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Consumi e ambiente

Emissioni, rifiuti e tutela dell’ambiente

Da dove vengono gli inquinanti, come si riducono e come si smaltiscono olio, batterie e veicoli.

Domanda 6073, VERO: il segnale indica gli impianti dove i veicoli dotati di servizi igienico-sanitari, come le autocaravan, possono scaricare residui organici e acque bianche e sporche. È il luogo previsto dalla regola sullo scarico negli appositi impianti di smaltimento.

Da dove viene l’inquinamento dell’aria e che danni fa

L’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli è dovuto per la maggior parte ai gas di scarico, generati dalla combustione all’interno del motore. Sono questi gas (monossido di carbonio, idrocarburi, ossidi di azoto, particolato) il bersaglio di quasi tutte le domande del capitolo. Pneumatici e freni contribuiscono, ma in misura minore: un’affermazione che indichi altre cause come principali è falsa.

Sul piano degli effetti il quiz distingue due livelli. Per chi respira, i gas di scarico possono causare danni alle vie respiratorie e irritazione agli occhi. Per l’ambiente, fanno aumentare lo smog, le piogge acide e l’effetto serra. Sono tre fenomeni diversi e le domande VERO li elencano insieme: una formulazione che ne attribuisca uno solo all’inquinamento dei veicoli non è per questo sbagliata, ma una che ne escluda qualcuno lo è.

Attenzione alla causa scambiata. L’affermazione «l’inquinamento atmosferico prodotto dai veicoli dipende principalmente dall’umidità presente nell’aria» è FALSA: le emissioni dipendono dal tipo di carburante, dallo stato di manutenzione del motore e dal modo in cui si consuma, e l’umidità al massimo influisce sulla dispersione degli inquinanti, senza esserne la causa.

Il motore che inquina di più: fumo scuro, iniettori, filtro dell’aria

Il segnale più visibile è il fumo dallo scarico. Una maggiore emissione di fumo è sintomo di maggior inquinamento causato dal motore, e in particolare il fumo di colore scuro indica una combustione incompleta o un difetto dell’iniezione. Per questo è VERO che, se il fumo risulta troppo scuro, bisogna far controllare il motore. Più in generale l’inquinamento può dipendere da un funzionamento irregolare del motore, che rilascia più monossido di carbonio, idrocarburi e particolato.

Gli iniettori difettosi fanno aumentare l’inquinamento; nei motori diesel vanno fatti controllare periodicamente il sistema di alimentazione, cioè la pompa di iniezione e gli iniettori. Il motivo è che questi organi dosano il combustibile: se sono usurati il rapporto tra aria e carburante si sbilancia e crescono particolato e ossidi di azoto.

Il filtro dell’aria funziona nello stesso modo. Se è sporco o intasato la miscelazione con il carburante peggiora e il motore lavora più a fondo, quindi l’inquinamento aumenta: controllarlo e sostituirlo periodicamente riduce le emissioni. Da qui una coppia di trappole: il filtro dell’aria conta, il filtro dell’olio no. L’affermazione «bisogna sostituire il filtro dell’olio ad ogni cambio di stagione» è FALSA, perché quel filtro protegge il motore ma non riduce le emissioni, e la sua sostituzione segue il chilometraggio o le ore di funzionamento, non la stagione. Allo stesso modo è FALSO che serva sostituire periodicamente il filtro antipolline: protegge gli occupanti dalle particelle, non abbassa i gas di scarico del motore.

Marmitta catalitica, classi Euro e sanzioni

Nei veicoli con motore a scoppio la marmitta catalitica è il dispositivo che riduce le emissioni nocive. Quando è deteriorata o esausta non svolge più la sua funzione, quindi va sostituita: è l’affermazione VERA. Il catalizzatore lavora bene a temperatura elevata, per cui l’inquinamento non è minore subito dopo l’accensione, quando è ancora freddo: al contrario, in quel momento la conversione dei gas nocivi è ridotta e le emissioni sono più alte. La domanda che presenta il minor inquinamento «a temperatura ancora bassa» è quindi FALSA.

