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Dispositivi di sicurezza: funzione e uso

Abbigliamento protettivo per la moto

Guanti, stivali e giacche: cosa proteggono e perché contano.

Guanti: due zone, due tipi di urto

Il guanto ad uso motociclistico non è un accessorio contro il freddo: è un dispositivo di protezione che lavora su due fronti diversi. Sul dorso della mano protegge in particolar modo dall'impatto con corpi duri; sul palmo protegge dallo strisciamento sull'asfalto in caso di caduta. Sono due frasi che il quiz propone separatamente e che sono entrambe VERO: chi le ricorda come un'unica idea, «il guanto protegge la mano», non ha problemi, ma chi scambia le zone rischia di cadere in una formulazione insidiosa.

La ragione è meccanica. In una caduta l'istinto porta a mettere le mani avanti: il palmo tocca terra e striscia, il dorso può urtare contro ostacoli rigidi come un paletto, un guardrail o il bordo di un marciapiede. Un guanto che copre bene solo una delle due zone lascia scoperta l'altra, e per questo il guanto omologato è pensato per entrambe.

Tra le affermazioni che il quiz dichiara FALSO c'è quella secondo cui i guanti «coprono anche il gomito». Il guanto protegge la mano, non l'avambraccio né l'articolazione del gomito, che è compito della giacca con i suoi inserti. Chi legge «per proteggere meglio in caso di caduta» non deve farsi convincere dal fine, perché è l'oggetto della frase a essere sbagliato.

Guanti: sensibilità, presa e tenuta

Un errore frequente è pensare che il guanto sia un ostacolo ai comandi. Il quiz lo smentisce: senza guanti non si interviene più rapidamente su leva del freno e acceleratore, e la frase «se si guida un motociclo senza guanti si può intervenire più rapidamente sui comandi» è FALSO. Il guanto da motociclisti garantisce la giusta sensibilità durante la guida e una presa più sicura sui comandi, e a mano nuda la presa peggiora, per esempio quando il palmo suda o la mano è intorpidita dal freddo.

C'è poi la questione del fissaggio. I guanti ad uso motociclistico hanno speciali sistemi di aggancio per impedire il loro sfilamento in caso di caduta: un guanto che si sfila proprio nell'urto sarebbe inutile nel momento in cui serve. Questa è una delle poche affermazioni che descrive una caratteristica costruttiva, ed è VERO.

Il quiz si occupa anche di ciò che i guanti non sono. Non si riconoscono per il colore nero con una sagoma di moto stampigliata sul polso: la frase è FALSO perché il riconoscimento dipende dall'omologazione e dalle caratteristiche, non da un disegno. E l'affermazione «non esistono guanti ad uso motociclistico di tipo omologato» è FALSO, perché i guanti omologati esistono eccome.

Guanti d'estate e guanti sostitutivi

Il tranello più ricorrente riguarda la stagione. Il quiz propone tre versioni: i guanti proteggono dal freddo, quindi sono inutili l'estate (FALSO); è opportuno indossare gli specifici guanti anche d'estate (VERO); guidando ciclomotori o motocicli è consigliabile utilizzare guanti protettivi per le mani (VERO). Il messaggio è uno solo: la funzione principale è la protezione dalla caduta, e la caduta non dipende dal clima. Il freddo è un aspetto secondario.

Per il comfort esiste una soluzione interna al guanto stesso: i guanti da motociclisti possono avere imbottiture diverse a seconda della stagione, più spesse per l'inverno e più leggere per l'estate. Quindi non serve cambiare tipo di capo, serve cambiare modello di guanto motociclistico. Per lo stesso motivo la formula «i guanti da sci vanno bene, ma solo nella stagione fredda» è FALSO: il guanto da sci non è progettato per resistere all'abrasione sull'asfalto, e la clausola stagionale non lo rende adatto.

Va ricordato anche che la protezione non riguarda solo le moto di grossa cilindrata. Dire che i guanti ad uso motociclistico non sono idonei alla guida di ciclomotori a due ruote è FALSO: chi guida ciclomotori o motocicli è ugualmente esposto a strisciare sull'asfalto e ha la stessa ragione di proteggersi le mani.

Stivali: proteggere il piede senza legarlo alla moto

Gli stivali ad uso motociclistico permettono una giusta protezione di piedi e caviglie. Il quiz elenca tre effetti concreti: riducono gli effetti di distorsioni in caso di appoggio impreciso dei piedi, proteggono le articolazioni della caviglia dal freddo e proteggono i piedi da abrasioni sull'asfalto in caso di caduta. Sono omologati secondo norme internazionali, e quindi la frase che lo afferma è VERO.

Due caratteristiche costruttive vanno in coppia e si spiegano a vicenda. Gli stivali sono privi di nastri liberi o stringhe per evitarne l'aggancio alle pedivelle dei motocicli: un laccio libero può impigliarsi nella leva o nella pedivella e far perdere il controllo. Nello stesso tempo sono progettati per non scalzarsi in caso di caduta, perché una calzatura che esce dal piede durante lo strisciamento lascia il piede nudo sull'asfalto. La chiusura deve quindi essere sicura e senza parti pendenti.

Ecco perché la frase «sono dotati di doppie stringhe per evitare scalzamenti» è FALSO. Lo scopo, evitare che lo stivale si sfili, è giusto, ma il mezzo è opposto a quello reale: le stringhe sono proprio ciò che gli stivali motociclistici non hanno. È un esempio tipico di risposta che unisce un fine corretto a un mezzo sbagliato.

Sulla forma il quiz dichiara FALSO due errori simmetrici. Gli stivali non coprono la gamba fin sopra il ginocchio: proteggono piede e caviglia e non vanno oltre, perché altrimenti limiterebbero la mobilità. E non hanno la suola in acciaio né sono interamente realizzati in gomma ignifuga: sono materiali che il quiz cita solo per essere negati.

Stivali e giacche: perché le calzature comuni non bastano

Sostituire gli stivali con calzature robuste è una tentazione che il quiz chiude in modo netto. Dire che non esistono specifici stivali ad uso motociclistico e che quindi vanno bene calzature per caccia, pesca o alpinismo è FALSO; dire che si possono usare scarpe da trekking in alta montagna, perché di analoga concezione, è FALSO. La robustezza generica non equivale alla protezione specifica: quelle calzature non sono studiate per assorbire l'urto laterale, non scalzarsi e resistere all'abrasione da strisciamento.

Passando alla giacca, la funzione è la protezione all'abrasione in caso di scivolamento sull'asfalto, ottenuta anche grazie agli inserti rigidi protettivi in corrispondenza delle articolazioni. Entrambe le affermazioni sono VERO. Gli indumenti omologati sono sottoposti a prove di resistenza al taglio e all'abrasione da impatto: anche questo è VERO.

Le trappole sulle giacche sono due. La prima è il colore: per essere omologate non devono essere unicamente nere, e la frase è FALSO perché l'omologazione riguarda le prestazioni, non la tinta. La seconda è la stagione: dire che non sono previste per utilizzo estivo è FALSO, perché esistono giacche per l'estate. Come per i guanti, cambia il modello, non l'obbligo di proteggersi.

Attenzione infine alla parola sbagliata nelle prove. Gli indumenti omologati subiscono prove di taglio e abrasione, ma non prove di resistenza al lavaggio: la frase che le attribuisce è FALSO. Per la testa, un altro capo con regole proprie, si veda l'articolo dedicato al casco.

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