Torna alla Home

Dispositivi di sicurezza: funzione e uso

Il casco

Obbligo, omologazione e come deve essere indossato.

Chi deve indossare il casco

L'obbligo si costruisce per veicolo, non per persona. Il casco è obbligatorio per i conducenti di ciclomotori a due ruote senza limiti di età, e per tutti i conducenti e i passeggeri di motocicli. La formula da tenere a mente è proprio «senza limiti di età»: è ciò che rende sbagliate le affermazioni che cercano di ritagliare una categoria esente.

Le domande d'esame lavorano quasi sempre su questo punto, introducendo una condizione che sembra ragionevole ma che la norma non prevede. «Solo se minorenni» è falso. «Non riguarda i maggiorenni con più di tre anni di esperienza di guida» è falso. «Non è obbligatorio per i titolari di patente della categoria B» è falso: la patente B non c'entra con l'obbligo, che dipende dal mezzo che si guida. Un maggiorenne esperto lo indossa esattamente come un sedicenne alla prima uscita.

Lo stesso ragionamento vale per chi siede dietro. Il passeggero di un ciclomotore a due ruote deve portare il casco anche se maggiorenne, e il passeggero di un motociclo privo di cellula di sicurezza e sistemi di ritenuta è soggetto all'obbligo come il conducente.

Anche il contesto di guida è irrilevante. Le affermazioni che rendono l'uso «facoltativo» quando l'aria supera i trenta gradi, o nelle zone a velocità controllata inferiore a 30 km/h, sono false: nessuna norma prevede esenzioni per il caldo, per la velocità o per la zona in cui si circola. Per lo stesso motivo il casco va tenuto anche per spostamenti brevi e a bassa velocità.

Le eccezioni e il caso dei quadricicli

Le esenzioni sono poche e legate alla struttura del veicolo, non alle abitudini di chi lo guida. Il casco non è obbligatorio per i conducenti di tricicli con carrozzeria chiusa (motocarri) e di motocicli dotati di idonea cellula di sicurezza. Il senso è lo stesso dei sistemi di ritenuta: dove il veicolo protegge già chi lo occupa, il casco non serve.

Si vede bene leggendo insieme due domande speculari. Il casco è obbligatorio per i conducenti di motocicli non dotati di cellula di sicurezza e di dispositivi di ritenuta: VERO. Lo è anche per il passeggero di un motociclo privo di cellula di sicurezza e sistemi di ritenuta: VERO. La parola che decide è «privo» o «non dotati»: senza cellula e senza ritenuta, l'obbligo scatta.

I quadricicli a motore sono il punto più insidioso perché due frasi sembrano contraddirsi. «Il casco deve essere indossato anche a bordo dei quadricicli a motore privi di carrozzeria (Quad)» è VERO; «l'uso del casco è obbligatorio su qualunque quadriciclo a motore» è FALSO. Non c'è contraddizione: conta la carrozzeria. Nei quadricicli con carrozzeria aperta (quad) il casco si indossa, nelle altre versioni no. L'aggettivo «qualunque» rende falsa la seconda frase perché estende l'obbligo anche ai quadricicli con carrozzeria.

La stessa logica si ritrova nella domanda sui quadricicli non leggeri a manubrio e con carrozzeria aperta, che non possono essere condotti senza casco. Manubrio e carrozzeria aperta sono i due indizi da riconoscere: descrivono un mezzo su cui si sta seduti a cavalcioni e senza protezione attorno.

Allacciato, omologato, della taglia giusta

Avere il casco in testa non basta. Deve essere di tipo omologato e di taglia adatta alla persona, può essere usato solo se integro e deve essere ben allacciato. La ragione dell'allacciatura è concreta: serve a evitare di perderlo in caso d'urto. Un casco che vola via nel momento in cui servirebbe non ha protetto nessuno.

Di qui le domande sull'allacciatura. Durante la marcia il casco deve essere sempre correttamente allacciato: VERO. Deve essere allacciato solo sui percorsi extraurbani: FALSO, perché l'obbligo non cambia con il tipo di strada. Indossarlo in modo errato o senza averlo allacciato correttamente può comportare gravi rischi alla salute in caso di caduta o incidente: VERO. Un casco slacciato, dal punto di vista della norma, è come un casco assente.