Le normative antinquinamento Euro sono progressive. Un veicolo Euro 0 inquina comunque, solo a livelli più alti delle classi successive: dire che l’inquinamento è nullo con «Euro 0» è FALSO, perché nessun veicolo ha emissioni nulle. Ed è FALSO anche che un veicolo «Euro 4» emetta più gas inquinanti di uno «Euro 0», dato che la norma più recente è più severa.

Il rispetto delle regole ha conseguenze precise. Guidando un veicolo che emette troppi gas di scarico inquinanti si può essere puniti con una sanzione amministrativa e il ritiro della carta di circolazione; se motore e marmitta sono stati modificati si incorre in pesanti sanzioni amministrative.

Quanto ai veicoli ibridi, con motore a scoppio ed elettrico, non inquinano di più per il fatto di avere due motori: l’affermazione è FALSA. Ridurre l’inquinamento è invece possibile scegliendo veicoli con alimentazione elettrica, a metano o GPL.

Comportamenti che riducono (o aumentano) le emissioni

Le domande sul comportamento si risolvono con un solo criterio: un motore che gira a vuoto o a regime alto consuma di più e inquina di più. Per questo sono VERE le risposte che chiedono di non accelerare bruscamente durante le partenze, di evitare il veicolo per brevi percorsi (nei primi minuti il motore freddo emette di più) e di spegnere il motore in caso di arresto prolungato.

Sono invece FALSE tutte le varianti dell’accelerata inutile: il breve colpo di acceleratore prima di abbassare la frizione per cambiare marcia; accelerare ripetutamente da fermo per tenere caldo il motore; premere più volte l’acceleratore a veicolo freddo, anche «a fondo» per raggiungere in fretta la temperatura di esercizio; accelerare con il cambio in folle; accelerare tenendo premuto il pedale della frizione. In tutti questi casi il motore sale di giri senza trasferire potenza alle ruote e consuma carburante inutilmente. Anche utilizzare il motore al massimo numero di giri è FALSO: per inquinare meno conviene un regime basso, con una marcia alta e una velocità costante.

Un’altra famiglia di trappole riguarda gli organi meccanici che non c’entrano con la combustione. Controllare spesso la frizione e il differenziale, oppure le sospensioni (gli ammortizzatori), è utile per la sicurezza e l’efficienza del veicolo, ma non per diminuire l’inquinamento dell’aria: le due domande sono FALSE.

Sul rumore, il capitolo ha un articolo a parte: qui basti ricordare che la marmitta deteriorata è tema di inquinamento acustico, mentre in questo articolo interessa la marmitta catalitica.

Olio, batterie, antigelo e veicoli a fine vita

L’abbandono sul terreno di rifiuti pericolosi o tossici (oli, liquidi, residui di riparazioni o di sostituzioni) viene sanzionato: sono previste sanzioni sia amministrative sia penali, quindi chi afferma che non venga sanzionato sbaglia. Per l’olio motore, al momento dello smaltimento bisogna anche evitare il contatto con la pelle per un tempo prolungato, perché è tossico e irritante.

La batteria per auto abbandonata sulla strada o sul terreno può arrecare gravi danni all’ambiente e alle falde acquifere sottostanti, perché contiene acido solforico e piombo. La via corretta è comoda: quando se ne acquista una nuova, quella esausta si consegna al rivenditore, che la ritira senza ulteriori costi aggiuntivi. Il liquido antigelo del circuito di raffreddamento non va scaricato nella fognatura, poiché potrebbe non essere biodegradabile.

Per la demolizione o rottamazione, il proprietario deve consegnare il veicolo a un centro di raccolta per la messa in sicurezza, cioè a un autodemolitore autorizzato. È quindi FALSO che lo si debba consegnare esclusivamente al concessionario della casa costruttrice: la parola «esclusivamente» restringe a un solo soggetto ciò che la norma affida a un centro autorizzato. Le autocaravan hanno una regola analoga: residui organici e acque sporche si scaricano negli appositi impianti di smaltimento igienico-sanitari.

Restano i divieti legati alla strada: è vietato gettare oggetti e rifiuti dai veicoli in movimento, sporcare la carreggiata depositando rifiuti, danneggiare le opere e gli impianti stradali e immettersi sulle strade con le ruote sporche di fango, che può creare pericolo per gli altri utenti.

Continua con la pratica

Dopo la lettura, torna subito al capitolo pratico per fissare la regola sulle domande vere.

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