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Norme sulla circolazione dei veicoli

Svolte, cambi di direzione e segnalazioni

Specchio, indicatore, manovra: l'ordine in cui si compie ogni cambio di direzione e i punti su cui il quiz inganna.

Domanda 6019, VERO: il veicolo E che esce in retromarcia per immettersi nella circolazione deve azionare gli indicatori di direzione, oltre a dare la precedenza ai veicoli in transito da entrambi i lati. Le varianti con quattro frecce, clacson o luce posteriore per nebbia sono FALSE.
Domanda 3701, VERO: per svoltare a sinistra, in assenza del segnale ROTATORIA, si lascia il centro dell'incrocio alla propria destra. Se lo si lasciasse a sinistra, come si fa in rotatoria, la manovra sarebbe sbagliata.
Domanda 803, VERO: qui, e solo perché c'è il segnale di rotatoria, il veicolo H gira intorno al centro dell'incrocio. La stessa affermazione senza la rotatoria è FALSA.

L'indicatore di direzione: sempre, in anticipo, e solo lui

La regola di base è che l'indicatore di direzione va azionato con sufficiente anticipo ogni volta che si esegue una manovra di svolta, un cambio di corsia o una manovra di retromarcia. Vale anche quando ci si immette in una carreggiata da una corsia di accelerazione, quando ci si sposta nella corsia di decelerazione, quando si esce dalla carreggiata per fermarsi e quando si parte dal margine per immettersi nella circolazione. Nel sorpasso l'indicatore serve due volte: quello sinistro all'inizio, per impegnare la corsia di sinistra, e quello destro alla fine, per tornare nella propria corsia. Per questo è FALSO che l'indicatore sia necessario all'inizio del sorpasso ma non al rientro.

Le domande più insidiose puntano a convincere che in certi casi la freccia sia facoltativa. Sono tutte FALSE. Non è facoltativa «se la strada è libera»: l'indicatore serve a informare tutti gli altri utenti e a evitare fraintendimenti, non solo chi si vede in quel momento. Non è facoltativa «se ci sono le strisce discontinue (tratteggiate)»: la striscia tratteggiata rende lecito il passaggio da una corsia all'altra, ma non dispensa dal segnalarlo. E la segnalazione deve essere preventiva: cambiare direzione senza segnalare con sufficiente anticipo è vietato perché costituisce pericolo o intralcio per la circolazione.

Il secondo equivoco riguarda lo strumento. Per segnalare un cambio di corsia o di direzione lo strumento è l'indicatore, non l'avvisatore acustico: quando si vuole cambiare direzione non è obbligatorio fare uso di clacson o trombe, che sono riservati ai casi di pericolo. Chi risponde VERO a «ha l'obbligo di segnalare la manovra con l'avvisatore acustico» confonde due strumenti con funzioni diverse.

Il terzo equivoco riguarda le quattro frecce. L'accensione simultanea di tutti gli indicatori è il segnale di pericolo e non serve a comunicare una manovra. È quindi FALSO che si debba usare quando ci si accorge di aver sbagliato la corsia di preselezione in prossimità di un incrocio, che si debba usare «in caso di traffico intenso», e che il veicolo che esce in retromarcia per immettersi nella circolazione debba azionare la segnalazione luminosa di pericolo: per quest'ultimo il segnale corretto è l'indicatore di direzione.

Svolta a sinistra e comportamento in prossimità degli incroci

La svolta a sinistra si esegue senza creare pericolo o intralcio e segue un ordine preciso. Prima si controlla dallo specchio retrovisore che nessun veicolo che segue abbia iniziato il sorpasso; poi si segnala in anticipo la manovra con l'indicatore; infine ci si porta nella corsia che consente di svoltare. Su una strada a doppio senso ci si sposta verso il centro della carreggiata, su una strada a senso unico ci si avvicina il più possibile al margine sinistro. Occorre inoltre fare attenzione a non imboccare contromano la strada in cui si svolta. Per questo è VERO che su strada a doppio senso, per svoltare a sinistra, occorre inserirsi nelle corsie che consentono di proseguire in tale direzione.

