chi si avvicina a un incrocio in cui ha il diritto di precedenza non può fare a meno di usare la massima prudenza: l'affermazione contraria è FALSO.
Il motivo emerge dalla regola sulla velocità: negli incroci è obbligatorio ridurre la velocità e all'occorrenza fermarsi per far passare i veicoli cui spetti la precedenza. Chi attraversa ad alta velocità un incrocio avendo diritto di precedenza, in caso di incidente, non può escludersi un concorso di colpa. Per questo sono FALSO sia la domanda che attribuisce la responsabilità solo al conducente proveniente dalla strada senza diritto di precedenza, sia quella che la addossa al conducente che ha impegnato per primo l'incrocio: la responsabilità si ripartisce in base al comportamento di entrambi.
In sintesi, per ogni incrocio conviene porsi tre domande nell'ordine: c'è un segnale DARE PRECEDENZA o FERMARSI E DARE PRECEDENZA sul mio ramo? Sto facendo una manovra (retromarcia, inversione, uscita da passo carrabile, immissione da fermo) che mi obbliga a cedere a tutti? Se nessuna delle due, chi ho alla mia destra? Solo dopo si decide chi passa.
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