Patenti di guida
Patente a punti, sospensione e revoca
Come si perdono e si recuperano i punti, e cosa comportano ritiro, sospensione e revoca.
La dotazione di punti e le infrazioni che la riducono
Ogni patente di guida ha un'attribuzione iniziale di 20 punti. Non sono 30: i 30 punti sono soltanto il tetto che si può raggiungere con i bonus, e la domanda che presenta 30 come punteggio di partenza è costruita per far scambiare il massimo con il valore iniziale. I punti non aumentano da soli all'inizio e non esistono punti «extra» regalati al conseguimento.
Il punteggio cala soltanto per particolari infrazioni, non per una qualunque violazione del codice della strada. Ne derivano due errori speculari che l'esame sfrutta. Dire che il punteggio diminuisce «quando si commette una qualunque infrazione» è falso, perché molte violazioni comportano solo la sanzione pecuniaria. Dire che diminuisce «esclusivamente» quando l'infrazione comporta la sospensione o il ritiro della patente è falso anche questo, perché i punti si perdono per una gamma di comportamenti più ampia di quelli che portano alla sospensione. L'unica formulazione vera è quella intermedia: il punteggio diminuisce quando si commettono particolari infrazioni.
Il numero di punti sottratti è stabilito dalla legge e varia con la gravità dell'infrazione. Comportano perdita di punti, tra le altre: il superamento dei limiti di velocità di oltre 10 km/h, il mancato rispetto di alcune norme sulla manovra di sorpasso, l'uso del telefono cellulare senza auricolare o viva voce, la circolazione senza casco quando è previsto o con il casco mal allacciato, il mancato rispetto della distanza di sicurezza da cui sia derivato un incidente, il mancato utilizzo o l'uso improprio delle luci, il trasporto in sovraccarico o in sovrannumero, l'omesso uso delle lenti quando prescritte.
A questo elenco si aggiungono le gare di velocità e la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Guardare la condizione è decisivo: gareggiare in velocità su strade pubbliche toglie punti, mentre gareggiare su piste private no, e non conta che chi lo fa abbia meno di 24 anni e la sola patente B. Analogamente, circolare sulla corsia di emergenza in autostrada toglie punti solo «al di fuori dei casi previsti»: la corsia usata nei casi ammessi non è un'infrazione.
Anche le violazioni di sosta possono costare punti quando riguardano spazi protetti. La sosta negli spazi riservati ai veicoli per persone invalide, davanti agli scivoli usati da quei veicoli, nelle corsie riservate ai mezzi pubblici o in prossimità della fermata degli autobus comporta, tra l'altro, la sottrazione di punti. Ma la sosta davanti a un passo carrabile è punita con la sola multa: qui il quesito è vero solo se dice «senza perdita di punti».
Recupero dei punti, neopatentati e tetto per violazione
I punti si recuperano in due modi. Il primo è il corso: la frequenza di apposito corso consente al titolare di patente A o B di recuperare 6 punti, arrivando al massimo a 20 punti. La versione «recuperare 9 punti, fino a 30» è falsa in entrambi i numeri, perché il corso non può mai portare oltre la dotazione iniziale.
Il secondo modo è il tempo. Chi ha meno di 20 punti e per due anni non commette infrazioni con perdita di punti rientra in possesso di tutti i 20 punti: il tempo riporta al totale iniziale, non a 30. Chi ha già almeno 20 punti e resta due anni senza infrazioni ottiene invece un bonus di 2 punti, che diventano 3 se è considerato neopatentato. È con questi bonus, e solo con questi, che si arriva a un massimo di 30 punti totali. Il quesito che afferma che, dopo due anni puliti, chi ha meno di 20 punti «entra in possesso di 30 punti» confonde i due meccanismi.
I neopatentati, cioè chi ha la patente B da non più di tre anni, subiscono la sottrazione del doppio dei punti previsti. Il fattore è due, non tre: la formulazione con il «triplo» dei punti è falsa. Va tenuto separato il raddoppio dovuto all'anzianità di patente da un raddoppio inesistente legato al veicolo: la perdita di punti non raddoppia perché si guida un motociclo di potenza superiore a 35 kW, né perché si guida un'autovettura di potenza superiore a 115 kW.