Salvo diversa segnalazione, la svolta si compie dando la precedenza ai veicoli che provengono da destra, a quelli che arrivano di fronte e ai pedoni. Questo non significa fermarsi sempre: è FALSO che sia necessario arrestarsi prima di completare la manovra anche se non sopraggiungono veicoli. L'obbligo è dare precedenza a chi c'è, non fermarsi per principio.

Il modo in cui si gira dipende dall'incrocio. Se c'è il segnale ROTATORIA si occupa l'area di destra, lasciando a sinistra il centro dell'incrocio, e si gira intorno ad esso. In tutti gli altri casi si occupa l'area di sinistra, lasciando a destra il centro dell'incrocio. Chi risponde VERO a «per svoltare a sinistra bisogna girare intorno al centro dell'incrocio» senza la rotatoria sbaglia, perché ignora la condizione da cui dipende la regola.

In vicinanza o in corrispondenza degli incroci non è consentito cambiare improvvisamente la direzione di marcia, procedere a zig zag (nemmeno se le corsie direzionali sono segnate da strisce tratteggiate), effettuare l'inversione di marcia o occupare la corsia opposta. La regola, per chi giunge all'incrocio, è spostarsi per tempo sulla corsia destinata alla direzione che si intende prendere e segnalare per tempo la svolta. Se ci si accorge di aver sbagliato la corsia di preselezione, la soluzione non è né accendere le quattro frecce, né cambiare corsia all'ultimo, né arrestarsi bruscamente o fermarsi a chiedere informazioni: si segue la direzione consentita dalla segnaletica orizzontale, dando le dovute precedenze.

Inversione di marcia e immissione nella circolazione in retromarcia

L'inversione di marcia su una strada a doppio senso richiede l'indicatore di direzione, che deve rimanere in funzione per l'intera durata della manovra: non basta accenderlo all'inizio. Ma prima di segnalare bisogna decidere se la manovra si può fare, e in molti casi la risposta è no. Si deve rinunciare all'inversione quando c'è traffico intenso e continuo e quando la visibilità è scarsa.

Le varianti FALSE del quiz aggiungono una condizione apparentemente rassicurante che non cambia nulla. Con scarsa visibilità non si può invertire «se la linea di mezzeria è tratteggiata»: il tratteggio non compensa la mancanza di visibilità. Non si può invertire «anche in curva, se si dà precedenza a tutti»: la precedenza non rimedia a un punto in cui gli altri non ti vedono arrivare. E non è vero che l'inversione sia consentita «solo sulle strade larghe, che permettono di eseguirla con una sola manovra»: la larghezza della strada non è il criterio, lo sono traffico e visibilità.

Nell'immissione nella circolazione in retromarcia, il conducente che esce da un posteggio deve azionare l'indicatore di direzione e dare la precedenza ai veicoli in transito, sia da destra che da sinistra. Deve inoltre fare attenzione agli eventuali pedoni che passano dietro il veicolo, dare loro la precedenza, assicurarsi che la strada sia libera ed eseguire la manovra con particolare prudenza. Sono FALSE le affermazioni che aggiungono azioni non previste: azionare la segnalazione luminosa di pericolo, accendere la luce posteriore per nebbia, suonare il clacson durante l'intera manovra. È FALSO anche che si debba «manovrare velocemente per liberare il posteggio», perché la prudenza viene prima della rapidità, e che si debba dare precedenza a tutti «ad eccezione delle biciclette»: le biciclette sono veicoli in transito come gli altri.

Il mancato rispetto delle norme prescritte per immettersi nel flusso della circolazione comporta, tra l'altro, la perdita di punti dalla patente.

Quando guardare negli specchi e perché non basta

Gli specchi retrovisori vanno usati, dentro e fuori i centri abitati, ogni volta che occorre controllare la strada dietro al veicolo. È perciò FALSO che nei centri abitati non sia necessario usarli. I momenti indicati sono: l'inserimento nella circolazione quando si parte da fermi, il cambio di corsia e la svolta, l'avvio e la prosecuzione di una manovra di parcheggio in retromarcia, e il sorpasso, sia prima di iniziarlo sia prima di rientrare a destra, per non tagliare la strada al veicolo sorpassato. Sul parcheggio il quiz insiste: anche con i sensori di parcheggio gli specchi restano necessari, quindi è FALSO che si possa farne a meno.

