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Norme sulla circolazione dei veicoli

Comportamento generale nella circolazione

Le regole di flusso che ricorrono in sorpasso, incrocio e convivenza con gli altri utenti.

Il veicolo S che esce in retromarcia per immettersi nella circolazione deve dare la precedenza a tutti i veicoli, sia da destra sia da sinistra: la domanda è VERO perché in retromarcia non esistono corsie o direzioni privilegiate a favore di chi manovra.
Stessa situazione del veicolo S, ma con una eccezione per le biciclette: la domanda è FALSO perché chi si immette nel flusso della circolazione deve dare la precedenza ai veicoli in transito senza distinzione di tipo, biciclette comprese.

Avvicinarsi a un incrocio: prima di tutto prudenza

L'incrocio è il punto in cui le traiettorie si tagliano, e le regole generali sono scritte per questo. Giungendo in vicinanza di un incrocio bisogna predisporsi ad osservare le norme di precedenza, usare la massima prudenza per evitare incidenti, spostarsi per tempo sulla corsia destinata alla direzione che si intende prendere e segnalare per tempo l'intenzione di svoltare. Sono tutte affermazioni che l'esame propone come VERO: chi le nega o le condiziona («solo se sopraggiungono altri veicoli») sbaglia.

Il trucco delle domande sta nel confondere la prudenza con il rallentamento a comando. Se non si è in grado di capire subito chi ha la precedenza, bisogna procedere con prudenza e accortezza; la variante «si può proseguire senza rallentare, se si sceglie di andare diritto» è FALSO, perché l'incertezza sulla precedenza non si risolve scegliendo la direzione più comoda. Allo stesso modo, essere prudenti e tolleranti nei confronti di chi, pur non avendo la precedenza, passa ugualmente per primo è un dovere, non una cortesia: avere ragione non evita lo scontro.

Per chi guida un veicolo a due ruote vale un obbligo specifico: in vicinanza di un incrocio bisogna incolonnarsi dietro gli altri veicoli in attesa. Non si passa tra le file per guadagnare la testa della coda. Vale anche il limite opposto: è consentito impegnare l'incrocio solo se si ha la possibilità di proseguire e liberarlo, quindi entrare quando davanti la coda è ferma e si resterebbe in mezzo è una violazione, anche con il verde.

Un errore comune riguarda la velocità. La domanda che afferma che in vicinanza o in corrispondenza degli incroci extraurbani non è consentito superare la velocità di 60 km/h è FALSO: non esiste un limite speciale legato all'incrocio, e la velocità resta quella prevista dalla strada o dalla segnaletica, moderata in ragione della situazione. Allo stesso modo è FALSO che sia vietato azionare i dispositivi di segnalazione acustica agli incroci extraurbani.

Chi passa per primo

Se ad un incrocio giungono contemporaneamente da strade diverse due veicoli, l'obbligo di dare la precedenza spetta, di norma, al conducente del veicolo che arriva da sinistra: la precedenza è a destra. Il criterio è la posizione di arrivo, non la dimensione della strada: la domanda secondo cui deve cedere chi percorre la strada più stretta è FALSO. Il colpo di scena tipico è l'altra metà della regola: anche chi ha la precedenza ha l'obbligo di moderare la velocità per evitare incidenti, e la domanda che lo afferma è VERO.

La regola generale cede davanti alla segnaletica. Alla rotatoria, in assenza di specifico segnale, vale la precedenza a destra; solo se c'è il segnale DARE PRECEDENZA i veicoli in entrata cedono a quelli già circolanti nell'anello. Di qui tre risposte che sembrano in conflitto ma non lo sono: «l'obbligo di dare la precedenza può essere imposto ai veicoli che stanno per immettersi» è VERO, «bisogna dare la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra solo se vi è il segnale DARE PRECEDENZA» è VERO, mentre «sempre» ai veicoli già circolanti nell'anello è FALSO, e «è obbligatorio dare la precedenza ai veicoli provenienti da sinistra» detto senza condizioni è FALSO. La parola che decide è «sempre» o la sua assenza. Prima di entrare si modera la velocità, e nell'anello non si fa retromarcia né si sorpassa, né a destra né a sinistra.

