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Segnali di pericolo

Ostacoli, attraversamenti e utenti vulnerabili

Dare priorità visiva ai rischi che coinvolgono persone e punti di conflitto.

La domanda chiede se il segnale raffigurato preannunci il probabile e improvviso attraversamento di animali selvatici: la risposta è VERO, perché è esattamente il pericolo che il segnale annuncia, con l'imprevedibilità del momento in cui l'animale può comparire sulla carreggiata.
La domanda riguarda l'obbligo di dare la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce in presenza di questo segnale: l'affermazione è VERO, perché è proprio l'obbligo centrale che il segnale introduce, non una semplice raccomandazione a rallentare.
La domanda descrive la posizione del segnale, di norma a 150 metri dai binari e integrato dal relativo pannello distanziometrico: l'affermazione è VERO e riassume il sistema a distanza decrescente che precede ogni passaggio a livello, con o senza barriere.

Attraversamenti pedonali, bambini e luoghi frequentati da minori

Il segnale di attraversamento pedonale preannuncia, di norma a 150 metri e sia dentro sia fuori i centri abitati, un punto in cui la carreggiata è attraversata da pedoni sulle strisce. È un dettaglio che le domande verificano spesso in negativo: il segnale non è posto in corrispondenza dell'attraversamento, ma appunto 150 metri prima, per dare al conducente il tempo di rallentare prima di arrivarci.

L'obbligo che il segnale introduce è netto: dare la precedenza ai pedoni che attraversano sulle strisce, da qualunque lato provengano. Non è vero che la precedenza riguardi solo chi attraversa da sinistra, né che siano i pedoni a dover cedere il passo ai veicoli: è sempre il conducente a dover cedere, e la mancata precedenza comporta la sottrazione di punti dalla patente. Non è mai obbligatorio suonare il clacson per segnalare la propria presenza o per far spostare i pedoni: il segnale chiede di rallentare, non di segnalare acusticamente.

Sorpassare un veicolo che rallenta o si ferma per lasciare attraversare i pedoni non è consentito, e bisogna fare attenzione a non tamponarlo: chi si ferma per un pedone lo fa spesso in modo repentino. Sopra le strisce pedonali sono vietate sia la sosta sia la fermata, e questo divieto vale anche se, di fatto, rimarrebbe spazio sufficiente per il passaggio dei pedoni: lo spazio disponibile non è una condizione che rende ammissibile l'occupazione delle strisce.

Il segnale di attenzione ai bambini preannuncia, sempre di norma a 150 metri, luoghi frequentati da bambini come scuole, campi da gioco e giardini pubblici, e invita a circolare a velocità moderata considerando gli eventuali comportamenti imprudenti dei fanciulli, anche quando si trovano sul marciapiede e non sulla carreggiata: i loro movimenti sono imprevedibili proprio perché possono lasciare il marciapiede in ogni momento. Anche qui vale il divieto di sorpassare i veicoli fermi per lasciare attraversare i bambini.

Il segnale non equivale alla fermata di uno scuolabus e non si trova sulla parte posteriore del mezzo: sono due dispositivi diversi con funzioni diverse. Non introduce nemmeno un divieto di transito legato all'orario di entrata o uscita da scuola, né vieta il passaggio ai bambini non accompagnati: resta un segnale di pericolo che impone attenzione, non un divieto di circolazione. E la moderazione della velocità richiesta non si limita al momento in cui un bambino sta effettivamente attraversando sulle strisce: vale per l'intero tratto segnalato.

Animali selvatici e domestici sulla carreggiata

Il segnale di animali selvatici vaganti preannuncia, di norma a 150 metri, un tratto di strada dove è probabile e improvviso l'attraversamento di animali selvatici. È un pericolo che si manifesta all'improvviso proprio perché l'animale può comparire in qualunque punto del tratto segnalato, non in un punto preciso e prevedibile.

Il comportamento corretto è rallentare o, se necessario, arrestarsi quando gli animali danno segno di spavento o non si spostano dalla carreggiata: non è mai richiesto, tanto meno obbligatorio, l'uso ripetuto del clacson per allontanarli, perché il rumore può spaventarli ulteriormente e renderli più imprevedibili, non più prudenti. Va sempre considerata la possibilità di trovare improvvisamente animali vaganti anche dove la visibilità sembra buona.