L'omologazione è un altro terreno di trabocchetti. L'affermazione secondo cui i caschi per i ciclomotori non necessitano di omologazione è FALSO: nessuna categoria di veicolo ne è dispensata. Anche la taglia non è un dettaglio di comfort: un casco troppo largo si sposta o si sfila, uno troppo stretto non si indossa bene, e in entrambi i casi non protegge come dovrebbe.

Il rispetto dell'obbligo ha una conseguenza sulla patente: il conducente che non indossa il casco è soggetto alla decurtazione di punti. Lo stesso vale, e qui si vede la coerenza con l'allacciatura, se si circola con il casco mal allacciato, quando è previsto durante la guida.

C'è infine il momento in cui il casco va messo. Il conducente di un motociclo che parte dal margine della carreggiata e si immette nel flusso della circolazione deve indossare ed allacciare il casco prima di partire, insieme all'accensione del proiettore anabbagliante. Indossarlo dopo avere concluso la manovra è FALSO.

Urti, invecchiamento e pulizia: quando un casco non protegge più

Il casco ha lo scopo di evitare l'urto diretto del capo contro corpi contundenti, limitando le lesioni in caso di incidente; non è però in grado di assorbire totalmente urti violenti. Proprio perché lavora deformandosi e assorbendo energia, dopo un forte urto va sostituito anche se sulla calotta esterna non si vede alcuna deformazione. L'assenza di segni visibili non dimostra che la struttura sia rimasta integra: è l'urto a esaurire la protezione.

Anche senza urti il casco invecchia. Subisce un processo di invecchiamento dovuto a luce e calore, e per questo l'affermazione che conserva invariate le sue caratteristiche protettive per periodi lunghissimi, di oltre venti anni, è FALSO. Un casco vecchio e in apparenza perfetto può proteggere meno di quanto sembri.

La pulizia è il punto in cui si rovina più facilmente ciò che non si vede. Va eseguita con detersivi non corrosivi e non con solventi, che potrebbero compromettere la robustezza della calotta esterna. Le affermazioni corrette sono quindi «il casco non deve essere pulito con solventi» e «non deve essere pulito con benzina»; è falso che vada pulito periodicamente con benzina o acquaragia per sgrassarlo ed eliminare resti di insetti, per quanto l'intento sembri sensato. Lo stesso pericolo viene da vernici o colle: i loro solventi possono compromettere la calotta, ed è VERO.

Le riparazioni di fortuna sono escluse. La calotta non può essere riparata con nastro adesivo di tipo speciale nemmeno se la rottura è inferiore ai tre centimetri: non esiste una soglia sotto la quale una calotta rotta torni affidabile. E non è consentito apporre adesivi di qualunque tipo: la clausola «purché non coprano la visiera» non salva l'affermazione, perché il divieto non riguarda solo la visiera. Il criterio è lo stesso in tutte queste domande: qualsiasi intervento che non sia previsto dal costruttore altera l'oggetto omologato.

Visiera, aerazione e casco integrale

È bene che il casco sia dotato di visiera, che protegge viso e occhi da impatti con insetti. Il suo compito è però anche quello di non ostacolare la vista: deve garantire la perfetta visione con qualunque condizione di luce o illuminazione. Ne discende la risposta alla domanda opposta: l'affermazione secondo cui la visiera peggiora notevolmente la visibilità e va quindi usata il meno possibile è FALSO. Semmai va tenuta pulita e va alzata solo se davvero ostacola la visuale.

Una visiera rigata o danneggiata non si tollera né si ripara: va sostituita. Come per la calotta, il nastro adesivo non è una soluzione, nemmeno se «ultra trasparente»: quell'aggettivo rassicurante è lì per far sembrare accettabile una riparazione che non lo è. Il problema di una visiera rigata è concreto: con il sole basso o di notte, con le luci dei veicoli contro, i graffi diffondono la luce e riducono la visione proprio quando serve di più.

Il casco è progettato anche contro l'appannamento: il sistema di aerazione consente di limitare il pericolo di appannamento della visiera. È una domanda che si risolve ricordando la funzione delle fessure: non servono al comfort, servono a mantenere la vista libera.

Il casco integrale protegge anche il viso da traumi e lesioni, ed è per questo che non è mai «inutile» su un ciclomotore a due ruote. Non è nemmeno vero che non possa essere utilizzato nei centri urbani ad alta densità di circolazione: nessuna regola lo esclude dalla città. Il casco, in ogni sua forma, serve a ridurre gli effetti di eventuali urti alla testa: un'affermazione generica ma sempre VERO.

Continua con la pratica

Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

Apri la pratica collegata