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Fermata, sosta, arresto e partenza

Dove fermata e sosta sono vietate

I luoghi vietati a entrambe e quelli in cui è vietata solo la sosta.

Domanda 3065: il segnale DIVIETO DI SOSTA vieta la sosta ma consente la fermata, quindi «la fermata è vietata dopo il segnale» è FALSO.
Domanda 3586: il pannello integrativo sotto il segnale DIVIETO DI SOSTA limita il divieto ai giorni e alle ore indicati, quindi l'affermazione è VERO.
Domanda 369: in presenza del segnale che preannuncia i binari non è consentita la sosta né la fermata in corrispondenza o in prossimità di essi; dire che la fermata è consentita è FALSO.

La regola madre: chi non può fermarsi non può nemmeno sostare

Tutta la materia si regge su una relazione a senso unico: in tutti i casi in cui è vietata la fermata è vietata anche la sosta, ma non viceversa. La fermata è la sospensione della marcia per esigenze di brevissima durata, la sosta è una sospensione protratta nel tempo con possibilità per il conducente di allontanarsi. Poiché la sosta è la forma più impegnativa, il legislatore la vieta in un numero maggiore di luoghi: ai divieti comuni aggiunge un secondo elenco, quello dei luoghi in cui ci si può ancora fermare un attimo ma non parcheggiare.

Ne discende il criterio per smontare quasi tutte le affermazioni d'esame. Se un luogo compare tra i divieti di fermata, ogni frase che lo dichiari «vietato solo per la sosta» è FALSO: «La sosta ma non la fermata è vietata sugli attraversamenti pedonali» non regge, perché sugli attraversamenti pedonali sono vietate entrambe. Lo stesso vale per i sottovia, i sovrapassaggi, i fornici e i portici, per i segnali semaforici occultati e per i passaggi a livello.

Il secondo principio riguarda la segnaletica. Quando un divieto di sosta è espressamente previsto da una norma del codice della strada, la sua osservanza non è condizionata dalla presenza di cartelli: vale anche su un marciapiede o su una banchina senza alcun segnale. I cartelli servono a rendere il divieto evidente o a introdurne di nuovi, non a dargli validità. Per questo «l'osservanza è comunque condizionata dalla presenza di cartelli» è FALSO, mentre «non è condizionata» è VERO.

Molti divieti portano però la clausola «salvo diversa segnalazione»: gallerie, sottovia e portici, marciapiedi, banchine, intersezioni nei centri abitati. Qui il cartello ha il ruolo opposto, perché può derogare alla regola generale. Il divieto è la regola, l'eccezione ha bisogno del segnale.

Dove sono vietate sia la fermata sia la sosta

Il primo gruppo riguarda le intersezioni. Nei centri abitati fermata e sosta sono vietate in corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità di esse a meno di 5 metri, salvo diversa segnalazione: chi scrive «in prossimità, a più di 5 metri» ha capovolto la distanza. Fuori dei centri abitati il divieto vale in corrispondenza e in prossimità delle intersezioni, senza il limite dei 5 metri: per questo «la sosta è vietata in corrispondenza delle aree di intersezione ma non in loro prossimità» è FALSO. Identica struttura per i passaggi a livello: vietata la fermata, vietata la sosta, sia in corrispondenza sia in prossimità. Vietate anche sui binari di linee ferroviarie o tranviarie, o così vicino ad essi da intralciare la marcia dei veicoli su rotaia; non c'è differenza tra ferrovia e tram, e «ma non di quelle tranviarie» è una trappola.

Il secondo gruppo riguarda i luoghi dove la visibilità o lo spazio sono ridotti: le gallerie, i sottovia, i sovrapassaggi, i fornici e i portici (sempre salvo diversa segnalazione) e i dossi. Sulle gallerie l'esame prova ogni scorciatoia: «è consentita la sosta nelle gallerie illuminate» è FALSO, perché l'illuminazione non è una deroga; solo la segnaletica lo è. Le curve seguono una regola a due livelli: in curva fermata e sosta sono vietate, e fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento il divieto si estende anche in loro prossimità. Chi afferma che fuori dai centri abitati la sosta «non è vietata in loro prossimità» sbaglia, e sbaglia anche chi ammette «la fermata di breve durata» in curva: la brevità non cancella il divieto. Lo stesso schema, con la stessa estensione alla prossimità, si applica ai dossi.

