Patenti di guida
Validità della patente, documenti e targhe
Quanto dura la patente, quando va confermata o revisionata e cosa serve al veicolo per circolare.
Quanto dura la patente: la scala per fasce di età
Le patenti delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B, BE e BS seguono un'unica scala, e ciò che la governa è l'età che il titolare ha nel momento in cui la patente viene rilasciata o confermata, non la categoria. Fino a 50 anni compiuti la validità è di dieci anni. Tra 50 e 70 anni scende a 5 anni. Tra 70 e 80 anni è di 3 anni. Oltre gli 80 anni è di 2 anni. Più si avanza con l'età, più spesso il medico deve rivedere l'idoneità.
Le domande d'esame prendono questa scala e la sbagliano di proposito in un solo punto. Ecco le formulazioni false che ricorrono: la B «vale cinque anni» per chi non ha superato i 50 anni (FALSO, sono dieci); la BE «vale cinque anni» nella stessa fascia (FALSO, la scala è identica); la B «vale otto anni» tra 50 e 70 anni (FALSO, sono cinque). Il valore inventato cambia, la struttura no: basta ricordare le quattro cifre nell'ordine giusto per smascherarle tutte.
Poiché la scala è comune, la categoria non cambia la risposta. La stessa frase sui dieci anni è vera per la A, per la B e per la BE, purché il titolare non abbia superato i 50 anni. Anche la BS, la B speciale, rientra nell'elenco delle categorie soggette alla scala, e per questo va letta con attenzione quando compare con un'età diversa.
Le domande riportano quasi sempre la clausola «salvo diversa limitazione riportata sul documento stesso o salvo allineamento alla data del compleanno del titolare». Significa che la scadenza può essere ridotta da una limitazione scritta sulla patente oppure spostata per farla coincidere con il compleanno. La clausola non cambia i valori della scala, ma spiega perché nelle domande compare «salvo».
Patente scaduta e limiti dell'età
Con la patente scaduta non si può guidare: non esiste alcun periodo di tolleranza. L'affermazione secondo cui si potrebbe continuare a guidare «per un tempo massimo di tre giorni» è FALSA, perché la regola è che non è possibile in nessun caso continuare a guidare un veicolo con la patente scaduta. Il numero tre è costruito per sembrare un margine ragionevole, ma la norma non ne prevede nessuno.
La scala per età non introduce un limite oltre il quale la patente non si rinnova. Chi afferma che la B «non può essere rinnovata a chi ha superato gli 80 anni» sbaglia: oltre gli 80 anni la patente si può confermare, e ha semplicemente una validità più breve, di 2 anni. Il rinnovo dipende dall'accertamento dell'idoneità, non da un'età massima.
Sul contrario esatto è costruita un'altra domanda: la B «non ha scadenza di validità fino al compimento dei 50 anni». È FALSA. Fino ai 50 anni la patente ha una scadenza, ed è di dieci anni. Le due affermazioni, quella che nega il rinnovo agli ultraottantenni e quella che nega la scadenza ai più giovani, cadono per lo stesso motivo: la validità è sempre limitata nel tempo e cambia solo la durata.
Come si conferma la patente: visita medica, non esame
La conferma di validità è un atto che poggia su un accertamento sanitario. La patente è confermata dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a seguito di accertamento di idoneità psicofisica svolto da un medico autorizzato. Il medico verifica che il titolare sia ancora in possesso dei requisiti fisici e psichici prescritti: se l'esito è favorevole, la patente viene confermata. Sono vere tutte le formulazioni che ripetono questi elementi.
Le formulazioni false cambiano l'autorità o la natura dell'accertamento. La patente non è confermata dal Prefetto e l'accertamento non riguarda i requisiti morali: i requisiti richiesti sono fisici e psichici. Non è confermata nemmeno da una prova tecnica di guida periodica: un esame di guida ripetuto a scadenza non fa parte della conferma ordinaria. Il criterio per scartarle è chiedersi chi decide e su che cosa: decide il Ministero e a valle c'è un medico, mai un esame di guida e mai un giudizio morale.
Un altro errore riguarda chi possiede più categorie. Il titolare che guida veicoli di categoria A e di categoria B non deve sostenere due specifiche visite mediche, una per ciascuna: l'affermazione è FALSA. La conferma riguarda la patente come documento unico, quindi la visita è una sola.