Con DARE PRECEDENZA la prudenza sostituisce l'arresto automatico: occorre moderare la velocità, ma ci si arresta solo in caso di necessità. Se però occorre arrestarsi, bisogna farlo in corrispondenza della striscia trasversale formata da una serie di triangoli bianchi. Il segnale di STOP è più severo: non ci si può dispensare dall'arresto perché manca la linea trasversale o perché non si vedono sopraggiungere veicoli, e la domanda che sostiene il contrario è FALSO.

Ci sono precedenze che nessun segnale in figura rovescia in modo automatico. Agli incroci è obbligatorio dare la precedenza ai veicoli circolanti su rotaie (tram e treni), salvo diversa segnalazione. Con la luce gialla lampeggiante, invece, non si deve dare la precedenza a tutti i veicoli: si rallenta e si usa prudenza. Con la luce gialla fissa, chi non è in grado di arrestare il veicolo in sicurezza prima della striscia di arresto si affretta a sgombrare l'incrocio; chi si ferma sulle strisce pedonali perché il semaforo pedonale è rosso, invece, sbaglia, perché le occupa.

L'errore speculare è pensare che la precedenza sia un dogma. «È necessario dare, comunque, la precedenza a tutti i veicoli negli incroci» è FALSO: esistono incroci in cui si ha la precedenza, e prudenza non vuol dire cedere sempre. Per lo stesso motivo la domanda che vuole l'obbligo di dare la precedenza a tutti i veicoli circolanti nella svolta a sinistra è FALSO: si cede a chi proviene da destra, a chi viene di fronte e ai pedoni.

Cosa è vietato in vicinanza o in corrispondenza degli incroci

Le manovre che complicano la lettura dell'incrocio sono vietate, e l'esame le elenca per intero. Non è consentito procedere a zig zag, anche se le corsie direzionali sono segnate da strisce discontinue (tratteggiate); cambiare improvvisamente la direzione di marcia; effettuare l'inversione di marcia; occupare la corsia opposta di marcia, neanche per sorpassare una bicicletta. Se l'incrocio è extraurbano è vietata anche la fermata, e a maggior ragione la sosta.

Da qui si capisce perché ci sono cose che invece restano lecite. In vicinanza degli incroci regolati da semaforo il sorpasso non è vietato in quanto tale: la domanda che lo afferma è FALSO. Anche i fari anabbaglianti si possono usare (FALSO che sia vietato), e di notte nei centri abitati il loro uso è parte dell'uso corretto della strada. La regola non è «vietato tutto», ma vietato ciò che rende imprevedibile la traiettoria.

Le file parallele seguono lo stesso ragionamento. I veicoli a motore possono circolare per file parallele in vicinanza di incroci regolati da vigili o da semafori, e la marcia per file parallele è ammessa quando viene autorizzata dagli agenti del traffico. Lungo il tratto che porta a un incrocio non regolato da semaforo o da agenti, invece, è FALSO che sia consentito. Nessuno però può, nemmeno in caso di traffico intenso, usare corsie riservate ad altri (corsie per autobus e veicoli in servizio pubblico, corsie di emergenza): «in caso di traffico intenso i motocicli possono circolare sulle corsie di emergenza» è FALSO.

Restano due situazioni in cui l'istinto è sbagliato. Se giunti in prossimità di un incrocio ci si accorge di aver sbagliato la corsia di preselezione, non ci si ferma a chiedere informazioni e non ci si arresta bruscamente: si segue la direzione consentita dall'eventuale segnaletica orizzontale, dando le dovute precedenze. Non si retrocede, non si cambia corsia in modo improvviso e non si chiede aiuto neppure agli agenti del traffico, per evitare confusione e tamponamenti. Analogamente, se al segnale di via libera il veicolo che precede tarda a ripartire, si attende pazientemente; non si suona con insistenza (nei centri abitati l'uso del segnalatore acustico per sollecitarlo è vietato), non lo si supera con manovre pericolose e non si scende a cercare un agente. Se serve ed è possibile senza pericolo, è opportuno prestargli aiuto.

