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Fermata, sosta, arresto e partenza

Fermata, sosta e arresto: definizioni e collocazione

Cosa distingue le tre soste, come si colloca il veicolo e come funzionano disco orario e parchimetro.

Domanda 3065: la fermata non è vietata dopo il segnale di divieto di sosta, quindi la risposta è FALSO. Il divieto di sosta impedisce di lasciare il veicolo in sosta, ma non vieta la fermata: quando è vietata la fermata è vietata anche la sosta, ma non viceversa.

Fermata, sosta, arresto e sosta di emergenza

Il codice distingue le interruzioni della marcia in base a due criteri: quanto durano e perché avvengono. La fermata è la temporanea sospensione della marcia per esigenze di brevissima durata, come chiedere informazioni agli agenti del traffico o consentire la salita o la discesa delle persone. La sosta è invece la sospensione della marcia protratta nel tempo, con possibilità del conducente di allontanarsi. La presenza del conducente è quindi il discrimine pratico: in fermata è sempre presente e pronto a riprendere la marcia, in sosta può andarsene.

L'arresto è un'altra cosa: è l'interruzione della marcia dovuta ad esigenze della circolazione, come il semaforo rosso. Non dipende dalla volontà del conducente né da quella dei passeggeri. Per questo è FALSO che l'arresto sia la sospensione della marcia «per esigenze del conducente o dei passeggeri»: quella formula descrive la fermata. Ed è FALSO anche il contrario, cioè che la fermata sia l'interruzione dovuta ad esigenze della circolazione: la fermata risponde a un'esigenza di chi guida o viaggia, l'arresto a un'esigenza del traffico.

La sosta di emergenza è l'interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo è inutilizzabile per avaria, oppure deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un passeggero. Le due cause sono entrambe vere e compaiono in domande distinte. Sono invece FALSE le definizioni che la confondono con altro: far salire o scendere una persona invalida non è sosta di emergenza, e nemmeno lo sono le esigenze della circolazione, che appartengono all'arresto.

Un trucco ricorrente dell'esame è scambiare tra loro i tre termini mantenendo una frase per il resto corretta. Conviene quindi associare a ogni parola una sola causa: fermata, salita e discesa di persone o brevissime esigenze; sosta, tempo prolungato con conducente libero di allontanarsi; arresto, semaforo rosso e simili; sosta di emergenza, avaria o malessere.

Cosa deve fare il conducente durante la fermata

Durante la fermata il conducente deve essere sempre presente. Per questo è FALSO che possa allontanarsi «per brevissimo tempo» prima di riprendere la marcia: se si allontana, la situazione non è più una fermata ma una sosta, con le regole che ne conseguono. Analogamente è FALSO che, se si allontana, debba lasciare il motore acceso.

La fermata non deve arrecare intralcio alla circolazione e il conducente deve comportarsi in modo da non costituire pericolo per gli altri utenti, adottando sempre le opportune cautele per evitare incidenti. Lo stesso principio vale quando ci si ferma per chiedere informazioni agli agenti del traffico: la fermata non è «sempre consentita» per questo scopo, perché è vietato fermarsi se ciò causa intralcio o rallentamento. La parola «sempre» rende falsa l'affermazione.

Anche la salita e la discesa delle persone hanno una regola precisa: non esiste un limite al numero di passeggeri che scendono. È FALSO che la fermata sia vietata se scende più di un passeggero, e per la stessa ragione è FALSO che la fermata per esigenze del conducente abbia una durata massima di dieci minuti: la definizione parla di brevissima durata, non di una soglia in minuti.

Questi obblighi si distinguono da quelli della sosta, dove il conducente può lasciare il veicolo ma ne diventa responsabile per la custodia e la sicurezza.

Obblighi durante la sosta: custodia, motore e freni

In sosta il conducente può allontanarsi dal veicolo, ma deve impedirne l'uso senza il proprio consenso: chiude a chiave o, in mancanza, adotta misure per evitare che altri lo utilizzino. Deve inoltre adottare le opportune cautele per evitare incidenti. Nessuna norma impone invece un limite di tre ore di assenza: l'affermazione è FALSA.

Il motore va lasciato spento. Sono FALSE sia l'idea che si possa lasciarlo acceso per far funzionare l'aria condizionata, sia quella che lo si possa lasciare acceso se si sosta per poco tempo: la brevità della sosta non è una deroga e l'aria condizionata non è una giustificazione valida.