Il segnale non indica l'ingresso di uno zoo safari e non delimita una zona riservata alla circolazione di animali selvatici o al pascolo con divieto di transito per i veicoli a motore: è un avviso di possibile incontro, non l'indicazione di un'area dedicata. Va inoltre distinto dal segnale, diverso, che avverte della presenza di veicoli a trazione animale: sono due pericoli di natura differente, uno legato alla fauna selvatica, l'altro al traffico su strada.

Esiste un segnale distinto per gli animali domestici, che invita a fare attenzione per la loro probabile presenza sulla carreggiata: la logica di comportamento è la stessa, rallentare e non affidarsi al clacson, ma il pericolo riguarda bestiame o animali da allevamento anziché fauna selvatica, ed è per questo un segnale a sé, da non confondere con quello degli animali selvatici.

Ciclisti e attraversamenti ciclabili

Il segnale di attraversamento ciclabile preannuncia, di norma a 150 metri e sia dentro sia fuori i centri abitati, l'approssimarsi di un punto da cui possono provenire ciclisti: un attraversamento per biciclette contraddistinto da appositi segni sulla carreggiata. Come per i pedoni, il segnale è posto prima del punto di attraversamento, non in corrispondenza di esso.

In presenza del segnale bisogna moderare la velocità in modo da non costituire pericolo per la sicurezza dei ciclisti ed essere pronti ad arrestarsi, se necessario, per dare loro la precedenza. L'obbligo di cedere il passo non è condizionato al lato da cui i ciclisti arrivano: dare la precedenza solo a chi attraversa da destra descrive un obbligo parziale che non esiste, la precedenza vale per l'attraversamento nel suo complesso.

Anche qui l'obbligo è del conducente, non dei ciclisti: affermare che siano i ciclisti a dover cedere il passo ai veicoli capovolge la regola. Il segnale, inoltre, non vieta il transito ai ciclisti, né segna l'inizio di una pista ciclabile o di un'area riservata ai ciclomotori: resta un segnale di pericolo che avverte di un punto di attraversamento, non un segnale di prescrizione che regola una categoria di veicoli.

Sorpassare un veicolo che si è arrestato per lasciare attraversare la carreggiata ai ciclisti non è consentito, esattamente come per i pedoni: chi si ferma davanti a un attraversamento ciclabile lo fa per cedere una precedenza dovuta, e superarlo dalla corsia affiancata significherebbe negare quella stessa precedenza.

Passaggi a livello: segnali, pannelli distanziometrici e obblighi

Esistono due segnali di pericolo distinti per il passaggio a livello: uno per l'attraversamento con barriere o semibarriere, l'altro per l'attraversamento senza barriere. Entrambi sono posti, di norma, a 150 metri dai binari, indipendentemente dal numero di binari presenti, e sono integrati da un pannello distanziometrico a tre barre rosse, posto sotto il segnale stesso, che si ripete a distanza decrescente, all'incirca a 150, 100 e 50 metri dall'attraversamento. Questi pannelli precedono qualsiasi tipo di passaggio a livello, con o senza barriere: il numero di barre non indica affatto il numero di binari, che è un'informazione di natura diversa.

Dove sono presenti barriere o semibarriere, subito prima dei binari trova posto un dispositivo luminoso: una luce rossa fissa se ci sono le barriere, due luci rosse lampeggianti se ci sono le semibarriere. Il conducente deve moderare la velocità in relazione alla visibilità della linea ferroviaria e arrestarsi entro la striscia di arresto se il treno sta arrivando, cioè se la luce rossa fissa è accesa, se lampeggiano le due luci rosse, se è in funzione il dispositivo acustico a campana, oppure se i binari sono sbarrati da cavalletti a strisce bianche e rosse: in nessuno di questi casi è ammesso attraversare, nemmeno dopo essersi accertati visivamente che non stia arrivando un treno.

È un errore diffuso pensare che l'obbligo di fermarsi scatti quando le luci rosse vicino alle barriere sono spente: vale l'esatto contrario, l'obbligo scatta quando sono accese o lampeggianti, non quando sono spente. Il traffico intenso non giustifica mai l'impegno del passaggio a livello se non si è certi di poterlo sgomberare in tempo, e se il veicolo si ferma per avaria proprio sui binari il conducente deve adottare ogni iniziativa utile per evitare un incidente. Sono sempre vietati l'inversione di marcia, la retromarcia e la sosta, e non è consentito fermarsi né sostare in prossimità o in corrispondenza dei binari; il sorpasso è ammesso solo se il passaggio è regolato da semaforo o da un agente e si resta nella propria semicarreggiata.