Immettersi nel flusso della circolazione

Chi parte dal margine della carreggiata, da un posteggio o da una strada laterale deve immettersi senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della loro posizione, distanza, direzione. L'obbligo di dare la precedenza ai veicoli in transito non dipende da un segnale: «solo in presenza di apposito segnale» è FALSO, come è FALSO che le biciclette siano un'eccezione, perché la precedenza si dà a tutti i tipi di veicolo. Non è vietato in sé immettersi provenendo da strade laterali: la domanda che lo dichiara vietato è FALSO.

Prima di partire il conducente prepara la manovra: l'autoveicolo allaccia la cintura di sicurezza salvo che non sia esentato, e accerta che la strada sia libera guardando anche negli specchietti retrovisori; chi è su un motociclo indossa e allaccia il casco e accende il proiettore anabbagliante. Le domande che spostano queste azioni «dopo avere concluso la manovra» sono FALSO, perché sono condizioni per partire, non per proseguire. Vanno fatti anche il controllo dello specchio laterale sinistro e la verifica visiva diretta dietro e a fianco del veicolo. L'indicatore di direzione si aziona con sufficiente anticipo anche se non sopraggiungono altri veicoli: la domanda che consente di ometterlo è FALSO.

La retromarcia per immettersi nella circolazione, come per il veicolo S della figura, è il caso più severo: si dà la precedenza ai veicoli in transito sia da destra sia da sinistra, quindi a tutti; è obbligatorio dare la precedenza a tutti i veicoli quando si effettua la retromarcia. Bisogna anche fare attenzione ai pedoni in transito dietro il veicolo e dar loro la precedenza, assicurarsi che la strada sia libera e manovrare con particolare prudenza. Sono FALSO tutte le aggiunte teatrali: suonare il clacson durante l'intera manovra o ripetutamente, azionare la segnalazione luminosa di pericolo, accendere la luce posteriore per nebbia, manovrare velocemente per liberare il posteggio.

Analogo è il caso di chi esce da una proprietà privata: procede lentamente, specie in retromarcia, con prudenza, e dà la precedenza agli eventuali pedoni. Non ha la precedenza sui pedoni e non è obbligato a suonare il clacson. Il mancato rispetto delle norme prescritte per immettersi nel flusso della circolazione comporta, tra l'altro, la perdita di punti dalla patente: «non comporta la sottrazione di punti, ma sanzione pecuniaria» è FALSO.

Corteo, pedone che non cede, clacson e abbaglianti

Quando in un centro abitato ci si imbatte in un corteo, non si può interromperlo: bisogna fermarsi sulla destra e attendere che la carreggiata si liberi, accertandosi prima di passare che sia transitato completamente. Sono tutte FALSO le soluzioni di forza: farsi strada interrompendo il corteo «con estrema prudenza», oltrepassarlo o interromperlo in base alla densità, passare rapidamente con il clacson continuo, retrocedere rapidamente fino al primo incrocio, accendere le luci di profondità. Si evita di suonare il clacson, e di retrocedere o fare inversione di marcia se ciò ostacola il flusso. Solo se possibile si può imboccare una strada laterale, purché la manovra sia corretta.

Il pedone che, fuori delle strisce di attraversamento, non accenna a darci la precedenza va gestito in sequenza: ridurre la velocità, avvisarlo in caso di pericolo immediato con un breve colpo di clacson e, se occorre, fermarsi per non investirlo. Ciò che non va bene è proseguire senza curarci di lui perché «abbiamo la precedenza», richiamare la sua attenzione «con qualsiasi mezzo», o procedere con gli abbaglianti di notte perché si accorga di noi: tutte FALSO. Sui passaggi pedonali, al contrario, si dà la precedenza ai pedoni che attraversano, ma non ci si arresta «sempre» ripartendo solo se non sopraggiungono pedoni.