Il terzo gruppo protegge chi attraversa o segnala. Sugli attraversamenti pedonali fermata e sosta sono vietate sempre; per questo è FALSO che la fermata sia consentita «per far scendere un passeggero». Sono vietate anche sulle piste ciclabili e agli sbocchi di esse: le due frasi che ammettono la fermata sulle piste ma non agli sbocchi, o la sosta di breve durata agli sbocchi, sono entrambe FALSO. Sui marciapiedi il divieto vale salvo diversa segnalazione, e «solo se di breve durata» non lo attenua. Sono vietate in prossimità e in corrispondenza di segnali semaforici e di segnali stradali verticali in modo da occultarne la vista: la condizione decisiva è l'occultamento, per cui «in prossimità dei segnali stradali, anche se il veicolo non ne occulta la vista» è FALSO. Infine, fermata e sosta sono vietate in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione; separare le due (vietata la sosta «ma non lungo le corsie di canalizzazione») è FALSO.

Un caso a parte è l'autostrada: la fermata è vietata, tranne nei casi di emergenza, e per questo «anche in caso di emergenza» rende falsa la frase. Sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli è consentito sostare solo in situazioni di emergenza dovute a malessere del conducente o dei passeggeri oppure a inefficienza del veicolo.

Dove è vietata solo la sosta e la fermata resta ammessa

Il secondo elenco è quello che l'esame usa per costruire le frasi FALSO più insidiose, perché basta attribuire alla fermata un divieto che riguarda solo la sosta. I casi da conoscere: lo sbocco dei passi carrabili, la seconda fila, le aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose (nelle ore stabilite), i cassonetti dei rifiuti urbani, i distributori di carburante nelle ore di esercizio. Ad esempio «la fermata è vietata allo sbocco dei passi carrabili» è FALSO e «la fermata è consentita allo sbocco dei passi carrabili» è VERO; lo stesso per «la fermata è vietata sulle aree destinate al mercato o al carico e allo scarico delle merci».

Sui distributori di carburante il divieto di sosta vale limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza e in loro prossimità sino a 5 metri prima e dopo. La condizione temporale è tutto: con il distributore chiuso il divieto non c'è, e «anche quando i distributori sono chiusi» è FALSO. La fermata, in ogni caso, non è vietata.

Anche la seconda fila ha la sua clausola: la sosta in seconda fila è vietata salvo che si tratti di veicoli a due ruote, mentre la fermata non è «sempre» vietata in seconda fila. L'avverbio «sempre» rende falsa la frase sulla fermata; e nessuna prassi come le quattro frecce trasforma la sosta in seconda fila in un comportamento lecito «per pochi minuti».

Sui cassonetti dei rifiuti urbani la fermata è consentita, la sosta è vietata: «è vietata davanti ai cassonetti» è VERO per la sosta, mentre «la sosta così come la fermata sono vietate» è FALSO. Un caso affine, ma con una differenza: negli spazi destinati a servizi di emergenza o di igiene pubblica indicati dalla apposita segnaletica è vietata la sosta, non la fermata, e quindi la frase «la sosta, ed anche la fermata» è FALSO.

Il segnale DIVIETO DI SOSTA segue la stessa logica. Vieta la sosta ma consente la fermata, e vale solo sul lato della strada in cui è posto. «La fermata è vietata dopo il segnale DIVIETO DI SOSTA» è FALSO, mentre chi incontra il segnale DIVIETO DI FERMATA non può nemmeno sostare. Nei centri abitati il divieto di sosta vale dalle 8 alle 20 salvo diversa indicazione, fuori dai centri abitati 24 ore su 24; con un pannello con giorni e ore, come per la pulizia meccanica della strada, il divieto vale solo nella fascia indicata.