Dove il passaggio è senza barriere, il segnale è seguito, immediatamente prima dei binari, da un segnale CROCE DI S. ANDREA se la linea ha un solo binario, oppure da una DOPPIA CROCE DI S. ANDREA se i binari sono più di uno: il numero delle croci segue quindi il numero dei binari, non il pannello distanziometrico. In questi casi occorre la massima prudenza, rallentare in relazione alla visibilità della linea per potersi eventualmente fermare prima dei binari e, prima di attraversare, accertarsi che non stia arrivando un treno né da destra né da sinistra: dove i binari sono più di uno, va considerato che potrebbe transitare più di un treno in sequenza.

Un segnale di passaggio a livello integrato da un pannello che raffigura binari in corrispondenza di stabilimenti industriali non preannuncia un attraversamento senza barriere, ma segnala la presenza di binari di manovra, i binari usati per gli spostamenti dei convogli all'interno di un'area industriale: è una situazione distinta dal normale attraversamento della linea ferroviaria di superficie, anche se il pittogramma di base è simile.

Tram: incrocio della linea, marcia sui binari e sorpasso

Il segnale che preannuncia l'incrocio con una linea tranviaria non regolata da semafori si trova sia dentro sia fuori i centri abitati e richiede di prestare maggiore attenzione perché, poco oltre, si potrebbe incrociare un tram: la velocità va moderata in vista di quel possibile incontro, non solo dopo averlo già davanti.

Un secondo segnale, distinto, avverte che la linea tranviaria riduce lo spazio utile per la circolazione dei veicoli: non si tratta quindi solo di un punto di incrocio, ma di un tratto in cui i binari corrono affiancati alla carreggiata restringendo lo spazio realmente disponibile. Circolare sopra i binari del tram non è vietato, a condizione di non intralciare la marcia del tram stesso: la regola non è mai circolare sui binari, ma mai farlo a scapito del tram.

Il sorpasso di un tram in marcia è ammesso anche a destra, se c'è lo spazio necessario: non è quindi vero che sia consentito solo a sinistra, né solo a destra, né che sia riservato ai soli motocicli, e non è nemmeno vero che il sorpasso dei tram sia vietato in assoluto. Ognuna di queste affermazioni assolute smentisce l'eccezione che la regola prevede proprio in base allo spazio disponibile.

L'attenzione richiesta in presenza di una linea tranviaria non riguarda solo il tram in sé: bisogna fare attenzione anche agli eventuali pedoni presenti alla fermata, perché salgono e scendono direttamente sulla carreggiata o su una banchina che il traffico veicolare costeggia da vicino.

Ostacoli fissi e strettoie: i punti di conflitto con il traffico opposto

Il segnale di strettoia simmetrica preannuncia, di norma a 150 metri, un restringimento della carreggiata su entrambi i lati, con probabile difficoltà di incrocio con i veicoli che arrivano in senso opposto: il comportamento richiesto è moderare la velocità e, se necessario, arrestarsi per lasciare spazio a chi sta già impegnando il tratto stretto.

Quando la restrizione è dovuta a un ostacolo fisso su un lato preciso, per esempio sul lato destro, il segnale lo specifica: è un caso diverso dalla strettoia generica, perché qui il punto di conflitto nasce da un elemento singolo e individuabile sulla carreggiata, non da un restringimento distribuito su tutto il tratto.

Se il fondo del segnale è giallo anziché bianco, il pericolo è legato a un cantiere stradale in corso, ma il significato resta lo stesso restringimento con difficoltà di incrocio: il fondo giallo non introduce un obbligo diverso, indica solo la causa temporanea del pericolo.

Dopo una strettoia si può incontrare un segnale che impone di dare la precedenza nei sensi unici alternati, ma questo non è automatico: la strettoia da sola non preannuncia un senso unico alternato con l'obbligo di cedere il passo ai veicoli provenienti dall'altro senso, quell'obbligo esiste solo se compare il relativo segnale di precedenza. Finché non compare, vale la regola della strettoia: prudenza reciproca tra i due sensi di marcia, non un diritto di precedenza già assegnato.

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