Per immobilizzare il veicolo è opportuno azionare il freno di stazionamento e inserire il rapporto più basso del cambio di velocità. Su strade a forte pendenza si aggiunge una terza cautela: lasciare le ruote sterzate verso il marciapiede. Gli accorgimenti per garantire l'immobilità valgono indipendentemente dal grado di pendenza della strada. Perciò è FALSO che il cambio vada messo in folle: lasciando inserita una marcia, il veicolo resta bloccato anche se il freno di stazionamento dovesse cedere.

Anche le luci seguono una regola con un termine assoluto: è FALSO che nelle ore notturne si debbano lasciare «in ogni caso» accese le luci di posizione. Di notte, nei centri abitati, il veicolo in sosta al margine della carreggiata può essere segnalato con le luci di sosta, ma non è un obbligo valido in ogni circostanza.

Dove e come collocare il veicolo

Nei centri abitati, salvo diversa segnalazione, in sosta il veicolo si colloca il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia, purché esista il marciapiede rialzato. La condizione è essenziale: dove il marciapiede rialzato non c'è, il conducente deve lasciare uno spazio non inferiore ad un metro per il transito dei pedoni. Ecco perché sono FALSE le domande che estendono l'obbligo del margine destro anche «dove non esiste il marciapiede rialzato», sia per la sosta sia per la fermata. Lo spazio di un metro vale per entrambe.

Fuori dei centri abitati la regola ha due gradini. In sosta il conducente ha l'obbligo di collocare il veicolo, ove possibile, fuori della carreggiata, ma non sulle piste ciclabili e non sulle banchine, salvo diversa segnalazione. Se ciò non è possibile, deve sostare il più vicino possibile al margine destro della carreggiata. Per questo è FALSO che, in caso di impossibilità, il conducente non debba sostare: deve semplicemente scegliere il margine destro. Lo stesso schema vale per la fermata: fuori della carreggiata, se possibile, ma mai sulle piste ciclabili; altrimenti margine destro.

Le piste ciclabili sono il punto su cui l'esame insiste: ogni domanda che le presenta come alternativa («eventualmente anche sulle piste ciclabili») è FALSA, mentre la stessa frase con «ma non sulle piste ciclabili» è VERA. Si tratta di due versioni quasi identiche con risposta opposta.

Un'eccezione riguarda le strade urbane a senso unico di marcia: la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga uno spazio sufficiente, non inferiore a tre metri, al transito almeno di una fila di veicoli. È FALSO però che sia «sempre» consentita: la condizione dello spazio è parte della regola.

Nelle zone predisposte per la sosta il veicolo va collocato nel modo prescritto dalla segnaletica, entro uno degli appositi spazi (stalli), senza invadere quelli contigui. La sosta in doppia fila, infine, non è mai giustificata dallo spazio residuo né dalle luci di emergenza: entrambe le formulazioni sono FALSE. L'eccezione riguarda soltanto i veicoli a due ruote.

Disco orario e parchimetro

Nelle zone regolamentate mediante disco orario si espone in modo ben visibile l'orario di arrivo, non quello di fine sosta. Il disco deve riportare l'ora esatta di arrivo, compresi i minuti, e va collocato in modo che sia leggibile dall'esterno. Sono quindi FALSE le domande che parlano di indicare l'orario di fine sosta, di trascrivere l'ora su un foglio di carta, o di scrivere l'ora senza i minuti: la carta non sostituisce il disco e l'ora senza minuti non è l'ora esatta.

L'orario non si può aggiornare prima della scadenza senza spostare il veicolo. È FALSO che sia consentito ritoccare il disco restando fermi: il limite di tempo si calcola dall'arrivo e il conducente deve rispettare il massimo consentito. Nelle aree di parcheggio a tempo limitato i veicoli al servizio di persone diversamente abili non sono obbligati a rispettare il limite di tempo stabilito.

Dove la sosta è regolata con parchimetro occorre esporre l'apposito tagliando, in modo che sia ben visibile. Il parchimetro va utilizzato anche se la sosta è di breve durata: è FALSO che la brevità dispensi dal pagare. Non va invece usato in caso di sola fermata, ad esempio per far scendere un passeggero, perché la fermata non è sosta. Le due affermazioni sembrano contraddittorie, ma la differenza sta tutta nella definizione del primo capitolo.

Vale infine un principio generale: nelle zone predisposte per la sosta, ciò che stabilisce come collocare il veicolo è la segnaletica. Quanto ai divieti di fermata e sosta e all'apertura delle portiere, se ne parla negli articoli dedicati.

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Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

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