Spazi riservati, corsie dei mezzi pubblici e stalli

Gli spazi riservati sono aree in cui la sosta è vietata a chi non ne ha titolo, senza margini di tolleranza. Riguardano lo stazionamento e la fermata di autobus, filobus e veicoli circolanti su rotaia; i veicoli in servizio di piazza e i taxi; i veicoli per persone invalide; le corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici. In nessuno di questi casi è possibile sostare neanche «per pochi minuti»: per questo «purché di breve durata», «solo se non si protrae per lungo tempo» o «purché sia di breve durata» rendono FALSE le relative frasi.

Ci sono altre due varianti che l'esame usa per distrarre. Il disco orario, che regola le zone a sosta limitata, non autorizza a occupare lo spazio riservato agli autobus. E in una corsia riservata ai mezzi pubblici la sosta non è consentita in alcune fasce orarie: «nei centri abitati, dalle ore 22.00 alle ore 8.00» è FALSO. Nelle aree di parcheggio a tempo limitato, invece, i veicoli al servizio di persone diversamente abili non sono obbligati a rispettare il limite di tempo: la deroga riguarda il tempo massimo, non la possibilità di parcheggiare altrove in spazi riservati.

Vicino alla fermata dell'autobus il divieto si estende oltre lo spazio riservato: è vietata la sosta a meno di 15 metri dal segnale di fermata di autobus, filobus e veicoli circolanti su rotaia, qualora gli spazi di stazionamento non siano delimitati. Le quattro frecce non annullano nulla, sono per l'emergenza e non per parcheggiare. Per le persone invalide il divieto tocca anche gli scivoli e i raccordi tra i marciapiedi e la carreggiata utilizzati dai veicoli per persone invalide.

La regola sugli stalli è speculare. Dove la sosta è organizzata con segnaletica orizzontale, il veicolo va sistemato entro uno degli appositi spazi, senza invadere quelli contigui. Sostare fuori dallo stallo è un'infrazione anche se di brevissima durata: la durata non giustifica la violazione. Ma questo non significa che la sosta sia vietata dove mancano le strisce: nei centri abitati si può sostare anche senza apposite strisce, collocando il veicolo secondo le regole; per questo «è vietato sostare nei centri abitati quando non esistano le apposite strisce» è FALSO.

Altri divieti di sosta e conseguenze

Sono vietate anche le soste che impediscono l'accesso o lo spostamento di altri veicoli già regolarmente in sosta: il criterio è l'intralcio, e vale «dovunque». Vietata la sosta sulle banchine, salvo diversa segnalazione; vietata nelle aree pedonali urbane, dove le «brevi soste» non sono ammesse; vietata nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati. Nei centri abitati non si deve lasciare in sosta un rimorchio staccato dalla motrice, salvo diversa segnalazione.

Sul fronte delle conseguenze, il mancato rispetto dei divieti di sosta comporta, oltre a una pena pecuniaria, la perdita di punti dalla patente, non la sospensione della patente. Vale per la sosta nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, negli spazi riservati ad autobus, filobus e veicoli su rotaia (3 punti), a meno di 15 metri dal segnale di fermata e negli spazi e sugli scivoli per invalidi. Le frasi che limitano la sanzione alla sola multa («ma non la sottrazione di punti») o che parlano di sospensione sono FALSO.

Un promemoria di lettura finale: le frasi sul lato della carreggiata sono un terreno di trappole. La fermata non è vietata sul margine destro della carreggiata né lungo il margine sinistro di una carreggiata a senso unico; e neppure di notte, perché non è vero che la fermata sia vietata «in ogni caso nelle ore notturne». Per come si effettuano la fermata e la sosta, per l'apertura delle portiere e la ripartenza, gli altri articoli del capitolo.

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