Quando più violazioni con perdita di punti sono commesse contemporaneamente, si possono decurtare al massimo 15 punti, salvo che si tratti di infrazioni che comportano la sospensione della patente. La variante con «massimo 10 punti» e con l'eccezione riferita alla revoca è falsa: cambiano il numero e cambia il provvedimento richiamato nell'eccezione.
Quando la dotazione è esaurita, il conducente deve sottoporsi a revisione della patente. Non subisce una revoca automatica e non scatta una sospensione contestuale alla comunicazione di azzeramento dei punti: l'esaurimento dei punti porta all'esame di revisione, e solo l'esito di quell'esame può portare alla revoca. Diversa è la regola sulla revisione «per due volte in un anno con almeno 5 punti persi», che non è la causa prevista: la revisione per punteggio segue l'azzeramento.
Le violazioni che non tolgono punti
Una parte consistente dei quesiti verte su comportamenti che sembrano gravi ma non comportano perdita di punti. Guidare senza avere con sé la patente, la carta di circolazione o il certificato di proprietà del veicolo non toglie punti: si tratta di violazioni documentali punite in altro modo. Lo stesso vale per la circolazione con un veicolo che non è stato sottoposto alla prescritta revisione periodica, dove il quesito che collega quella condizione a una perdita di punti è falso.
Altri casi riguardano la categoria del veicolo. Un neopatentato con patente B che circola su autostrada o su strada extraurbana principale non perde punti, perché nessuna norma glielo vieta: per lui valgono limiti di velocità ridotti, e sono i superamenti di quei limiti a essere sanzionati. Allo stesso modo, un'autovettura con otto posti compreso il conducente si guida con la patente B, e usare la B in quel caso è lecito: il quesito che parla di categoria C e di perdita di punti è falso, perché la categoria C dipende dalla massa del veicolo e non dal numero di posti. Un autocarro carico in giorno festivo con massa complessiva a pieno carico inferiore a 3,5 tonnellate non incorre in alcuna perdita di punti.
Guidare un veicolo intestato ad altra persona, senza autorizzazione della Motorizzazione Civile o senza dichiarazione scritta, non toglie punti e non comporta la revoca. Sono quesiti in cui la finzione è credibile perché l'azione suona irregolare, ma la conseguenza indicata non è quella prevista.
Il metodo è sempre lo stesso: quando una frase lega un comportamento a una conseguenza, si controlla se quella conseguenza è davvero prevista per quel comportamento. Molti quesiti FALSO non contengono un errore di fatto sul comportamento, ma attribuiscono la sanzione sbagliata. La stessa omissione dà origine a un'infrazione con punti se riguarda le lenti prescritte sulla patente, e a nessuna perdita di punti se riguarda i documenti di circolazione.
Ritiro immediato e sospensione
Il ritiro è il provvedimento più immediato: viene disposto dagli agenti durante la circolazione. Il ritiro immediato scatta, ad esempio, quando si accerta che il conducente guida con patente la cui validità è scaduta, quando guida in stato di ebbrezza, quando non sistema correttamente il carico mal disposto dopo l'invito degli organi di polizia, quando dall'incidente sono derivate lesioni a persone, quando non rispetta l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie e quando, obbligato a sostenere un esame di revisione, non vi si è sottoposto nei termini prescritti. In genere segue a una violazione che comporta la sanzione accessoria della sospensione.
Il ritiro non è però una conseguenza automatica di ogni infrazione. Non viene ritirata la patente quando il conducente circola in Italia con una patente rilasciata da uno stato estero in cui è residente, né quando trasporta un passeggero in stato di ebbrezza (conta chi guida, non chi è trasportato), né quando circola con pneumatici di dimensioni diverse da quelle riportate sulla carta di circolazione, né quando circola senza avere con sé la carta di circolazione o il certificato di proprietà. Soprattutto, non viene ritirata «tutte le volte» che una violazione comporta una decurtazione di punti: l'espressione «tutte le volte» rende falsa la frase.