La revisione: quando viene disposta e come finisce
La revisione non va confusa con la conferma. La conferma è il rinnovo ordinario alla scadenza. La revisione è un provvedimento straordinario, che può essere disposto dall'Ufficio Motorizzazione civile oppure dal Prefetto, a seconda del caso. Può comportare l'obbligo di sottoporsi a visita medica, a esame di idoneità tecnica, o a entrambi: la formula corretta è «visita medica e/o esame di idoneità tecnica». Serve a verificare se permangono i requisiti fisici e psichici (vista, udito, riflessi) e le capacità tecniche, cioè la conoscenza della segnaletica e la capacità di guidare correttamente.
I casi in cui può essere disposta sono quelli in cui emerge un dubbio fondato sull'idoneità. Sono veri: il dubbio che il conducente abbia ancora i requisiti fisici e psichici; il dubbio sull'idoneità tecnica alla guida; un incidente grave che ha procurato lesioni a persone; la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti; l'azzeramento dei punti della patente. Anche chi è penalmente e civilmente responsabile di un sinistro può incorrere nella revisione, oltre che nella sospensione o nella revoca.
Le domande false usano motivi che non c'entrano con l'idoneità alla guida. La revisione non è disposta perché si circola su un veicolo altrui senza autorizzazione scritta del proprietario, né perché si guida un'auto storica senza la documentazione prescritta, né perché la revisione del veicolo è scaduta da oltre un anno, né perché si è trovati alla guida senza avere con sé la patente. Sono irregolarità documentali o del mezzo, che hanno le loro sanzioni. Nemmeno la perdita dei requisiti morali giustifica la revisione, perché questa verifica requisiti fisici, psichici e tecnici.
L'esito negativo della visita medica o dell'esame di idoneità comporta la revoca definitiva della patente. Chi non supera l'esame di revisione non ha altre possibilità con un permesso speciale: l'affermazione secondo cui potrebbe ripeterlo altre due volte entro un anno, guidando nel frattempo con un permesso rilasciato dalla Motorizzazione Civile, è FALSA. Per tornare a guidare serve conseguire una nuova patente. Se invece la mancanza dei requisiti psicofisici è provvisoria, si ha la sospensione, fino al recupero dei requisiti.
Cosa serve al veicolo per circolare
Un autoveicolo, per poter circolare, deve essere munito di quattro cose: le targhe, la carta di circolazione, il certificato di assicurazione con il relativo contrassegno, che attesta il pagamento della copertura assicurativa, e il segnale mobile di pericolo (triangolo). Chi guida deve inoltre avere con sé i documenti in corso di validità, patente compresa, e deve esibire la patente a richiesta degli agenti. Le targhe servono a identificare il veicolo e, tramite il registro, a risalire all'intestatario.
Le targhe hanno regole precise sulla loro condizione. Devono essere apposte saldamente e in posizione corretta, essere sempre leggibili, non essere sporche, non essere manomesse o contraffatte e non possono essere piegate: l'idea di piegarle «per adattarle meglio al loro supporto» è FALSA. Anche un veicolo con targa prova può circolare: la targa prova serve proprio a far circolare, per prove tecniche, dimostrazioni o trasferimenti, veicoli non ancora immatricolati o senza targa propria, e il suo uso è regolamentato, non vietato.
È di norma vietato condurre un autoveicolo non immatricolato. Gli autoveicoli usati per le esercitazioni di guida devono avere, sia davanti sia dietro, appositi pannelli retroriflettenti con la lettera «P» (principiante).
Divieti veri e falsi: assicurazione, bollo, proprietà
L'elenco dei casi in cui è vietato usare un autoveicolo sulle strade pubbliche è breve: il veicolo non è coperto dall'assicurazione per la responsabilità civile; non si possiede la patente necessaria per quel tipo di veicolo; il veicolo non è immatricolato. La guida senza aver conseguito la corrispondente patente è considerata reato; l'articolo 116 del Codice della Strada rende illecito guidare senza la patente idonea alla categoria del veicolo.
Le domande false sono costruite su situazioni che sembrano irregolari ma non lo sono. Non è vietato circolare senza avere con sé la ricevuta di pagamento della tassa di possesso (bollo): è un obbligo fiscale, ma la ricevuta non va esposta a bordo, e il controllo avviene tramite gli archivi della Motorizzazione. Non è vietato circolare se la carta di circolazione è intestata a una persona diversa dal conducente: conta che il conducente abbia la patente idonea e che il veicolo sia assicurato. Non è vietato circolare senza il certificato di proprietà: non è richiesto al conducente.
Sull'assicurazione la legge richiede solo la responsabilità civile. La polizza «kasko», che copre i danni al proprio veicolo, è facoltativa, quindi l'affermazione che sia necessaria per circolare è FALSA. Vale il criterio inverso per la copertura: la polizza obbligatoria deve essere valida, e senza responsabilità civile in corso la sanzione è amministrativa e il veicolo può essere fermato.
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