C'è un'eccezione che il quiz sfrutta volentieri: non è necessario usare gli specchi ogni volta che a un incrocio si intende proseguire diritto. La regola non è «specchio a ogni incrocio» ma «specchio prima di una manovra che sposta il veicolo lateralmente o lo fa retrocedere».

L'ordine delle azioni conta: l'uso corretto della strada comporta che si guardino gli specchi prima di azionare l'indicatore per cambiare corsia, e prima di segnalare l'intenzione di cambiare corsia bisogna guardare nello specchietto anche se si guida un veicolo ad elevate prestazioni. Prima si controlla che il cambio di corsia sia possibile, poi lo si annuncia. Nel caso del sorpasso, occorre in più verificare che il veicolo che sta davanti non abbia segnalato l'inizio della stessa manovra.

Il controllo nello specchio laterale sinistro è obbligatorio prima di cambiare corsia verso sinistra, prima di svoltare a sinistra, prima di immettersi nel flusso della circolazione e prima di iniziare un sorpasso. Ma va accompagnato da un rapido controllo visivo laterale diretto, girando leggermente la testa. Il motivo è duplice: lo specchio laterale ha un angolo cieco molto ampio e falsa la percezione della distanza, perché i veicoli appaiono più lontani di quanto siano, e quella della velocità dei veicoli sopraggiungenti. Per questo è FALSO che durante l'inserimento nella circolazione sia meglio non guardare direttamente per non distrarsi, ed è FALSO che gli specchi, nel loro complesso, permettano di vedere l'intera area di strada dietro e intorno al veicolo: contribuiscono alla visione panoramica, non la sostituiscono.

Regolazione e dotazione degli specchi

Gli specchi devono essere di tipo omologato, montati correttamente e sempre efficienti, cioè non incrinati né sporchi. La regolazione va fatta ogni volta che si utilizza il veicolo e dopo aver sistemato il sedile di guida, di norma a veicolo fermo. Sono quindi FALSE sia l'idea di regolarli con il veicolo in marcia sia quella di regolarli «ogni mille chilometri circa»: la cadenza è quella dell'uso, non della percorrenza.

Lo specchio laterale sinistro va regolato in modo da scorgere, nel suo terzo di destra, la coda del veicolo, e da osservare a sinistra, prevalentemente, la porzione di strada a fianco del veicolo. Non va chiuso sulle strade strette di montagna e non va regolato per controllare l'interno dell'abitacolo. Il laterale destro non è riservato ai conducenti esperti: è FALSO che vada usato solo da loro.

Lo specchio retrovisore centrale deve rientrare nel campo visivo del conducente e garantire la visione dell'intero lunotto posteriore. È in genere realizzato in modo da ridurre al minimo la distorsione della distanza dei veicoli che seguono, e ha una posizione antiriflesso per la notte, che riduce il fastidio dei proiettori accesi dei veicoli che seguono. Non può essere rimosso perché c'è il laterale sinistro, non manca sui veicoli con poggiatesta posteriori perché «inutilizzabile», e non è uno schermo per il navigatore satellitare.

Le altre affermazioni FALSE riguardano la dotazione. Le dimensioni degli specchi non sono proporzionali alla cilindrata. Gli autocaravan non possono essere privi di specchi retrovisori nemmeno se questi li rendono troppo ingombranti in larghezza. Gli specchi esterni degli autoveicoli non possono essere sostituiti con altri di tipo differente, purché di superficie maggiore. Infine, non si può circolare con un autoveicolo privo temporaneamente degli specchi retrovisori nemmeno rispettando il limite di 50 km/h e tenendo in azione la segnalazione luminosa di pericolo: le quattro frecce non sostituiscono uno specchio mancante.

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