La sospensione consiste nel vietare di condurre veicoli per un determinato periodo. È disposta dal Prefetto, dalla Motorizzazione Civile e dall'Autorità Giudiziaria, ed è una sanzione accessoria che deriva dalla violazione di alcuni articoli del codice della strada. A volte non scatta alla prima infrazione, ma quando il conducente ripete la stessa irregolarità per due volte in due anni.
Comportano la sospensione: la circolazione del neopatentato senza rispettare le limitazioni sui veicoli e sulle velocità; il superamento di oltre 40 km/h del limite massimo di velocità; la circolazione sulla corsia di emergenza in autostrada in casi non previsti; la guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o in stato di ebbrezza alcolica; il rifiuto degli accertamenti sullo stato di ebbrezza; la fuga senza prestare soccorso alla persona investita; la circolazione abusiva con veicolo sottoposto a sequestro; la falsificazione o contraffazione dei documenti relativi all'assicurazione del veicolo; la temporanea perdita dei requisiti fisici o psichici; la guida con patente di categoria diversa da quella necessaria per il veicolo condotto. La soglia di 40 km/h va letta con attenzione: il quesito che parla di un superamento di 20 km/h è falso, perché quel margine porta alla perdita di punti ma non alla sospensione.
Molti quesiti FALSO descrivono cause che non portano alla sospensione: circolare con patente sospesa, perdere definitivamente i requisiti fisici, avere dubbi sulla persistenza dei requisiti, non aver pagato nei termini il bollo, guidare senza avere con sé la patente, circolare con patente illeggibile o deteriorata, non saper esibire il segnale mobile di pericolo, non avere più i requisiti morali, sostare negli spazi destinati ai disabili. Circolare con patente sospesa, in particolare, porta alla revoca e non a una nuova sospensione; la perdita definitiva dei requisiti porta anch'essa alla revoca, come si vede nella sezione seguente.
Revoca e revisione: quando la patente si perde davvero
La revoca è disposta dal Prefetto, dalla Motorizzazione Civile e dal Giudice, e consiste nell'annullamento permanente della patente. Non spetta agli organi di polizia: il quesito che attribuisce loro la revoca è falso, perché la polizia dispone il ritiro, non la revoca.
Comportano la revoca: guidare nonostante sia stata disposta la sospensione; invertire il senso di marcia in autostrada o percorrere la carreggiata contro mano; la perdita permanente dei requisiti fisici o psichici; la perdita dei requisiti morali; la sostituzione della patente con un'altra rilasciata da uno Stato estero; l'esito negativo dell'esame di revisione, quando il titolare non risulta più idoneo. Si osservi la coppia sui requisiti: perdita temporanea porta alla sospensione, perdita permanente porta alla revoca. Le due frasi differiscono per una sola parola e hanno risposte opposte.
Non comportano la revoca: guidare con patente scaduta di validità (comporta il ritiro immediato, non la revoca), guidare senza averla con sé, guidare senza le lenti correttive quando prescritte (che toglie punti), guidare un veicolo intestato ad altri senza dichiarazione scritta. Chi è penalmente e civilmente responsabile di un sinistro può incorrere nella sospensione, nella revisione o nella revoca, ma non è «in ogni caso» assoggettato alla revoca; e chi deve risarcire i danni non può certo chiedere, in alternativa, che la propria patente sia revocata.
La revisione è il passaggio intermedio. Viene disposta dal Prefetto e dalla Motorizzazione Civile, con l'obbligo di visita medica o di esame di idoneità tecnica, per verificare se permangono i requisiti fisici e psichici (vista, udito, riflessi) e le capacità tecniche, come la conoscenza della segnaletica e la capacità di guidare correttamente. Può essere disposta dopo un incidente grave con lesioni a persone, dopo la guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, e a seguito di azzeramento dei punti.
L'esito negativo della visita medica o dell'esame comporta la revoca definitiva, e per tornare a guidare bisogna conseguire una nuova patente. La sequenza da ricordare è quindi: punti azzerati, revisione, e solo se l'esame non è superato, revoca. Della validità della patente e dei documenti da portare con sé si occupa un altro articolo di questo capitolo.
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