Il clacson è uno strumento di pericolo, non di sollecito. Non si suona giungendo in vicinanza di un incrocio nei centri abitati, non si suona per invitare i veicoli che precedono ad accelerare in caso di traffico intenso, non è obbligatorio ogni volta che ci si avvicina a un attraversamento ciclabile né per svoltare a sinistra. Anche montare trombe bitonali per usarle solo fuori dei centri abitati è FALSO.

Di notte, su strada extraurbana, quando si incrocia un veicolo con fari a luce abbagliante accesi, la reazione corretta è di procedere con prudenza, usando le luci anabbaglianti, distogliere lo sguardo dal fascio luminoso, tener conto della ridotta visibilità e rallentare adeguatamente, eventualmente fermandosi. Sono invece FALSO: ripararsi gli occhi con le mani, azionare le trombe bitonali, fermarsi immediatamente, rispondere a nostra volta con gli abbaglianti «per veder meglio la strada». Più in generale, l'uso in ogni caso dei proiettori a luce abbagliante non è uso corretto della strada.

L'uso corretto della strada e il divieto di intralcio

Il principio che tiene insieme tutto è che chi guida non deve costituire pericolo o intralcio per gli altri utenti della strada, e che l'uso corretto della strada comporta osservare le norme di comportamento e quelle dettate dalla comune prudenza. Lo stesso vale per chi ha un veicolo ad elevate prestazioni: deve evitare di costituire pericolo e non deve, comunque, superare i limiti di velocità previsti dalla legge. Guidare in modo adeguato alle caratteristiche del veicolo, della strada e del traffico è il modo per non creare intralcio.

Il dovere di non intralciare si legge in due direzioni. La velocità va regolata in relazione alle caratteristiche e condizioni delle strade e non è affatto vietato farlo: la domanda che lo presenta come vietato è FALSO. È invece vietato gareggiare in velocità e circolare a velocità troppo bassa senza giustificato motivo. Le scorciatoie logiche sono tutte FALSO: procedere a velocità elevata per non creare intralcio, procedere sempre a velocità costante, limitarsi a osservare i limiti massimi oppure i limiti minimi di velocità. Non basta rispettare un numero: conta l'adeguatezza alla situazione.

Alla stessa logica appartengono le manovre che sembrano innocue. Per fermarsi sul margine destro della carreggiata si evitano brusche frenate e si effettua la manovra senza creare pericolo o intralcio. Sui binari tramviari non si può sostare, perché costituisce pericolo o intralcio. L'inversione di marcia su una strada a doppio senso non deve creare pericolo o intralcio e obbliga a dare la precedenza a tutti i veicoli che sopraggiungono; non è consentita in vicinanza o in corrispondenza di incroci, curve e dossi, e non si può fare nei casi di scarsa visibilità. Non va invece confusa la questione della linea di mezzeria con il divieto in sé: chi può effettuare l'inversione non deve preoccuparsi semplicemente di stabilire se la linea di mezzeria è continua, perché la domanda che lo afferma è FALSO. Fuori dai centri abitati l'inversione non è vietata di per sé, e la sua mancanza di segnaletica orizzontale non basta a proibirla.

Un ultimo caso riguarda i tratti in cui due veicoli non riescono a passare. Su una strada a forte pendenza in cui il passaggio non è facilmente possibile, in genere spetta al conducente che procede in discesa arrestarsi ed eventualmente fare retromarcia; è FALSO che debba farlo quello in salita. Se uno dei due si trova in vicinanza di una piazzola di scambio, spetta a lui accostare e lasciar passare l'altro. Se un autotreno intende svoltare a destra in una strada stretta, gli altri conducenti devono tener presente che nella manovra si sposta a sinistra, allargandosi.

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